Vendemmia 2019: depurarsi con la cura dell’uva

Con il finire dell’estate, l’uva che penzola nei vigneti sta completando la sua maturazione. Il frutto tanto osannato nella letteratura classica è quasi pronto per essere raccolto.

Vendemmia 2019, depurarsi con la cura dell’uva (ampeloterapia): oltre a produrre del buon vino, l’uva ha proprietà importanti per l’organismo umano. Infatti, contrasta l’acidità dell’organismo e poco a poco lo depura dalle tossine presenti. Queste, in un ambiente basico, si dissolvono. Anche altri frutti sono “basici”, ma l’uva è l’unica che può fornire tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno per un lasso di tempo prolungato. Disintossicarsi con l’uva è possibile, attenzione però al “fai da te” soprattutto per chi soffre di glicemia alta.

uva

shutterstock Di weerastudio

Vendemmia 2019: depurarsi con la cura dell’uva

Questo tipo di regime alimentare prevede, come riporta il magazine della fondazione Umberto Veronesi, una durata di circa 2-3 giorni ma a volte, sotto controllo medico, può protrarsi anche per alcune settimane. La cura consiste nel consumo di uva per un quantitativo pari a circa mezzo chilo nei primi giorni, fino a quasi due chili verso la fine della dieta. Secondo la stessa rivista, la capacità depurativa è attribuibile al perfetto mix di sostanze contenute nella sua elevata percentuale di acqua (circa l’80%). Tra gli elementi e i composti maggiormente presenti nell’uva, ci sono:

  • Polifenoli: alcuni studi hanno dimostrato come essi siano molto efficaci nel combattere i radicali liberi, molecole responsabili del deterioramento dei tessuti e dei danni al DNA.
  • Fibre e H2O: responsabili della purificazione dell’intestino e del fegato.
  • Minerali: come il potassio, che contribuisce a ridurre la pressione sanguigna e regolare il battito cardiaco.

N.B.: NO AL “FAI DA TE”, consultare il medico prima di intraprendere l’ampeloterapia.

 

Inizio della vendemmia 2019: parte la raccolta delle uve

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • La Vitis vinifera comprende due sottospecie, la V. vinifera silvestris (di cui fanno parte le viti selvatiche dell’Europa centrale e meridionale, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale) e la V. vinifera sativa (che comprende le viti coltivate).

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