Il bagno per bambini organizzato e colorato

Hai mai pensato che il bagno per i bambini è un luogo importante tanto quanto lo è per te? Ma i più piccoli non lo vivono come noi adulti: hanno bisogno di un arredo adatto alla loro misura, di colori e textures giocose, di gadgets che li intrattengano e li aiutino nelle buone abitudini di igiene personale.

Come fare allora per migliorare l’esperienza del bagno per i bambini?

Non è necessario fare grandi trasformazioni con opere murarie, si può sperimentare con materiali e accessori. Sul mercato esistono i sanitari a misura di bambino a seconda dell’età: ci sono anche linee di ceramica per rivestimento dedicate a loro!

Vediamo allora come fare.

L’area lavandino è quella da personalizzare maggiormente: i bambini ne desiderano uno tutto per loro, per la loro altezza e dimensione. Imitano i più grandi che hanno a portata di mano tutti gli accessori da bagno per una corretta igiene, ma vogliono farlo in autonomia.

Questa fase di crescita e di conquista non va sottratta ai più piccoli. Basterà quindi un piccolo sgabello o una scaletta per consentirgli di arrivare all’altezza utile del rubinetto senza però correre rischi. Ciò che conquista il cuore dei piccini sono i colori. Si trovano in un’età in cui ogni giorno è una scoperta: sono molto curiosi e captano ogni forma e colore nuovo con grande attenzione!

Dunque se sei un amante del fai-da-te potrai anche costruire tu la scaletta con delle tavole in legno o comprarne una e dipingerla. Un’idea è cercare uno sgabello di materiale diverso, in plastica e magari ad un gradino, come questo vigar ladybug: economico e colorato per i tuoi bambini!

Una scaletta per usare il lavandino in autonomia – Studio3.7, Tua Casa. da Leroy Merlin community

Bagno per bambini: come organizzare la zona wc

L’esperienza dei primi utilizzi del water per i bambini è davvero importante. Dunque proviamo a dedicargli un ambiente più consono. Basteranno piccoli accorgimenti come un riduttore infanzia mobile a portata di mano, magari appeso ad un gancio. L’importante è che sia ad un’altezza raggiungibile dal bambino tramite una scaletta, senza che quest’ultimo debba arrampicarsi rischiando la caduta.

Un altro elemento utile per i più piccoli è un appoggio per i piedi quando si troverà seduto: questo comodo accessorio bagno potrà facilitarlo durante i suoi bisogni.

Come per gli adulti, anche per i più piccoli il bagno è un’esperienza di relax: sarebbe carino che ci fosse una zona adibita per con le riviste o i loro libri preferiti.

Riduttore wc e qualche libro a portata di mano – Leroy Merlin, Pinterest

Il grande dilemma: vasca o doccia?

I bambini, si sa, sono amanti della vasca. Abituati fin da piccoli al contatto con l’acqua in compagnia dei loro giochi preferiti, preferirebbero sempre la vasca. Però non tutti i bagni delle nostre abitazioni posseggono la superficie a disposizione per averla, quindi come fare?

Non c’è da disperare perché esiste il modo per ricreare una vaschetta all’interno del box doccia dedicato ai piccoli della casa! L’aspetto fondamentale da tener presente è l’antiscivolo: la sicurezza nel bagno prima di tutto. Per far questo possiamo considerare la scelta di simpatiche formine antiscivolo con tanti soggetti e colori: queste si applicano sia alla vasca che alla doccia.

Un albero di rami veri appesi ad arte – Pinterest Leroy Merlin community

Non dimentichiamo gli accessori

In un bagno per bambini sicuramente non possono mancare alcuni accessori come ganci e appendini nei pressi dei sanitari, della vasca o della doccia. L’accortezza è sempre una: l’altezza deve essere utile e funzionale ai bambini e non agli adulti!

Gli appendini più pratici sono quelli a ventosa, come l’appendino easy, perché resistono su molti rivestimenti da bagno e, soprattutto, potranno cambiare posizione seguendo la crescita del bambino. Esistono in commercio anche gli appendini magnetici: questi si dimostrano ideali per arredo o supporti metallici, oppure per i termosifoni per poter tenere caldi e asciutti i loro asciugamani.

Un accessorio divertente che non dobbiamo dimenticare è lo specchio. I bambini amano guardarsi riflessi, soprattutto nei primi anni di vita in cui iniziano a scoprire la loro immagine. Un altro accorgimento, oltre alla loro altezza, è che il tutto sia in sicurezza in termini di spigoli e superfici fragili, che possano risultare un pericolo per loro. Un esempio di elementi da evitare: accessori del lavabo in ceramica o in vetro.

Sarà sicuramente più divertente trasformare il bagno in modo fantasioso e creativo insieme ai vostri bimbi: non dimenticate gli stickers per le pareti del bagno!

Credits: Tutto a portata di mano con colore e fantasia – Style Kids, Leroy Merlin

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • L’esperienza del bagno per i bambini non è cosa da poco: esplorano l’ambiente e scoprono anche se stessi nella sfera più intima. Risponde il dottor Trapani alla domanda: “come si insegna il senso del pudore ai propri bambini? Il bambino nasce senza tabù ed è fortemente sfacciato, pronto a esibire il suo corpo di cui è orgoglioso. Il senso del pudore emerge verso i tre anni circa, mentre il bimbo studia l’atteggiamento dei grandi nella loro sfera di intimità e dunque, per diventare grande, adotta le medesime strategie. Mettersi i tacchi della mamma, il cappello di papà o decidere di chiudere la porta del bagno all’inizio non sono azioni con valore diverso. Il senso di vergogna è instillato dagli adulti quando domandano: perché ti chiudi in bagno, hai vergogna di noi?.”
  • E se non riuscissimo a trovare lo spazio o il tempo per poter dedicare una doccia separata dai bambini, la dott.ssa Piloni risponde alla domanda: è possibile e giusto farla insieme ai genitori? E’ importante farla? “Si, lo è, perché è un gioco e con mamma e papà si gioca. I bambini devono scoprire le differenze del maschile e del femminile attraverso i genitori. Solo così non si trasmette il senso di vergogna. Se siamo nella vasca da bagno e il bambino vuole fare il bagno con noi va accolto. Se lo si respinge bisogna motivare il rifiuto e motivarlo bene, altrimenti avremo creato un primo tabù.

Serena Giuditta

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Esperta in architettura e comunicazione