Case popolari: come fare richiesta?

Le case popolari sono edifici realizzati per famiglie in difficoltà economica che possono, pagando un costo di affitto irrisorio, usufruire di una abitazione decorosa. Come fare domanda? Quali sono i requisiti richiesti per l’assegnazione. E quali i documenti necessari?  In questo articolo troverete queste e altre informazioni utili.

Le case popolari sono un aiuto statale per famiglie o persone meno abbienti. Sono  immobili di proprietà pubblica che lo stato assegna a chi ha un reddito reddito basso.
Le case popolari si classificano in due categorie:
  • Gli Alloggi ERP sono alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica.
  • Alloggi IACP sono  alloggi Istituto Autonomo Case Popolari.

A chi fare domanda? 

È possibile fare domanda al proprio Comune, o alla Provincia o alla Regione di appartenenza. Si viene così inseriti in una graduatoria che permetterà, quando saranno stati costruite nuove case, oppure quanto si libereranno alloggi già esistenti,  di vedersi assegnata la casa.

Tuttavia nulla è gratuito completamente: si dovrà pagare un canone di affitto, anche se molto più basso rispetto ai costi di mercato. Si parla di una spesa media di appena 100 euro al mese per un appartamento con tre stanze. È una opportunità dunque molto conveniente.

Come si fa domanda

Il  Comune, la Provincia o la Regione pubblicano periodicamente i bandi di assegnazione. Solo in presenza di un bando si può fare richiesta. Meglio dunque contattare il proprio Comune di residenza per sapere quando saranno previsti i nuovi bandi.  La domanda va fatta all’ente pubblico (per esempio il Comune), compilando un modulo online, oppure per mezzo di un patronato oppure andando direttamente allo sportello del comune.

Quali sono i requisiti per l’assegnazione

Consultando il bando potrete prendere visione dei requisiti richiesti e per poter essere inseriti in graduatoria. Di solito si richiede di:

  • Non essere proprietari  di altri appartamenti;
  • Non avere subito sfratti da altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • Non avere occupato abusivamente altre case popolari negli ultimi cinque anni;
  • Avere la propria residenza nel territorio del comune in cui si chiede l’assegnazione. Non è necessario essere cittadino italiano: i bandi sono destinati a cittadini italiani, europei ed anche immigrati extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno;
  • Avere un reddito massimo, in proporzione ai membri della famiglia, non superiore a un certo tetto che viene designato di volta in volta.

L’assegnazione privilegia chi ha un reddito che è incompatibile con una vita dignitosa rispetto al numero di componenti della famiglia, alla presenza di minori e di invalidi.La situazione reddituale è determinata in relazione ai componenti del nucleo familiare. Ad esempio anche anche chi ha 3.000 euro al mese di entrate è ammesso alla assegnazione se per esempio ha 7-8 figli. Altro esempio una ragazza madre con 2-3 figli ed entrate inferiori a 1000 euro al mese viene considerata in difficoltà e ammessa alla assegnazione.

Quali sono i documenti richiesti

Oltre al modulo di domanda da richiedere in comune, si devono presentare:

  • Copia del documento di identità;
  • Marca da bollo di importo fissato dal Comune;
  • ISE-erp (Indicatore della Situazione Economica) e ISEE-erp (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). Ovvero indicatori del reddito da richiedere presso qualunque patronato presentando il CUD o i propri redditi.

Come funziona la Graduatoria?

Se avete presentato domanda non resta che aspettare che il Comune pubblichi la graduatoria. Quando si libereranno dei nuovi  alloggi o quando verranno costruite nuove case popolari il Comune pesca nella graduatoria e chiama le famiglie che in base alle domande si sono dimostrate interessate.

Quanto costa l’affitto di una casa popolare?

Come dicevamo la casa popolare non è gratuita. Anche se dobbiamo dire che il canone di affitto è decisamente inferiore ai costi di mercato. Per un bilocale i costi di affitto in media possono tararsi sui 50 euro al mese. Per un trilocale a 100 euro al mese; e per un quadrilocale a 200 euro al mese. Anche se il costo può variare da comune a comune, si tratta comunque sempre di costi molto bassi.

A questo aggiungiamo che ogni comune può assegnare ulteriori sconti a inquilini di vecchia data che viva in condizioni economiche precarie. Tali provvedimenti hanno l’obiettivo di aiutare quei nuclei familiari unipersonali, in particolare le persone anziane.  Consideriamo infatti nella maggioranza dei casi gli affittuari  risultano composti da over 65 enni.

Si può diventare proprietari di una casa popolare?

La risposta è si, a patto di rispettare alcuni requisiti. In gergo si parla di “riscatto di una casa popolare” e possono farlo sia i residenti oppure i loro familiari conviventi oppure gli eredi se l’assegnatario è deceduto.

Si richiede per che il richiedente:

  • sia residente nella casa da almeno 5 anni;
  • non sia inadempiente nel pagamento del canone di affitto;
  • non superi un reddito massimo previsto;
  • possieda cittadinanza italiana o europea o extracomunitaria. In questo ultimo caso con regolare permesso di soggiorno;
  • sia residente nel Comune in cui effettua la domanda;
  • non sia proprietario di altri alloggi.

Anche per riscattare una casa popolare, così come abbiamo visto per l’assegnazione, bisogna attendere che esca un bando comunale. Consigliamo dunque di informarsi in Comune se sono previsti bandi di riscatto.

Anche il costo di una casa popolare è molto inferiore al prezzo di mercato di una abitazione con analoga metratura, dunque molto conveniente.

 

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Sono un milione e 619.000 le famiglie in Italia che versano in condizioni di povertà assoluta, mentre un milione e 708.000 famiglie hanno bisogno di una casa. Sono dati presentati quest’anno da Federcasa e Nomisma.
  • Quante sono le case popolari? Dati recenti parlano di  758mila case.

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