Ecco perché il Cashmere costa tanto

Il Cashmere è sicuramente una delle fibre più pregiate e ricercate al mondo. Scopriamo insieme come viene prodotto e il motivo per cui costa così tanto.

Dalle trame morbidissime, che possono essere fino a tre volte più isolanti della lana di pecora, il Cashmere è un materiale molto pregiato e costoso sin dalle sue origini. Un maglione di questo materiale arriva a costare fino a 500 euro; ma vediamo insieme perché costa così tanto.

Il Cashmere prende il nome da Kashmir, regione storica attualmente divisa tra India, Pakistan e Cina, da dove si esporta anche per l’Europa. Questo materiale viene prodotto dalle capre changthangi,  che vivono nelle regioni montuose e degli altipiani dell’Asia. Oggi i Paesi fornitori più importanti sono: Iran, Mongolia, Tibet, e Afghanistan, molto meno delle origini è ancora luogo di produzione anche la provincia pakistana del Kashmir.

Ecco perché il Cashmere costa tanto

Foto di Shutterstock

Come viene prodotto il Cashmere e perché costa così tanto

Principalmente, le capre changthangi si trovano nell’Himalaya, dove le temperature possono scendere fino a meno 30 gradi: sono proprio le condizioni di un habitat particolarmente freddo che fanno sì che le capre crescano con un mantello caldo e spesso.

I forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte di queste zone, favoriscono lo sviluppo della peluria chiamata duvet. Questa peluria (come del resto tutte le fibre animali) ha lo scopo di termo-regolare il corpo dell’animale rispetto all’ambiente esterno, proteggendolo sia dalle basse, sia dalle alte temperature.

Di quante capre changthangi c’è bisogno per la produzione di un capo?

Ecco perché il Cashmere costa tanto

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Simon Cotton, CEO di Johnstons of Elgin, in un’intervsita rilasciata a Business Insider Italia, ha dichiarato che la sua azienda – Johnstons of Elgin, è un lanificio a Elgin, in Scozia, fondato nel 1797 – usa il cashmere di circa 1,2 milioni di capre. Diversamente delle pecore che possono produrre tre chili di lana all’anno, da una capra changthangi si possono ricavare solamente 200 grammi di chasmere all’anno.

“Per una sciarpa può bastare una sola capra, ma per un maglione potrebbero volerci fino a dieci capre”. Dunque, è la scarsa quantità di cashmere che possono produrre le capre che “causa” un costo così elevato; inoltre, le firbe del cashmere possono essere raccolte solo una volta all’anno.

Per la lavorazione di questo materiale, le capre vengono spazzolate per rimuovere i peli d’eccesso della muta di primavera: così il peso delle fibre si dimezza. Una volta ottenuto il cashmere, per la pulizia, la tinteggiatura e tutte quelle tecniche che arrivano a un risultato di qualità indubbiamente impeccabile, vengono impiegati mesi e mesi di lavoro.

Il caso H&M che rinuncia al Cashmere

Un’indagine dell’associazione Peta, che difende i diritti degli animali, ha spinto H&M a rinunciare all’utilizzo del cashmere per i propri capi d’abbigliamento. Entro il 2020 l’azienda svedese smetterà di usare il prestigioso tessuto a causa del video pubblicato da Peta in cui le capre venivano maltrattate.

Le capre sono terrorizzate e soffrono quando il loro manto viene strappato. Poi vengono colpite con un martello e uccise con un taglio alla gola. Tutto questo per maglioni e sciarpe di cachemire” racconta Mathilde Dorbessan di Peta France. “Peta ci ha informato dei problemi di benessere degli animali nella produzione di cashmere e siamo d’accordo con loro su come affrontare la questione”, ha detto dichiarato H&M al Wall Street Journal.

Se siete particolarmente sensibili non guardate il video qui sotto:

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il filato di cashmere costa sui 165 euro al kg (il filato senza mano d’opera), per fare un cardigan lungo occorre il vello tosato di almeno 5 capre
  • Il vero cashmere deve essere sempre composto da 2 fili ritorti, sull’etichetta dovete quindi trovare la scritta 2ply (non 1ply)
  • I capi in cashmere necessitano, essendo prodotti pregiati, di particolari accorgimenti in primis non dovete mai indossare un capo in cashmere 2 giorni di seguito, ma farlo riposare almeno un giorno, arieggiandolo su una superficie piana all’aperto prima di indossarlo di nuovo

Per altre curiosità e informazioni continuate a seguirci su www.habitante.it

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