Le cisterne d’acqua sostenibili e la raccolta delle acque piovane

L’acqua è fonte di vita essenziale per tutti gli esseri viventi, purtroppo data spesso per scontata. Viviamo in un’epoca storica in cui pensiamo che tutte le risorse siano infinite, ma molto dipende da quanta attenzione prestiamo. I primi a sfruttare l’acqua piovana utilizzando le cisterne furono gli antichi greci e romani, che garantivano alla popolazione acqua filtrata e sempre a disposizione. L’ultima frontiera della sostenibilità sono le cisterne d’acqua sostenibili e la raccolta delle acque piovane, vediamo insieme cosa sono e come possiamo utilizzarle.

Recupero delle acque piovane

Le cisterne d’acqua sostenibili e la raccolta delle acque piovane – fonte shutterstock foto di Chinnapong

Costruire una cisterna d’acqua sostenibile  

È possibile recuperare l’acqua piovana per irrigare orti e giardini, per gli scarichi del wc e l’acqua di docce e lavandini. In pratica sarebbe un’ottima idea sfruttare l’acqua piovana per tutti gli utilizzi che non siano di tipo potabile.

Per poter creare un impianto di irrigazione ad acqua piovana, possiamo utilizzare delle cisterne esterne, oppure interrate. Il vantaggio delle cisterne esterne è che sfruttano la forza di gravità per la distribuzione e quindi non necessitano di un grande impianto di pompaggio. Mentre quelle interrate non occupano molto spazio e non interferiscono con il panorama, ma hanno bisogno di un impianto più specifico.

Chiaramente l’acqua piovana non viene incanalata direttamente nel sistema fognario, ma prima subisce processi di filtraggio da sabbie e foglie. Una volta pulita, dovrà subire un passaggio nei filtri depurativi di carbone o sabbia.

Recupero delle acque piovane

Un esempio di cisterna per la raccolta delle acque piovane – fonte shutterstock foto di Delovely Pics

La fitodepurazione dell’acqua piovana

L’acqua piovana purtroppo non è potabile per il 98% della sua composizione. La colpa ovviamente è solo nostra: inquinando fiumi, laghi e mari, le nuvole che portano gli acquazzoni sono formate da particelle d’acqua inquinata.

Un sistema piuttosto efficace di depurazione delle acque inquinate è la fitodepurazione che si avvale del sostegno delle piante acquatiche. Questa tecnica è 100% naturale e sostenibile, garantendo la pulizia dell’acqua dagli agenti inquinanti, che sono principalmente azoto e fosforo. Le piante assorbono le sostanze nocive, di cui si nutrono, e quanto più il passaggio è lento (quindi garantito da un’inclinazione leggera delle tubature), tanto più il trattamento risulta efficace. Le migliori piante per la fitodepurazione sono Acorus Calamus Varieatus, Acorus Calamus e Caltha Polypetala.

Il mercato dell’acqua in bottiglia: l’Italia è terza nel mondo

Come possiamo depurare l’acqua piovana?

Per depurare l’acqua che recuperiamo dalla cisterna, abbiamo bisogno di pulirla con la giusta quantità di cloro, oppure impiegando agenti depurativi.

Per assicurarsi che l’acqua sia il più pulita possibile prima di iniziare il processo di purificazione, è consigliabile applicare due filtri: uno posizionato all’ingresso dell’acqua (ad esempio sulle grondaie se abbiamo collegato la cisterna in quel punto), e uno prima che l’acqua si depositi nella raccolta. In questo modo raddoppiamo il filtraggio da sabbia, foglie e rami trasportati dal vento in modo che la pulizia depurativa sia avvantaggiata.

Ecco 7 verdure che si possono coltivare in acqua

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Tutti i giorni vengono utilizzati circa 420 litri d’acqua (fonte dati ISTAT) per ogni abitante della terra, suddivisi tra usi d’acqua potabile e non potabile.
  • Ogni anno il 22 marzo viene celebrata la Giornata Mondiale dell’acqua istituita dall’ ONU, in cui vengono condivisi i dati del censimento delle acque per uso civile.

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it

Written by

Appassionata da sempre di animali, con il sogno di vivere in mezzo a loro, credo negli alberi e nella magia del bosco, credo alle mani forti e gli occhi pieni. Camminare scalza nei prati è una delle mie più grandi passioni. Scopro il mondo della cinofilia nel 2016, e inizio un percorso di formazione che è ancora in atto. Proprio grazie ai cani, incontro Sonia Carrera e le sue adorabili spitz, e così nasce la collaborazione con Habitante, grandissima fonte di ispirazione e spinta a mettermi in gioco.