Abbiamo intervistato Gabriele Venanzio, giovane scultore siciliano

Vi ricordate il nostro viaggio verso quella splendida collina dell’agrigentino in Sicilia? L’Habitante viaggiatore, dopo averci accompagnato nel Borgo più bello d’Italia, Sambuca di Sicilia, ci porta a conoscere un giovane artista che ha contribuito, con i suoi meravigliosi lavori, alla bellezza della cittadella.

Conosciamo allora Gabriele Venanzio, artista, scultore, genio creativo.

Venanzio nasce a Palermo il 20 giugno del 1988. Sin da bambino mostra una particolare propensione verso il disegno e, grazie allo zio scultore, scopre un forte interesse per la materia plastica.

“Tanti sono stati i sacrifici e le rinunce – afferma il giovane scultore – per riuscire a creare un laboratorio tutto mio”. E continua, “il mio sogno è sempre stato quello di diventare uno scultore”. Intorno ai 16 anni lavora presso i mercatini rionali: “vendere oggetti fatti a mano – racconta Venanzio – mi permetteva di mettere da parte i soldi per il mio laboratorio”.

Nel 2007 consegue la maturità artistica e nel 2012, sotto la guida del Maestro Salvatore Rizzuti si laurea in Scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo. Durante gli anni trascorsi in Accademia partecipa a numerose mostre e concorsi, realizzando monumenti pubblici in tutta la Sicilia. Tra i più rappresentativi lo scultore ci ricorda il monumento ai “Martiri per la civiltà” presso Palazzo Adriano in provincia di Palermo (2010); il monumento raffigurante “Lo zoppo di Gangi” nella Piazza Principale del Comune omonimo (2013); un monumento dedicato al Beato Pino Puglisi per la Chiesa Madre di Castelvetrano; un monumento all’eroe Italo-americano “Joe Petrosino” in Provincia di Salerno (2014); il monumento a San Giovanni Paolo II per L’Ospedale di Sciacca; Tomasi di Lampedusa, Giovanni Paolo II e Santa Rosalia per Santa Margherita di Belice; un angelo a ricordo del terremoto del 68’ per il comune di Montevago; il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa presso il comune di Alessandria della Rocca; un volto di Cristo presso la Santa Sede al cospetto di Papa Francesco e ancora, monumenti a Palermo e San Martino delle Scale”.

 

Abbiamo chiesto all’artista se possedesse un sito Web: la risposta è stata negativa, per scelta personale.

“In questi anni ho semplicemente creato una pagina di riferimento anche se paradossalmente funziona maggiormente il mio profilo privato – ha affermato – La forza della condivisione dell’immagine in tempo reale permette oggi di entrare in contatto con molte persone e personalità. A parer mio funziona con molta naturalezza la casualità di un’immagine postata in bacheca. Questo scaturisce curiosità nelle persone”.

Abbiamo domandato come nascono le sue creazioni, da dove scaturiscono le sue idee.

“La mia ricerca artistica nasce dall’interesse della figurazione come imitazione del reale – rivela lo scultore – Utilizzo diversi materiali come la resina, la terracotta e il marmo, ma l’interesse maggiore è rivolto alla scultura monumentale. Le mie creazioni – ci racconta – si dividono in due grandi categorie: quelle monumentali su commissione, e quelle di natura personale, di ricerca. Da una parte si è meno liberi di interpretare l’immagine poiché bisogna limitarsi alla mera rappresentazione del personaggio, tenendo conto di fattori importanti come somiglianza e postura. La libertà e il genio, per così dire, sta proprio nella composizione, ovvero come far interagire nel miglior modo possibile il proprio progetto, la propria scultura all’interno di un ambiente e nel mio caso, soprattutto, in spazi ampi come piazze, cortili e chiese. Le creazioni di ricerca personale, invece, hanno visto studi legati alle malattie psichiche, dunque la rappresentazione del corpo e dell’espressività dei soggetti così come li percepivo”.

La sua esperienza nel Borgo più bello d’Italia è indimenticabile e, da quanto asserisce Venanzio, non sembra ancora conclusa.

Sambuca di Sicilia è un borgo meraviglioso – conferma – Il Comune e i suoi abitanti mi hanno praticamente “adottato”. Adoro i Sambucesi per il modo in cui mi hanno accolto dandomi fiducia soprattutto agli esordi della mia carriera. Cordiali e di gran cuore! Una vera e propria famiglia che terrò sempre nel cuore anche da lontano”.

“Per Sambuca di Sicilia ho realizzato diversi lavori – racconta il giovane artista – Nel 2014 mi è stato commissionato un monumento molto singolare, ora posto in Piazza della Vittoria, piazza principale del Comune. Esso raffigura una Grande Lumaca o “Babbalucia” (in dialetto) simbolo del Paese. Ho mostrato una parte della lavorazione di questa scultura durante una diretta per Mezzogiorno in Famiglia andata in onda su RAI 2″.

E aggiunge “Ho creato la copia in resina del San Giuseppe custodito nella chiesa omonima; ho lavorato al trattamento delle parti in ferro di un antichissimo portale distrutto dal terremoto del ’68, “ritrovato” e da circa un mese restituito alla città. Infine, in corso d’opera la lavorazione del portale in bronzo della Chiesa del Carmine”.

intervista Gabriele Venanzio

 

 

E adesso, quali sono i progetti futuri del giovane scultore partito da Palermo con una valigia piena di sogni?

“Al momento mi trovo a Vicenza – ci racconta – e sto lavorando presso una delle Multinazionali più importanti in termini di Bricolage e prodotti professionali. Cercavo da tempo un’azienda che potesse unire valori per me importantissimi, ovvero lavoro di squadra, che purtroppo da autonomo e singolo non ho mai potuto seguire, e la vendita di prodotti che io stesso adopero, passione per quello che vendi e proponi e amore per le persone”.

Interessante chiacchierata quella con Venanzio. Conoscere Gabriele è stato un piacere: artista per il suo talento, per la sua creatività, caparbietà e generosità. La grande passione per la scultura traspare nelle sue opere e nei suoi racconti.

Un motivo in più per mettersi in viaggio alla scoperta di Sambuca di Sicilia. L’Habitante viaggiatore continua la sua esplorazione verso nuovi luoghi da cui farsi incantare.

 

 

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Dottoressa in Lingue Moderne per il Web - Interior Designer