23 e 24 marzo: le Giornate di Primavera del FAI

Lo sappiamo bene, due giorni per visitare i meravigliosi tesori d’Italia non bastano. Un paio di giornate servirebbero solo ad elencarli tutti. E forse il tempo sarebbe appena sufficiente.

Durante il prossimo fine settimana non trovate scuse ed organizzatevi con amici e parenti per visitare i siti aperti del FAI.

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Infatti, anche quest’anno si rinnova il consueto appuntamento con le imperdibili giornate di Primavera del FAI, il Fondo Ambiente Italiano che apre i suoi tesori diffusi sull’intero territorio nazionale.

Prima di quest’edizione se ne sono contate altre 26, un compleanno davvero speciale da festeggiare in tutt’Italia con le delegazioni negli incantevoli giardini delle ville di campagna, nei saloni dei palazzi delle nostre città e sui palchi dei teatri di provincia.

In occasione dell’edizione 2019 si possono contare 1100 beni aperti al pubblico dalle 9.00 di sabato 23 marzo, sino alle 18.00 di domenica 24.

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Sarà l’occasione tanto attesa per poter varcare i cancelli di quel monastero abbandonato, o di apprezzare le essenze raccolte nell’erboristeria storica del centro che, nonostante la forte curiosità, o per una scusa o per l’altra, non avete mai avuto modo di visitare.

Ma si deve misurare il tempo a vostra disposizione se volete arrivare alla sede della Borsa e a quella della Banca d’Italia; come abili strateghi avidi di conoscenza, mettete in conto le consuete code nei siti più ambiti della Penisola.

Per un maggiore supporto è possibile scaricare l’apposita app che consentirà di tracciare i luoghi già visitati, o di individuare le prossime mete e di iscrivervi alla newsletter per conoscere le prossime date e per beneficiare dei numerosi vantaggi offerti dal FAI.

Per qualsiasi informazione aggiuntiva e per scoprire tutti i siti FAI, vi suggeriamo di visitare il sito www.fondoambiente.it, dove potrete anche cogliere l’occasione per iscrivervi e per ricevere la tessera di socio ed entrare a far parte della ‘famiglia FAI’.

Potrebbe essere un altro fine-settimana trascorso all’insegna della cultura, dedicato a soddisfare la curiosità di muovervi dietro le quinte del teatro del vostro comune che resta sempre chiuso, così come si potranno esaminare i meccanismi delle campane in cima alla torre della cattedrale di Crema o apprezzare la tecnica pittorica di quel paesaggista nel suo atelier, conoscere l’arte concettuale della Collezione Panza di Biumo. Inoltre, sarete invitati a raccogliere il sale nelle candide saline di Assemini, abbracciare i giganti viventi nei boschi della Sila, perdervi tra le vie del parco archeologico di Abellinum-Atripalda, o ritrovare voi stessi abbandonandovi al profumo dell’incenso nella chiesa ortodossa di San Nicola di Myra a Brindisi, poco prima di salire a bordo di vecchi treni che ora riposano nei vasti depositi della Stazione Centrale.

Infine vi sarete meritati un boccale di birra prodotta secondo gli antichi procedimenti in una birreria storica delle Prealpi, magari accompagnata con un buon formaggio di malga che avrete prodotto nel Mini Caseifico di Cles, in Trentino.

Non solo chiese, palazzi e monasteri saranno aperti a tutti in queste giornate, ma anche officine, centrali idroelettriche, stadi, dighe, stazioni, mulini, botteghe di artigiani, riserve naturali, acquedotti, come quello augusteo del Serino, in Campania.

Per gentile concessione di Serena Giuditta

Questo per ricordare le numerose missioni di salvaguardia del territorio condotte dal FAI, come la campagna Salvalacqua intrapresa nel 2018.

Tali esperienze non sarebbero possibili se non vi fossero i migliaia di volontari e mediatori culturali che si prodigano ad accogliere, spiegare e far appassionare i visitatori degli spazi che ci mostrano e che, durante gli altri giorni dell’anno, se ne prendono cura come se si trattasse di una loro stessa proprietà. Ma, in un certo senso, hanno ragione, dato che sono tutti beni che ognuno di noi ha il compito di preservare, oltre che di visitare.

Così, durante il prossimo weekend, non perdete un minuto e correte dietro ai beni FAI che restano aperti appositamente per voi!

Di sicuro domenica sera esclamerete: «due giorni sono troppo pochi per vedere tutto!» ma gioirete per quanto imparato nel vostro peregrinare da una casa-museo, all’Abbazia di Montevergini dove fu nascosta la Sacra Sindone durante la guerra, fino al cantiere aperto dell’abbazia ligure di San Fruttuoso

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