Indomite in cucina in un progetto Veuve Clicquot

Si è conclusa a Roma, presso Spazio Niko Romito Bar e Cucina, la trilogia di Indomite in cucina progetto Atelier des Grandes Dames voluto da Veuve Clicquot.

 

Un Progetto di costruzione di un network concreto tra le donne impegnate nel mondo dell’alta ristorazione, voluto dalla Maison Veuve Clicquot, che non è solo un brand, ma, prima di tutto, la visione di una donna, appunto Madam Clicquot, che seppe rompere gli schemi all’inizio dell’800, manifestando la perfetta integrazione tra il femminile dato dall’intuizione e il maschile, dato dal lato imprenditoriale.

Partito da Salina, nel ristorante Signun di Martina Caruso, il progetto è poi risalito a Strongoli, nel ristorante Dattilo di Caterina Ceraudo per chiudere nella capitale, a Spazio Niko Romito Bar e Cucina, casa della Chef Gaia Giordano.

Tre proposte diverse, lavorate con passione e spirito di squadra, partendo dal tema della  brace, per passare a quello dell’orto e arrivare al mercato nell’ultimo incontro, con una linea comune, quella di piatti puliti, sapori netti, preparati con quella sensibilità che è solo femminile.

Tre caratteri diversi che si amalgamano, nell’alchimia della cucina, con grazia e determinazione, in un’integrazione perfetta e armoniosa.

Così nell’ultimo incontro, tre chef si sono confrontate con il tema del Mercato: uno straordinario funghi su maionese di patate  (foto) ad opera di Chef Gaia Giordano, dal gusto pulito e dalla sinfonia di sapori, seguiti da spaghetto finocchietto e gamberi proposto da Chef Caterina Ceraudo, piatto straordinario dal profumo intenso e deciso, per arrivare ad un dentice, lattuga marinata arancia e acciughe della Chef Martina Caruso, piatto che ci riporta a Salina e ai profumi di mare. Guazzetto di frutta, ananas zenzero e cremoso di mandorle la chiusura a firma sempre Gaia Giordano. Una conclusione fresca, dal perfetto equilibrio dove il cremoso alle mandorle si presentava come attore fondante ma non soverchiante.

Sorridenti, discrete, avvolte da un’energia tangibile, le tre chef hanno regalato soprattutto la potenza del talento e la forza della coesione.

Tre donne, tre visioni, tre stili, un’unica passione.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Madame Barbe-Nicole Ponsardin, sposata Clicquot è stata una (grande) donna. Fu lei, nel 1818, a elaborare il primo Champagne Rosé e la prima cuvée millesimata di sempre(prodotti con vini di una singola annata ovvero il “millesimo”). Donna d’affari francese, intraprese l’attività enologica del marito quando rimase vedova a 27 anni.
  • Sua l’idea di distinguere delle vigne grand cru e l’invenzione di un meccanismo per ruotare le bottiglie in cantina, la table de remuage. Sempre  con  lei nasce anche l’arte del sabrage (tecnica di aprire le bottiglie di champagne con una sciabola) per mano dei soldati con le bottiglie che lei dona loro.
  • In suo onore  oggi lo Champagne di punta della Maison di Reims è il Veuve Clicquot Grande Dame.

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