Harvest Map.org, la piattaforma del riciclo per designers sbarca in Italia

Siete architetti e volete arredare un nuovo locale con un tocco di originalità senza sforare con i costi? Avete preso in considerazione il fatto di poter usare vecchi sedili da aeroplano, ma vi rompete la testa inutilmente senza trovarli? Oppure, siete alla ricerca spasmodica di quelle vecchie tapparelle che vi serviranno per brevettare la serie di ‘mobili-arrotolabili’ che rivoluzionerà il design d’arredo? Probabilmente abbiamo la soluzione che fa al caso vostro…

 

Se siete arrivati sino a questo punto significa che amate riciclare ed offrire una nuova vita ai beni di esubero non utilizzati e saprete creare composizioni davvero gradevoli, utili e che sappiano emozionare i vostri clienti.

Giusto un paio di esempi: una pala eolica che per anni è rimasta dimenticata in un deposito può adattarsi perfettamente alle esigenze di un nuovo parco giochi nel cuore di Rotterdam, così come i vecchi cartelli delle autostrade svizzere compongono un’inconsueta facciata ‘dadaista’, degna solo del Museo dei Trasporti a Lucerna. Allo stesso modo, una serie di traversine e tombini in ghisa sapranno conferire inaspettata eleganza ed un aspetto urbano alla facciata di un condominio.

Risulta ormai assodato il fatto che il riciclo è uno dei passi necessari per progredire nella riduzione degli sprechi e per limitare con successo il consumo di risorse.

 Giacimenti Urbani, supportato dall’Ambasciata dei Paesi Bassi, dalla Fondazione AEM e patrocinato dall’Ordine degli architetti di Milano, oggi partner dell’innovativo progetto Harvest Map Italia, ne ha ben intuito l’importanza.

Si vuole aggiungere un nuovo tassello all’attività per il recupero strutturato degli scarti che possono essere individuati ed acquistati grazie alla Harvest Map (Oogstarkaart in olandese), la piattaforma open-source che da qualche anno spopola nei Paesi Bassi.

Il sito Harvestmap.org  è già diventato un punto di riferimento per molti architetti e designers, oltre ad essere amato dai sostenitori dell’economia circolare.

Si tratta di un utilissimo strumento che agevola la sinergia tra gli operatori del mondo del design e dell’architettura e le aziende che hanno in giacenza numerosi beni di scarto, appartenenti alle più disparate tipologie, talune apparentemente incompatibili con la realtà della progettazione.

Ben presto Harvest Map sarà indispensabile per chiunque intenda reimpiegare vecchie risorse materiali nel campo dell’edilizia e non solo… un’idea brillante e a basso costo, non credete?

Per questo si deve ringraziare l’architetto Cesar Peeren di Superuse Studios di Rotterdam, sognatore ed ideatore del progetto che ha saputo immettere nella Rete la domanda e l’offerta nella maniera più semplice, divertente e, allo stesso tempo, efficacie.

Ma non è finita qui.

Come accennato, Harvest Map, la ‘mappa che raccoglie’ numerose aziende nei Paesi Bassi, in Francia, Spagna, Belgio, Austria, Cina è approdata anche nel nostro Paese.

Dopo un percorso di selezione, infatti, 15 aziende lombarde hanno deciso di accreditarsi e di immettere sulla piattaforma numerosi sottoprodotti che variano dai manicotti per estintori, a tapparelle, ai vecchi serramenti assieme a pannelli in mdf, a porte, a componenti chimiche, a scarti di lamiere tagliate al laser, a laminati. Insomma, si tratta di un catalogo davvero variegato che farà galoppare la fantasia dei progettisti più arditi!

Basata sui principi della sostenibilità ambientale ed economica e sull’attivazione di risorse locali, il sito di Harvets Map presenta un lay-out intuitivo e coinvolgente, così che sia semplice individuare sulla mappa e mette a disposizione materiali che sarebbero altrimenti considerati scarti, come avanzi di produzione, travi, macchinari dismessi, prodotti a fine vita, giacenze di invenduti e surplus della filiera locale.

In questo modo Harvest Map sta diventando un inesauribile ‘giacimento virtuale’ destinato ai professionisti ed ai creativi che la consulteranno in base alle dieci categorie di materiali che vorranno ricercare.

 

La plastica, il vetro, la ceramica, i materiali lapidei, il cartone, il legno, il tessuto, il metallo, l’organico, i prodotti chimici ed elettronici sono le macro-classi disponibili, oppure si potranno mostrare i prodotti disponibili da cedere in base alla vicinanza geografica, fornendo tutte le informazioni necessarie alla progettazione come dimensioni, quantità, frequenza, e, quando previsto, il costo. Quest’ultimo fattore in alcuni casi non incide sul valore del prodotto, dal momento in cui molte aziende rendono disponibili gratuitamente i materiali, ovviando allo smaltimento intelligente degli stessi che, magari, sono rimasti in giacenza per anni presso i loro depositi.

Tuttavia in Italia gli standard di selezione dei materiali di scarto sono più rigidi rispetto a quelli degli altri Paesi che hanno aderito al progetto.

Per cui le imprese che fossero interessate a fornire le proprie eccedenze devono sottoporre i materiali ad alcuni accertamenti. Dopodiché si potrà pubblicare una foto del soggetto con le annesse misurazioni, l’eventuale prezzo ed il quantitativo di stock a disposizione nei magazzini.

two bikes parked beside wall inside roomUnsplash.com

Dunque se state meditando di disfarvi di quelle vecchie porte che conservate in garage da anni accanto alle biciclette arrugginite, prima di depositarle in discarica considerate che qualcuno, forse non troppo lontano da casa vostra, potrà essere interessato agli ingombranti cimeli e sarà lieto di liberarvi da questo ‘fardello’.

 

Ricordatevi di visitare la pagina Facebook di Harvets Map – Italy dove potrete lasciarvi stupire dalle numerose possibilità di riutilizzo di oggetti di scarto che hanno trovato una nuova vita nei contesti più disparati.

Ora non vi resta che consultare la pagina di Harvest Map e scegliere gli oggetti che fanno al caso vostro.

«Dai diamanti non nasce niente…» ma dai materiali di scarto posso nascere autentici ‘fiori’.

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