L’elettricità che consumiamo in casa non è tutta uguale: una parte è davvero necessaria, un’altra finisce dispersa in elettrodomestici inefficienti, standby dimenticati e scelte di arredo che costringono impianti e apparecchi a lavorare più del dovuto.
Recenti analisi sui consumi domestici mostrano che una famiglia media può arrivare a usare tra 2.700 e 3.300 kWh di energia elettrica all’anno, e gran parte di questo valore dipende da tutti quei dispositivi che siamo soliti utilizzare nella quotidianità.
Tra i dati più interessanti vi sono quelli relativi al boiler elettrico, il quale può arrivare a pesare per oltre 1.500 kWh annui, mentre il frigorifero per circa 300 kWh, seguito da lavatrice e lavastoviglie, intorno ai 200–240 kWh. Il condizionatore, poi, può assorbire centinaia di kWh a stagione se usato in modo intensivo.
La buona notizia è che una parte importante di questi consumi si può tagliare scegliendo con cura gli elettrodomestici nuovi, usando meglio quelli che si ha già e ragionando sugli arredi, dalle lampade alle tende, fino alla posizione dei radiatori. Ma in ogni caso, ci vuole anche consapevolezza in merito all’impatto sulle bollette e all’eventualità di passare a una nuova tariffa. Per farlo, basta consultare portali di confronto come bollettecasa.it, strumento immediato e facile da consultare per collegare le decisioni d’acquisto ai relativi effetti economici.
Elettrodomestici: dove si nasconde la parte più pesante della bolletta
Tra varie ricerche online emerge come il boiler elettrico e il condizionatore siano tra i dispositivi più energivori della casa, seguiti da forno elettrico, lavatrice, lavastoviglie e frigorifero. Un boiler da 1.200 watt che resta acceso per molte ore all’anno supera da solo i 500 euro di costo, mentre un condizionatore utilizzato per coprire un fabbisogno annuo di circa 1.300 kWh può trasformarsi in un “moltiplicatore” della bolletta estiva.
L’impatto è duplice, quindi ambientale ed economico. E in ogni caso, la differenza tra un apparecchio di classe A e uno di classe D può tradursi in un taglio dei consumi fino al 60% lungo l’anno, con centinaia di euro risparmiati nell’arco della vita utile del prodotto.
Certo, è importante anche il modo in cui si usano questi apparecchi. Nel caso di lavatrice e lavastoviglie, i programmi brevi possono consumare più dei cicli eco, perché concentrano molta energia in poco tempo. I programmi a 20–30 gradi, tipo quelli con simbolo “fiocco di neve”, invece, abbattono l’energia necessaria a scaldare l’acqua, soprattutto se abbinati a carichi completi e all’avvio nelle fasce orarie meno costose.
Come scegliere elettrodomestici realmente efficienti
Tutto parte dall’etichetta energetica europea, cioè la scala dalla A alla G. Si tratta di un riepilogo di dati come consumo annuo in kWh, capacità in litri o kg, rumorosità in decibel e, per alcune categorie, anche litri d’acqua per ciclo. Scegliere un frigorifero o una lavatrice in classe A, nel medio periodo, permette di ridurre l’energia assorbita anche di oltre la metà, considerando che questi apparecchi restano in funzione o in stand-by per anni.
I modelli che offrono il collegamento diretto all’acqua calda riducono l’uso della resistenza elettrica interna, il che significa che consumano meno. Dall’altro lato, i dispositivi con motore inverter e sensori di carico adattano la durata e l’intensità d’uso al carico reale.
Quanto alla cucina, per concludere la rassegna di buone pratiche d’uso, è importante sapere che il forno elettrico ventilato consuma fino a un terzo in meno rispetto a un forno statico; questo è vero specialmente se si sfrutta il preriscaldamento solo quando serve e si spegne qualche minuto prima della fine, usando il calore residuo.
