Il Parmigiano-Reggiano e le sue battaglie contro le multinazionali americane

Ulteriore vittoria sul piano legale del Consorzio del Parmigiano-Reggiano. La DOP emiliana ha avuto ragione sulla multinazionale americana Campbell’s, quella delle zuppe di cui si ricorda la campagna pubblicitaria del 1962, realizzata da Andy Warhol

Il colosso alimentare americano aveva lanciato sul mercato una salsa di nome PREGO. Fra i suoi ingredienti, figura il formaggio Parmesan che, pur richiamando il Parmigiano-Reggiano, non ha nulla a che vedere con il prodotto nostrano. Ma il punto era un altro. Come si può vedere dall’immagine qui a lato, sull’etichetta viene richiamato chiaramente il Parmigiano-Reggiano, riconoscibile dal suo caratteristico marchio a puntini, sull’intera forma.

La causa, intentata dal Consorzio per pubblicità ingannevole, si è conclusa con una vittoria, per cui la Campbell’s sarà costretta ad eliminare l’immagine del Parmigiano-Reggiano dalle etichette della salsa.

Non è la prima volta che il Consorzio deve affrontare una situazione del genere

Storicamente il Parmigiano è un formaggio che vanta, si fa per dire, innumerevoli tentativi di imitazione.

Già nel ‘700, con la nascita al di là del Po, del grana Lodigiano, si generava spesso una certa confusione fra i due formaggi, anche perché il Lodigiano aveva Piacenza come piazza principale del commercio, città che faceva parte del Ducato di Parma. Non era difficile scambiare i due formaggi, peraltro molto simili e commercializzati nelle stesse piazze.

Il problema delle imitazioni non è di poco conto; se a livello europeo si è arrivati al riconoscimento DOP del formaggio, fuori dall’Europa il termine Parmesan, che, ribadiamo, non è affatto Parmigiano, è considerato generico e quindi non tutelabile. Ci si affida dunque agli accordi bilaterali, ma spesso non basta e il lavoro di tutela da parte del Consorzio diventa molto oneroso.

A questo proposito possiamo dire che il Consorzio ha ancora diverse cause aperte, soprattutto con la Kraft, altro colosso del settore alimentare, per il marchio Parmesan in Nuova Zelanda, dove il Parmigiano-Reggiano è un marchio registrato, ma anche in altri paesi principalmente del Sudamerica.

Un’altra battaglia che il Consorzio sta combattendo, riguarda naturalmente il Coronavirus.

Il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli spiega in un suo post sul sito ufficiale la strategia per affrontare l’emergenza. Si parte da due punti fermi: 1) come già certificato dall’EFSA, non ci sono prove scientifiche che il virus si trasmetta attraverso il cibo; 2) la zona di produzione si trova in provincie fortemente colpite dal contagio, per cui è inevitabile che qualche addetto venga contaminato. Secondo il disciplinare, il latte che arriva al caseificio non può essere centrifugato, pastorizzato o refrigerato. La produzione del Parmigiano-Reggiano non si è interrotta dopo il DPCM del 9 marzo, in quanto il trasporto del latte dalle stalle ai caseifici e la produzione del formaggio sono considerate comprovate necessità lavorative. Ne consegue che deve essere lavorato ogni giorno e pertanto richiede la sostituzione del personale eventualmente positivo al Covid-19.

Per ovviare a questa situazione, è stata istituita dal Consorzio una banca dati con i nominativi di casari in pensione o di persone che abbiano lavorato nel settore e che quindi conoscano il mestiere. In questo caso i caseifici possono far fronte ad un’eventuale mancanza di personale. In più è stata chiesta al Ministero delle Politiche Agricole e alla UE, una deroga temporanea al disciplinare per emergenza sanitaria, in base alla legge 1151 del 2012.

Il Parmigiano Reggiano di Montagna in 33 caseifici

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • Chi è intollerante al lattosio può mangiare Parmigiano Reggiano, perché non contiene né lattosio né galattosio. Al latte infatti vengono aggiunti fermenti lattici, che nelle prime fasi della produzione provoca la fermentazione e dunque la scomparsa del lattosio e del galattosio.
  • Se siete curiosi di conoscere chi ha prodotto il Parmigiano che state per mangiare, scrivete  a questo link il  numero di matricola, che trovate sul marchio della crosta. Troverete proprio il caseificio che l’ha prodotto.
    A questo link invece troverete l’elenco di tutti i caseifici.

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Sono nato a Parma e vivo e lavoro nella mia città natale. Mi sono laureato in Scienze del Turismo con una tesi sul Turismo Enogastronomico della mia provincia. Le mie passioni riguardano principalmente il mondo sportivo, in particolare calcio e ciclismo e ho recentemente pubblicato un libro che ripercorre la storia della Nazionale Italiana di calcio. Sono sposato e grazie a mia moglie che viene dal Brasile, il Portoghese è la mia seconda lingua, inoltre parlo bene anche il Francese. Nel periodo in cui scrivevo la mia tesi, mi sono appassionato non solo all’enogastronomia, ma anche alla scrittura e ho voluto continuare a coltivare questa mia nuova passione, attraverso un corso di giornalismo turistico ed enogastronomico. La rivista Habitante è una bellissima occasione per mettere insieme queste mie passioni.