Land Art nella Terra delle Gravine

Nelle Gravine di Massafra, nella provincia di Taranto, nasce un progetto di Land Art che coinvolge anche due ambasciatrici del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.

GravinArte è un progetto nato da un gruppo di associazioni, Salento Slow Travel, Are_Lab, il Serraglio  e Officine Arte Architettura del Liceo Artistico de Ruggieri di Massafra, con lo scopo di di creare un corto circuito tra arte contemporanea e il paesaggio tipico della Terra delle Gravine nella provincia di Taranto. Durante la Residenza gli artisti hanno vissuto nell’ambiente delle Gravine, esplorando il territorio della provincia Tarantina, e innescando un processo di rigenerazione che ha coinvolto anche gli abitanti. La Land Art è l’arte che esce dai circuiti canonici per dialogare con i territori, quelli periferici e all’apparenza più aridi, genera progetti unici dalla grande potenza comunicativa.

Le Gravine

Il contesto della provincia di Taranto è caratterizzato proprio dalle Gravine, delle spaccature nel terreno simili ai canyon americani di origine carsica. Nel corso dei secoli sono stati utilizzati come centri abitati e rifugi, sia per sfruttare la loro conformazione efficientissima per la difesa, sia per la presenza di grotte naturali scavate nelle pareti, nelle quali si trovano ancora tracce di insediamenti rupestri medioevali ma anche preistorici. Questi paesaggi così carichi di storia negli ultimi anni sono stati trascurati e talvolta maltrattati. Il tempo e l’urbanizzazione hanno provocato numerosi crolli e l’inquinamento mette a rischio l’ecosistema di questi luoghi immersi nella natura. L’interazione tra uomo e natura diventa così tema centrale per il progetto GravinArte che attraverso una call internazionale invita artisti, designer e architetti ad immaginare un’opera site specific da installare presso la Gravina della Madonna della Scala di Massafra. Le opere, realizzate esclusivamente con materiali naturali per permettere con il passare del tempo un totale deterioramento, sono state realizzate durante una residenza d’artista durata 15 giorni che ha permesso agli artisti di conoscere il territorio e confrontarsi con le sue caratteristiche.

Ambienti rupestri della-gravina di Massafra creditsblog Camminare nella storia

L’arte diventa il mezzo per raccontare il territorio

Così nel contesto critico delle Gravine di Massafra, la Land Art diventa il mezzo per raccontare il territorio, spunto di riflessione e strumento di conoscenza. Ci permette di riflettere sul fragile equilibrio degli ecosistemi e sulla convivenza tra uomo e natura.

A rafforzare la necessità di aprire un dibattito su questo tema si è svolta una tavola rotonda dal titolo “L’Arte contemporanea come paradigma di resilienza e rigenerazione dei territori” nella bellissima cornice di Masseria Amastuola, a Crispiano. Hanno conversato sul tema l’artista Alessandro Bulgini, lo Storico e Critico d’Arte Contemporanea Christian Caliandro, Stefania Crobe Dottore di ricerca in urban planning all’Università La Sapienza di Roma e ambasciatrice del Terzo Paradiso di Pistoletto, e Cristina Pistoletto artista e anche lei ambasciatrice dell’opera di suo padre. A moderare Paolo Mele dell’Associazione Random.

Nelle periferie, nei luoghi più difficili da connettere, nascono progetti importanti, “micro-utopie artistiche”, esperimenti di futuro, come li ha definiti Christian Caliandro, è qui che si costruiscono le identità collettive che creano il valore e il senso delle azioni. A muovere le azioni sono i sentimenti, il lato umano. Entrare in contatto diretto con le persone, conoscere i territori e creare delle relazioni con le comunità permette ad artisti come Alessandro Bulgini, di intervenire con opere che portano nuova energia alla comunità e che creano anche delle opportunità di crescita e rigenerazione. Un legame profondo basato sul rispetto e sulla fiducia, una relazione che permette di essere accolti dai territori perché nasce dal dialogo, dall’ascolto. Alessandro Bulgini ha avviato nel 2008 il progetto Opera Viva, dopo una carriera nei circuiti tradizionali, ha deciso di abbandonare il mondo dell’arte “ufficiale” per dedicarsi alla vita, per dedicarsi ai territori e testare l’utilità dei suoi interventi nelle zone della periferia di Torino per poi avviare il progetto Opera Viva anche a Taranto, la sua città natale, dove ritorna ogni anno per proporre nuove azioni. Lo stesso spirito che muove il lavoro di Cristina Pistoletto: il ruolo dell’artista va oltre l’opera in sé, si può essere artista in qualsiasi azione, indipendentemente dall’agire all’interno del mondo dell’arte. Si può fare arte prima di diventare artisti, perché l’arte è una questione umana, un fatto endemico, che si muove nel piccolo, nell’umano. E può essere efficace solo se si basa sullo scambio, l’artista raccoglie, rielabora e restituisce, “è come uno spermatozoo”, va in giro a fecondare la terra per far nascere nuove opportunità.

L’arte nei territori è come un dispositivo di trasformazione del pensiero, interviene nella creazione di nuovi sentimenti, di nuove pratiche, aiuta a scoprire, a svelare quello che già esiste ma che ha soltanto bisogno di essere raccontato. Spesso gli urbanisti non riescono a vedere quello che agli occhi dell’artista risulta ovvio, ed è qui che nasce il percorso di ricerca di Stefania Crobe, con un approccio cross-disciplinare tra arte e ingegneria civile, edile e ambientale, per indagare la relazione tra arte, spazio pubblico, città e territorio.

Un’occasione di riflessione su come l’arte può intervenire per innescare processi di cambiamento e innovazione mettendosi in stretta relazione con i territori e gli abitanti. Attraverso l’intervento degli artisti, che raccolgono e filtrano i sentimenti delle comunità, si crea una cassa di risonanza capace di svelare i bisogni e i sogni degli abitanti. Progetti che nascono attraverso la condivisione e lo scambio, con l’intento di generare nuove opportunità per i territori.

Tavola rotonda

I protagonisti

Le opere delle due giovani artiste premiate, Lucia Marchesin e Vera Belikova, invitano all’interazione e si rafforzano con la connessione con il luogo.

Lucia Marchesin, artista e scultrice, utilizza materiale recuperato nella Gravina, che ha raccolto durante la residenza. Durante i giorni trascorsi a Massafra e nei territori circostanti ha creato un legame con il territorio e con i suoi abitanti, che le hanno raccontato le caratteristiche di questa terra e le hanno permesso di entrare in connessione con l’ambiente delle Gravine. La sua opera nasce dalla rappresentazione di un cervo e delle sue corna che si trasformano per diventare un abbraccio che avvolge e protegge.

Lucia Marchesin, GravinArte

Vera Belikova, artista russa, realizza un pannello con tre finestre che incorniciano il paesaggio, la terra e il cielo. L’artista suggerisce un punto di vista che non sarà mai lo stesso, realizza un’opera che crea spunti di riflessione sul presente, sul passato e sul futuro: “Guardare ogni giorno dalla stessa finestra e trovare sempre qualcosa di diverso nello stesso paesaggio”.

Nella sezione Young ad essere premiate sono le opere Grimorio al vento di 14 studenti del liceo ‘De Ruggieri’ coordinati dai docenti Maria Grazia Carriero, Saverio Liuzzi e Giuseppina Longo; e Mater Scalae della studentessa Mariagrazia Carpignano.

Installazioni di Land Art per il progetto GravinArte degli alunni del biennio comune sez. artistica IISS De Ruggieri, Massafra (Ta)

Valentina De Carolis