Cos’è il native advertising: alcuni esempi di successo

Native advertising: uno dei migliori mezzi per pubblicizzare il proprio brand

Il native advertising è una strategia efficace per pubblicizzare il proprio brand. Letteralmente tradotto come pubblicità nativa, rappresenta un tipo di pubblicità nata e realizzata appositamente per il tipo di canale su cui verrà pubblicata.

Nulla a che vedere dunque con i classici banner e pop-up: il format è in perfetta linea con i contenuti presenti sul blog, sul sito web, sul giornale o sul profilo social aziendale.

Una delle peculiarità del native advertising è quella di dichiarare in modo assolutamente esplicito la partnership pubblicitaria all’inizio, alla fine o prima di accedere al prodotto editoriale.

Pubblicità nativa: contenuto informativo e pubblicitario

Un native advertising che si rispetti deve osservare un requisito essenziale ossia fare in modo che la linea che separa il contenuto informativo da quello pubblicitario sia il più possibile sottile.

La caratteristica principale è proprio quella di trovare il modo di diffondere i valori di un brand sponsorizzato, associandoli a quelli del media di riferimento. La pubblicità nativa dunque prevede la fusione dell’annuncio con il contenuto della pagina che lo ospita. Da qui il termine nativo, utilizzato per descrivere una caratteristica innata, naturale, spontanea. L’inserzione è integrata, non nascosta, quindi non pensata per “ingannare” l’utente.

Un annuncio nativo ben realizzato, contribuisce a migliorare l’esperienza utente. Il destinatario del messaggio non viene disturbato dall’annuncio, bensì catturato.

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Native advertising: obiettivi e potenzialità

La pubblicità tradizionale è percepita dall’utente come qualcosa di disturbante, un’interruzione alle normali attività.

Ecco perché l’obiettivo del native advertising è proprio eliminare questa sensazione di ostilità tra la pubblicità e l’utente, facendo in modo che il cliente o potenziale cliente veda l’annuncio come un arricchimento della sua esperienza e non come un elemento di disturbo.

Il modo più efficace per catturare l’utente è raggiungerlo nel momento in cui non è consapevole che gli si voglia comunicare un determinato messaggio.

Se un’azienda dice che il proprio prodotto è il migliore sul mercato e l’utente è consapevole che l’azienda sta cercando a tutti i costi di venderlo, il messaggio perde indubbiamente di efficacia.

Al contrario, un’esperienza che non ha espressamente scopi pubblicitari consente di far penetrare più facilmente il brand nella consapevolezza dell’utente. Ciò crea un legame molto più stabile e duraturo rispetto a quello creato con la vecchia pubblicità.

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Native advertising: 5 esempi di successo

1 – Nike: le brand association positive

La Nike ha trovato un modo efficace per usare la pubblicità nativa. Con l’app per allenamenti è possibile ricevere consigli mirati, partecipare a corse di gruppo, entrare a far parte della community dei corridori amatoriali. In alcun modo all’utente viene imposto di comprare un paio di scarpe da corsa Nike, ma attraverso delle brand association positive nei confronti del brand è alta la probabilità che si decida di acquistare proprio un paio di scarpe Nike.

2 – Decathlon: dall’evento al contenuto

Decathlon organizza gli Sportdays, eventi sportivi gratuiti che vanno dalla corsa alla bicicletta, dal basketball al fitness, tutti sport che si incontrano in un punto vendita Decathlon. Si passa quindi dall’evento al contenuto: l’obiettivo primario non è vendere i prodotti, ma dare l’immagine di un brand che tiene seriamente all’attività sportiva.

3 – Red Bull: una vera e propria media company

Red Bull realizza una trasmissione su Sky in cui propone una serie di contenuti incentrati sulle imprese estreme. In questo caso si passa al vero e proprio entertainment: la trasmissione di Sky non è una televendita per promuovere le bevande Red Bull, ma incentiva un atteggiamento estremo nei confronti della vita e dell’attività sportiva.

4 – Microsoft e il video Child of the 90/s Explorer

Microsoft ha pubblicato su YouTube un video dal titolo “Child of the 90/s Explorer”. Nel video, Microsoft ricorda ai giovani adulti che Internet Explorer può essere aggiunto alla lista dei prodotti che all’epoca avevano cambiato la loro vita. Con oltre 48 milioni di visualizzazioni, Microsoft è riuscita a lanciare il suo messaggio.

5 – Le guide Michelin: un native advertising geniale

Non esisteva ancora il concetto di native advertising quando il brand di pneumatici Michelin ha iniziato a produrre guide dei migliori ristoranti, hotel e attrazioni turistiche. L’azienda ha avuto un’intuizione geniale: chi ama viaggiare ama guidare, e chi ama guidare consuma pneumatici!

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