Consigli per risparmiare sul riscaldamento anche se i prezzi salgono

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È di nuovo quel periodo dell’anno. La stagione fredda è arrivata e con essa le solite preoccupazioni su come pagare il riscaldamento delle nostre case.

Ma quest’anno è diverso. Con i prezzi delle materie prime alle stelle, dobbiamo essere più intelligenti nel risparmiare sui costi di riscaldamento, e in fretta. Ecco quindi una piccola guida con 3 preziosi consigli su come risparmiare sul riscaldamento anche quando i prezzi sono al massimo.

Consiglio 1: Sostituire la vecchia caldaia

Se utilizzate ancora una vecchia caldaia a gas, può essere ora di fare qualche cambiamento. Le vecchie caldaie possono essere inefficienti e dispendiose, per non parlare della loro pericolosità. Oltre ai problemi frequenti che possono dare, causando extra esborsi per riparazioni, senza considerare i disagi per la famiglia che si può ritrovare al freddo nei periodi invernali, una caldaia obsoleta spesso consuma molto più combustibile. Maggiori consumi di metano, ai prezzi attuali che sono aumentati del 500% nel corso dell’ultimo anno, equivalgono a bollette molto più salate.

Perché dunque tenersi la vecchia caldaia? Meglio valutare la sua sostituzione per risparmiare su bollette e riparazioni.

Le alternative sono molteplici, ma vanno scelte con attenzione, per ottenere il massimo beneficio. Un vecchio generatore di calore si può sostituire:

  • con una caldaia a condensazione a gas ad alta efficienza (nelle zone metanizzate);
  • con una pompa di calore elettrica;
  • con una caldaia a biomasse a condensazione.

Proviamo a valutare i benefici di ognuna di queste soluzioni.

Caldaia a Gas a Condensazione

Caldaia a Gas a Condensazione

Credits Photo: Canva

Installabile solo nelle zone fornite da gas o nelle abitazioni dotate di serbatoio GPL, è sicuramente la scelta a basso costo e facile da installare per chi ha già un allaccio gas attivo.

Di fatto la caldaia a condensazione va a sostituire la vecchia caldaia a gas, murale o a basamento, con piccoli interventi di modifica per consentire lo scarico della condensa acida negli scarichi fognari dell’abitazione. Anche l’aggiunta di un dispositivo per il dosaggio di polifosfati, il cosiddetto “filtro polifosfati”, o il defangatore sono interventi raccomandati in sede di sostituzione della caldaia e sono poco invasivi e a basso costo, visti i benefici che producono.

La caldaia a condensazione è in grado di ridurre i consumi di gas metano fino al 30%, soprattutto se si imposta una temperatura di mandata più bassa, intorno ai 50°C, e si aumenta la durata di accensione dell’impianto di riscaldamento, come suggerito in questo approfondimento.

Pompa di Calore Elettrica

Pompa di Calore Elettrica

Credits Photo: Canva

Tra le soluzioni proposte è sicuramente la scelta più costosa, soprattutto se si parla di termopompa aria acqua, fatta per operare con i termosifoni esistenti, o addirittura di una pompa di calore geotermica. Anche in caso di installazione di pompa aria aria, con sostituzione dei vecchi termosifoni con termoconvettori fan-coil, l’investimento iniziale è elevato.

Come è facile intuire, tuttavia, il maggiore investimento iniziale offre la garanzia di risparmi più consistenti sul lungo periodo sulle spese per il riscaldamento. Soprattutto se si considera che l’energia elettrica può anche essere prodotta direttamente in loco, con pannelli solari fotovoltaici sul tetto dell’abitazione.

Questa soluzione, dunque, a fronte di un esborso iniziale maggiore, sembra offrire i migliori benefici sul lungo periodo in termini di risparmio.

Caldaia a Biomasse a Condensazione

Caldaia a Biomasse a Condensazione

Credits Photo: Canva

In quelle zone non metanizzate, se non c’è sufficiente irraggiamento solare da consentire un buon ritorno sull’investimento di una pompa di calore con tetto fotovoltaico e laddove ci sia un vano sufficientemente ampio da dedicare allo stoccaggio delle biomasse per tutto l’inverno, si raccomanda la caldaia a biomasse, possibilmente progettata per operare con varie tipologie di combustibile (pellet, nocciolino, legna, cippato, granaglie).

Questa tipologia di impianto ha un costo intermedio, che vede nel basso costo delle biomasse il punto di forza. Tuttavia, tra gli impianti presentati, è quello che richiede i maggiori interventi di manutenzione, con interventi di pulizia quotidiani e necessità di smaltimento dei prodotti della combustione.

Consiglio 2: Sfruttare i Bonus Statali

Sull’argomento dei bonus statali esiste spesso molta confusione, generata anche da tanta disinformazione e da promozioni commerciali ingannevoli. Proviamo a fare chiarezza, quindi, su quelli che sono i bonus statali e le detrazioni fiscali per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

A livello di bonus statali, troviamo:

  • Conto Termico: valido per l’installazione di una pompa di calore elettrica, si tratta di un bonus in senso stretto, in quanto viene erogato mediante rimborso diretto a mezzo bonifico bancario pari al 65% della spesa sostenuta;
  • Ecobonus: si tratta di una detrazione fiscale, quindi di un credito d’imposta maturato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, che può essere utilizzato dal cittadino in compensazione delle tasse in sede di dichiarazione dei redditi o può essere in qualche modo “riscattato” subito, mediante la procedura della cessione del credito, alla ditta che effettua i lavori o a un istituto di credito. L’Ecobonus prevede diverse aliquote: 50%, 65% e 90% (ex 110%, anche conosciuto come Super Ecobonus o Superbonus), che si attivano in base alla tipologia di lavori effettuati. In generale, per chi installa una caldaia a condensazione o una pompa di calore, è sempre possibile beneficiare almeno del 50% e, installando dispositivi in classe energetica almeno A con l’aggiunta di dispositivi di termoregolazione avanzati (termovalvole o termostati smart con sonde esterne), si raggiunge facilmente anche l’aliquota del 65%;
  • Bonus ristrutturazioni: ancora una detrazione fiscale, che si applica nel caso di lavori di riqualificazione dell’unità immobiliare, regolarmente avviati mediante CILA. In questo caso, l’aliquota della detrazione fiscale è del 50% e non prevede requisiti sull’efficienza energetica dell’impianto installato.

Consiglio 3: Trovare la migliore Tariffa Gas e Luce sul Mercato Libero

Bollette luce e gas

Credits Photo: Canva

Indipendentemente dall’impianto di generazione del calore che si sceglie di installare e delle misure di incentivo statale che si desidera richiedere per abbattere il costo di installazione, bisogna ricordare che ogni impianto ha bisogno di energia elettrica per funzionare (anche le caldaie a gas, per far circolare l’acqua nei radiatori, hanno una pompa elettrica al loro interno) e tale energia può essere anche molto elevata nel caso delle pompe di calore. Se poi l’impianto è alimentato a gas, viste le quotazioni attuali, diventa necessario fare estrema attenzione al prezzo di acquisto del gas e anche dell’energia elettrica.

Ricordiamo, tuttavia, che nei contratti luce e gas esistono sia voci variabili che quote fisse, per cui nel confronto delle varie condizioni economiche dei fornitori bisogna tenere conto non solo del prezzo della materia prima, ma anche dell’incidenza dei costi fissi. Tale incidenza cambia in base ai consumi complessivi durante l’anno, per cui un confronto tra le varie offerte si può fare solo sulla base dei consumi annui familiari. Questo ci fa capire che la convenienza di una tariffa non è assoluta, ma ogni tariffa si adatta diversamente alle esigenze di consumo di ogni utenza.

Affidarsi a un consulente energetico imparziale, come gli esperti di Abbassalebollette.it, portale specializzato in comparazione di tariffe luce e gas e soluzioni per l’efficienza energetica, è la soluzione ideale per chi non sa come muoversi nel libero mercato. In pochi minuti un consulente è in grado di comprendere le esigenze di consumo e può elaborare facilmente una proiezione di risparmio con le varie tariffe presenti sul mercato libero.

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