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Alpinismo sostenibile

Vacanze estive e alpinismo sostenibile: è possibile scalare in modo green?

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Alpinismo sostenibile

L’alpinismo è uno sport che permette di scoprire la natura, arrivando in luoghi lontani e nascosti. Un’importante e recente riflessione, però, ha portato alla luce alcuni aspetti relativi all’inquinamento causato proprio da chi pratica questo sport.

Sono molti, infatti, i rifiuti abbandonati dagli alpinisti sulla montagna durante il tragitto. Ed è da qui che nasce l’alpinismo sostenibile capace di non abbandonare alcun tipo di materiale durante tutta la scalata, utilizzando la minor quantità possibile di attrezzatura.

Alpinismo sostenibile
Vacanze estive e alpinismo sostenibile: è possibile scalare in modo green? – Immagine di Unsplash di ashley knedler

Impatto zero

Il materiale necessario agli alpinisti per la scalata include:

  • tenda
  • corde
  • scale
  • bombole d’ossigeno
  • bevande e cibo.

Una volta utilizzato, tutto questo materiale viene abbandonato tra la natura, contaminandola.

Una spedizione sull’Himalaya, ad esempio, è in grado di produrre mediamente ben 20 chili di rifiuti per ogni scalatore.

L’alpinismo ad impatto zero nasce grazie a Hervé Bramasse, alpinista valdostano, che, insieme ad un collega, è stato il primo vero protagonista di scalate tutte sostenibili, senza l’utilizzo di corde e bombole dell’ossigeno.

Generalmente, per scalare, servono in media 60 chili di materiale. Nell’alpinismo sostenibile ne bastano solamente 12 per avere tutto il necessario.

Un grande impegno utile a salvaguardare l’ambiente che, specialmente al giorno d’oggi, ha un grande bisogno di sostegno.

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La tecnologia

Ed è anche grazie all’utilizzo della tecnologia che questa grande ed innovativa impresa è stata possibile.

Infatti, grazie ai nuovi materiali è possibile ottenere la massima affidabilità ed il minor peso possibile. Anche il cibo, inoltre, è diventato più semplice da trasportare grazie ad innovativi sistemi.

Tra i dispositivi utilizzati da Bramasse per le sue imprese vi sono, poi, comunicatori satellitari di ultima tecnologia, compatti e portatili, utili per richiedere soccorso in situazioni di pericolo. Un SOS a portata di mano.

Alpinismo sostenibile in Italia

Il nostro Paese è sempre più attento al tema della sostenibilità. Infatti, l’associazione Mountain Wilderness si occupa di preservare tutti i luoghi ad alta quota ancora incontaminati.

Tra i grandi obiettivi dell’associazione vi è quello di promuovere la consapevolezza ambientare in tutti i frequentatori abituali delle località ad alta quota. Questo è possibile grazie al sostegno volto alle attività pratiche che favoriscono l’autosufficienza, la condivisione ed il rispetto per l’ambiente naturale.

Siamo ospiti di luoghi meravigliosi ed è fondamentale salvaguardarli, grazie ad un profondo rispetto per questi ed alla sensibilizzazione di queste importanti tematiche.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Tra le montagne più difficili da scalare al mondo vi sono: Annapurna, K2, Nanga Parbat, Kangchenjunga, Monte Eiger, Cervino, Monte Vinson, Baintha Brakk, Monte Everest.
  • Tra gli alpinisti italiani più famosi del nostro Paese vi è Walter Bonatti, alpinista, esploratore, giornalista, scrittore e fotoreporter bergamasco. Lui è stato soprannominato “Il re delle Alpi” ed è famoso in tutto il mondo come più giovane a partecipare alla scalata del K2 nel 1954. Tra i più grandi, poi, è da ricordare anche Achille Compagnoni. Anche lui presente alla scalata del K2 del ’54.
  • La montagna più alta del mondo è il Monte Everest con i suoi 8.848 metri di altezza. A seguire, tra le più alte vi sono: K2 (8.611 metri), Nanga Parbat (8.126 metri), Manaslu I (8.156 metri).
  • La spedizione sul Monte Everest è una delle più complesse. La prima scalata di questa vetta risale al 1953. Ad oggi, la cima di questo colosso naturale è stata raggiunta circa 7000 volte oltre 4000 persone (molte di queste sono salite più di una sola volta).
  • Scalare il Monte Everest costa 30000 dollari all’incirca a persona. Inoltre, sono necessarie ben 10 settimane per il raggiungimento della cima. Un percorso lungo capace di regalare un paesaggi mozzafiato.

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