Alla scoperta del Friuli Venezia Giulia, tradizioni e numeri della regione dove si incontrano popoli e culture

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta del Friuli Venezia Giulia: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa regione dove si incontrano popoli e culture.

Terra di confine tra le Alpi e il mare, tra l’Est europeo e l’Occidente. Qui le culture si fondono dando vita ad un panorama senza paragoni. Antichità romane, città veneziane e le influenze asburgiche e slave. Le alpi, il mare e il Carso, altopiano roccioso dalle ampie voragini sotterranee, dove uomo e natura convivono in straordinaria armonia.

Gli abitanti e le imprese del Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è al diciassettesimo posto per superficie tra le regioni italiane, la sua densità abitativa è di 154 abitanti per km² ed è composta da 215 comuni distribuiti in quattro province.

Sono diverse le imprese sul territorio regionale, dallo storico marchio Sèleco, fondato nel 1965 a Pordenone, negli anni in cui esplodeva il mercato dei televisori in Italia. Ha creato prodotti come i televisori dalle linee curve della gamma Visual 360, che hanno reso il tv un oggetto autonomo, non più integrato nei mobili. Ma anche nel 1974 il Ping-O-Tronic, prodotto avanzato per l’epoca, che collegandolo alla tv permetteva di giocare a ping pong, squash e al rimbalzo della palla contro il muro. Sempre a Pordenone nel 1916 Antonio Zanussi, fonda la Zanusso Professional, leader nella produzione di elettrodomestici e apparecchiature per la ristorazione. Vincitrice del Compasso d’Oro nel 1962, ancora oggi esporta i propri prodotti in 70 Paesi. Ed anche la Snaidero da settant’anni produttrice leader di mobili e cucine, e Calligaris azienda che produce arredamento di alta qualità, tanto da essergli riconosciuto il Good Design Awards 2016 per la poltrona “Lazy” e la collezione Bahia ideata dai designer Dondoli e Pocci.

Nel campo dell’acciaio il Gruppo Pittini, produttore di acciai lunghi per l’edilizia e l’industria meccanica, e nel settore del caffè è in questa regione che nascono due marchi molto importanti: Illy e Hausbrandt. Illycaffè fu fondata nel 1933 a Trieste e ad oggi è famosa e apprezzata in tutto il mondo per l’alta qualità e l’inconfondibile gusto del suo caffè. La storia di Hausbrandt è ancora più antica, risale al 1892, quando l’azienda per prima confezionò il caffè in contenitori metallici direttamente nello stabilimento, da allora la sua crescita non si è mai arrestata ricevendo numerosi riconoscimenti per la qualità dei suoi prodotti ed esportandoli in 90 paesi.

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Gorizia

Per la sua posizione e per la sua storia, Gorizia è uno dei punti di congiunzione fra i mondi latino, slavo e germanico. Qui il passaggio tra l’Italia e la Slovenia è segnato da una fila di mattoncini e da un mosaico circolare che indica il confine di stato. Fino al 2004 c’era un il Muro di Gorizia che separava in due Piazza Transalpina e per superare il confine bisognava esibire i documenti. Con l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea è stata smantellata la porzione di muro che segnava il confine e la piazza è diventata un unico spazio pubblico dove si incontrano le due città: Gorizia e Nova Gorica. Un luogo simbolico, che unisce due nazioni, e per questo si sposa ad essere palcoscenico di eventi internazionali.

La città è ricca di piazze, monumenti e aree verdi, parchi pubblici e giardini privati, dove è possibile passeggiare e godere di momenti di relax. Tra questi il Giardino Viatori, su una collina ai margini della città, un giardino botanico ricco di importanti collezioni in stile paesaggistico all’inglese. Il Parco della Valletta del Corno, per gli amanti dello sport e il Parco Sigmund-Graf Attems, parte dell’antico giardino della villa di campagna del conte Sigmund von Attems che fu distrutta durante la prima guerra mondiale. Oggi ristrutturato è un museo a cielo aperto dove ammirare memorie della sua antica storia ma anche opere d’arte contemporanea nel “Muro delle cinque lingue” e il “Muro del tempo”.

Gorizia è anche caratterizzata da diversi stili architettonici che si alternano tra edifici antichi e moderni. Dal Castello, con all’interno delle mura il Museo del Medioevo Goriziano dove è raccolta una collezione risalente al periodo compreso tra il 1271 ed il 1500, al Teatro Verdi, importante centro culturale della città, alla Sinagoga di Gorizia, che ospita il museo che racconta la storia dell’ebraismo in città attraverso i secoli. Ed anche musei, come il Museo della Grande Guerra e il Museo della Moda e delle Arti Applicate dedicato alla produzione, lavorazione e tessitura della seta, attività di grande importanza fino al 1918 nel Goriziano grazie all’Impero asburgico.

Nella provincia di Gorizia Cormòns, dominata dal Monte Quarìn. Sulla parte più alta del monte sorge un Santuario dedicato alla Beata Vergine del Soccorso e i resti della Rocca che testimoniano il ruolo strategico che rivestì dai Romani fino agli Asburgo. Nelle Piane di Lisert le Terme Romane di Monfalcone, utilizzate già dai romani. Queste acque sorgive che attraversano faglie e condotti carsici, sgorgano ad una temperatura di circa 38 gradi e sono impiegate per trattamenti medici. Per gli amanti della natura il fiume Isonzo, chiamato la bellezza di smeraldo, è un’importante meta dal punto di vista faunistico, qui si possono ammirare alcuni esemplari di trota marmorata ritenuta a rischio di estinzione.

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Pordenone

Fondata sulle rive del fiume Noncello come porto fluviale, i primi documenti sulla città risalgono al 1.024. Durante il Medioevo, la posizione strategica del fiume, a metà strada tra i monti e il mare, la rese una rotta commerciale piuttosto sfruttata.

Gli edifici della città seguono diversi stili architettonici, dal gotico al rinascimentale, dal medievale al veneziano. Corso Vittorio Emanuele II, la via principale, è costellata da edifici e porticati dalle facciate decorate che hanno fatto guadagnare a Pordenone l’appellativo di città dipinta. Ne sono un esempio Casa Bassani e Palazzo Mantica Tomadini.

Il Palazzo Comunale è il simbolo della città, un elegante palazzo costruito tra la fine del 1200 e la fine del 1300 e un orologio astronomico sulla facciata aggiunto tre secoli dopo. Di fianco al Comune, Palazzo Ricchieri, una casa-torre costruita a difesa della città, che fu impiegata come residenza della nobile famiglia Ricchieri durante l’epoca veneziana. Un palazzo ricco di affreschi con soffitti lignei a cassettoni che oggi è sede del Museo Civico d’Arte. A due passi dal centro urbano la Riviera del Pordenone, dove si può passeggiare a piedi o in bicicletta e ammirare una magnifica oasi verde. Ed anche Parco Galvani con la residenza della famiglia Galvani costruita a fine del ‘700. Qui ha sede la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato e il Museo Itinerario della Rosa Antica, dove ammirare molteplici varietà di rose e rosai.

La provincia di Pordenone custodisce borghi storici e bellezze naturali che portano con sé testimonianze del suo passato. Il Campanile di Val Montanaia, all’interno del Parco delle Dolomiti Friulane, una delle vette delle Dolomiti friulane è perfetta per gli amanti degli sport invernali e del trekking. Sacile, soprannominata il Giardino della Serenissima, con vicoli e caratteristici ponticelli, caratterizzata da scorci paesaggistici molto belli. Da visitare sono il Duomo di San Nicolò, la Chiesetta della Madonna della Pietà, Piazza del Popolo, la Loggia comunale e il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia. Continuando la visita in provincia si può far tappa alla Sorgente del Gorgazzo, a Valvasone e all’Abbazia di Santa Maria in Sylvis, fondata nella prima metà del 700 d.C, nel centro di Sesto al Reghena. Risalendo verso la Pedemontana il Parco Storico di Villa Policreti, giardino all’italiana che si estende su una superficie di circa trenta ettari. E poi Poffabro e Toppo di Travesio inseriti nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia. Poco distante dal centro di Pordenone il Museo Archeologico del Friuli Occidentale, al castello di Torre, e il Science Centre Immaginario Scientifico Museo della scienza interattivo multimediale dove viene raccontata la scienza tramite postazioni multimediali e interattive.

Piazza Unità, per gentile concessione credits Lucrezia De Carolis

Trieste

Trieste è il mare e la bora, ma anche la città dei caffè e degli scrittori. Il cuore della città è in Piazza Unità che si tuffa direttamente nel golfo, da qui il lungomare percorre le rive fino ad arrivare al Molo Audace. Il suo nome deriva da quello della prima nave che riuscì ad entrare nel porto di Trieste dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Qui una rosa dei venti in bronzo presente realizzata dalla fusione di una nave austriaca affondata dalla Marina Italiana. E quanto spira la bora è meglio stare lontani dalle rive!

Città dagli intensi commerci marittimi, che ne hanno caratterizzato sviluppo e abitudini, come quelle legate al caffè. Qui sono nate grandi e piccole torrefazioni e il caffè non si ordina come nel resto nel resto d’Italia: un espresso è un nero, un cappuccino è un caffelatte, per avere un macchiato devi chiedere un capo e così via. E poi i suoi caffè, bar bellissimi, alcuni storici come il caffè San Marco e il caffè degli Specchi, dove si incontravano le grandi figure letterarie che a Trieste sembrano ancora vecchi amici: Joyce, Svevo, Saba. Nella centralissima via San Nicolò c’è la sua vecchia Libreria Antiquaria, un pezzo di storia della letteratura. Un’altra particolarità di Trieste è il bagno della Lanterna, stabilimento balneare in piena città, chiamato anche Pedocin. Un muro separa la spiaggia in due aree distinte: una per gli uomini e una per le donne e bambini. Forse l’unico rimasto di questo genere in Italia e addirittura in Europa, al quale però i triestini sono molto legati. Qui la mattina presto d’estate è affascinante poter ascoltare le signore che si incontrano per raccontare fatti e scambiare aggiornamenti rigorosamente in dialetto. Percorrendo il lungo mare tra bagni e pinete si raggiunge il Castello di Miramare costruito praticamente sulle onde e i suoi bellissimi giardini. Per assistere ad un evento tipico che rende Trieste famosa nel mondo bisogna visitarla ogni anno nella seconda domenica di ottobre. Il golfo si popola di imbarcazioni e la città diventa più viva del solito per la famosa Barcolana, regata velica internazionale.

A Trieste ha sede l’Università di Trieste, ed anche il centro di ricerca internazionale multidisciplinare Elettra Sincrotrone Trieste, specializzato nella generazione di luce di sincrotrone e di laser ad elettroni liberi di alta qualità e nelle sue applicazioni nelle scienze dei materiali e della vita. Ed il Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” fondato dal premio Nobel Abdus Salam nel 1964.

Nella baia di Grignano, a ridosso del Parco di Miramare, c’è il Science Centre Immaginario Scientifico, un museo della scienza interattivo e sperimentale che ha per scopo la promozione e la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.

Visitare la provincia significa passeggiare tra natura, castelli e borghi che si affacciano sul mare. Si può iniziare dal borgo marinaro di Muggia, in stile veneziano. Qui il Parco Archeologico di Muggia Vecchia e il Castello costruito nel 1374. Poi ci sono il Castello di Duino e i sentieri Rilke a picco sul mare e la Grotta Gigante a circa 80 metri di profondità. Qui è possibile ammirare lo spettacolo dei colori della natura con le sue infinite sfumature tra stalagmiti, stalattiti e colate di carbonato di calcio depositato dall’acqua piovana.

Udine, credits Pixabay

Udine

Udine è detta Venezia sulla terraferma perché nella sua architettura è evidente il suo passato legato alla Serenissima. Da Piazza della Libertà si può subito percepire l’assonanza: logge e porticati, bifore e trifore, in un’armonia che rasenta la perfezione architettonica. Dal centro storico emergono le tracce medievali, osterie e musei. Da vedere anche Porta Aquileia, la più antica della città, il Castello e il Duomo, in stile romanico-gotico, al suo interno, nella Cappella del Santissimo Sacramento, conserva le opere di Giovanni Battista Tiepolo.  Nel Palazzo Patriarcale ha sede il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo che ospita una collezione che comprende circa 700 opere, tra cui gli affreschi settecenteschi di Giambattista Tiepolo, che decorò il soffitto dello Scalone d’onore, la Galleria degli ospiti e la Sala rossa per volere dell’allora patriarca Dionisio Dolfin. Ma Udine è anche arte contemporanea. Il complesso cinquecentesco di Casa Cavazzini, ristrutturato sulla base di un progetto dell’architetto Gae Aulenti, ospita la sede del Museo di Arte Moderna e Contemporanea. Tra le sue collezioni le opere dei fratelli udinesi Dino, Mirko e Afro Basaldella, ma anche nomi di rilievo della storia dell’arte contemporanea americana, come Willem De Kooning, Carl Andre e Frank Stella. Opere donate dagli stessi artisti in occasione del terremoto che colpì il Friuli nel 1976. In città ha sede l’Università degli Studi di Udine. Da Udine passa anche la Ciclovia Alpe Adria Radweg CAAR. Un affascinante percorso dalla montagna fino al mare che, esempio di cooperazione transfrontaliera per lo sviluppo della mobilità sostenibile, che congiunge Salisburgo con Villacco, Udine, Aquileia e Grado.

La provincia di Udine è caratterizzata dalla campagna che circonda la città. Qui una vasta area che spazia dalle Alpi al mare Adriatico e custodisce castelli e borghi rurali, cantine e musei, ma anche osterie di vini pregiati e trattorie di specialità del territorio. Qui si parla il friulano, riconosciuto e tutelato dall’Unione europea come lingua minoritaria, ma anche lo sloveno e il tedesco. Da non perdere in provincia il Centro Colibrì, voluto da Margherita Hack per tutelare questa specie, dove è possibile vivere un’esperienza a diretto contatto con la natura. E poi Villa Manin, splendida villa veneta del ‘700,  sede abituale di mostre d’arte internazionali e Palmanova, la città fortificazione, dalla pianta stellata a nove punte con al centro una grande piazza d’armi dove si affaccia il suo Duomo. Aquileia, è una città museo.con un’area archeologica Patrimonio dell’Umanità UNESCO, dove vedere resti di domus, il foro romano e la necropoli.. Da Aquileia parte il Cammino Celeste, un percorso di 200 km con 10 tappe da fare a piedi, i che raggiunge il santuario sul Monte Lussari.

I parchi del Friuli Venezia Giulia

Due parchi regionali, il Parco naturale delle Dolomiti Friulane, è il più grande della Regione e si trova sull’alta pianura friulano – veneta ed è compreso tra i corsi d’acqua dei fiumi Tagliamento, Piave e Cellina. E il Parco naturale delle Prealpi Giulie, che si trova in un ambiente incontaminato poco lontano dal confine sloveno. Nella regione ci sono anche diverse riserve naturali.

Caffè San Marco, Trieste | per gentile concessione di Lucrezia De Carolis

Le eccellenze del Friuli Venezia Giulia

Trieste e il Friuli Venezia Giulia, sono un polo scientifico noto a livello internazionale, pilastri fondamentali nella ricerca scientifica non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Il SIS, il Sistema Informativo Scientifico del Friuli Venezia Giulia, è un hub scientifico e tecnologico che comprende un numero significativo di infrastrutture di ricerca. Ospita una grande comunità di studenti e ricercatori internazionali insieme a una notevole rete di istituti di ricerca pubblici e privati. Supportato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal MIUR  e dall’Autorità Regionale del Friuli Venezia Giulia. Ha come partner: Università di Trieste, Università di Udine, Scuola internazionale di studi avanzati (SISSA), Conservatorio di musica di Trieste “Giuseppe Tartini”, Conservatorio di musica di Udine “Jacopo Tomadini”

Comprende istituti di ricerca nazionali ed internazionali, tra i primi Area Science Park,  Elettra – Sincrotrone Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, sezioni regionali del CNR, Istituto Nazionale di Astrofisica  e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sezioni di Trieste.

Altra eccellenza sul territorio è la Scuola Mosaicisti del Friuli, attiva a Spilimbergo dal 1922. Qui arrivano studenti da diversi paesi per seguire corsi specializzati per la realizzazione di mosaici e per apprendere questa antica tecnica. A produrre mosaici commissionati da tutto il mondo c’è l’azienda Travisanutto di Spilimbergo, con un fatturato oscilla tra uno e due milioni annui (fonte ilSole24ore). Tra le sue opere la decorazione per la stazione della metro di New York sulla 86esima strada.

Nell’artigianato tipico un prodotto particolare sono le scarpet, delle pantofole realizzate con vari strati di stoffa, velluto o tela, cuciti a mano e impreziositi da ricami con decori spesso floreali.

La cucina locale

Sul versante gastronomico le osmize costituiscono una vera particolarità del territorio: case di campagna dove si producono e vendono salumi tipici, vino, specialità varie. Tipiche  l’altopiano del Carso a un passo dal confine sloveno.

Per vivere l’esperienza gastronomica è stato istituito il progetto La strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, un percorso attraverso i sapori della regione.

La cucina tipica è molto variegata, grazie al mix con quella austriaca e slovena. Il piatto più famoso è il frico, un tortino a base di patate e formaggi locali. Poi i ravioli locali, detti cjarsons, la jota, una minestra tradizionale con crauti, fagioli e patate. E la gubana, dolce tipico delle calli del Natisone, a base di uvetta, pinoli e grappa.

Molti vini d’eccellenza. Tra i numerosissimi bianchi prodotti nella regione i tipici Picolit e Ramandolo, mentre tra i rossi non vanno dimenticati il Grave Doc, il Refosco e lo Schioppettino.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Gorizia detiene il record mondiale per la preparazione del tiramisù più lungo del mondo. A realizzarlo 30 pasticceri, 48 mila savoiardi, 400 chilogrammi di mascarpone e altrettanti di panna, 420 litri di caffè, 200 kg di zucchero 3 mila uova, trasformate in uno zabaglione cotto, e 47 litri di Marsala.

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Immagine di copertina per gentile concessione credits Virginia Fragiacomo