12 incredibili luoghi della Terra da vedere almeno una volta nella vita

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno la forma delle nuvole
(Charles Baudelaire)

L’abitante viaggiatore non si contenta di scoprire nuovi luoghi: il suo scopo è quello di far dono delle sue scoperte agli altri abitanti viaggiatori che, come lui, sono alla ricerca del bello, del puro, del nuovo. L’abitante viaggiatore ritrova nel viaggio la sua stessa essenza e con essa la bellezza dello stupore. E’ un animo avventuroso l’abitante viaggiatore, uno spirito libero, un cantore di esperienze vissute. Anche oggi è pronto a farvi sognare scovando posti sconosciuti ai più, tra i più belli del mondo, in cui la natura ha ancora la meglio sull’uomo.

La montagna dai colori dell’arcobaleno, Argentina

Il suo nome originale è Serranias del Hornocal, un massiccio montuoso situato nel cuore delle Ande. Patrimonio dell’Umanità dal 2003, la caratteristica di queste particolari catene montuose sta nel loro essere costituite da 11 diversi strati di roccia di altrettanti 11 colori differenti che cambiano in base alla luce e all’ora del giorno. Un pittore non avrebbe potuto fare di meglio sulla sua tavolozza.

Source: focus.it

Red Lotus Sea, Thailandia

Il Lotus Sea (Talay Bua Daeng in thailandese) è una delle maggiori attrattive di Udon Thani, in Thailandia. Perché è così frequentata? Ve lo diciamo noi. In inverno questa palude diventa spettacolare: tantissimi sono i fiori di loto rosso che vi fioriscono e di cui non si può che ammirare la bellezza. La fioritura del Red Lotus varia a seconda della posizione e del tempo atmosferico: ad esempio, il loto rosso fresco fiorisce nel tardo pomeriggio, quando c’è minore luce. Diversi siti consigliano il giro in barca panoramico che rappresenta davvero un’esperienza unica.

Source: tripzilla.com

Oak Alley Plantation, Louisiana, Stati Uniti

Oak Alley è una delle diverse piantagioni situate nella comunità di Vacherie, in Louisiana. Di quale piantagione si tratti possiamo ben intuirlo dal nome: Alley, infatti, sta per l’immenso viale contornato di Oaks, querce secolari che aprono la strada alla villa. Il sentiero, lungo un quarto di miglio, accoglie ben 28 esemplari di querce “virginia live” che hanno più di 300 anni. Pare, infatti, che questo viale sia stato realizzato da un colonizzatore – di cui non è dato a sapere il nome – che nei primi anni del 1700 le piantò dividendole equamente su entrambi i lati del viale e collocandole alla stessa distanza l’una dall’altra. Più avanti nel 1995 questi esemplari vennero registrati e ad ognuna venne dato un nome. La particolarità di questi “alberi matusalemme” è data dal fatto che pare possano vivere fino a 600 anni. Non ci resta che augurare loro una lunghissima vita!

Source: Pintarest

Il Selciato del Gigante, Irlanda

Il Selciato del gigante o Strada del gigante, in Irlanda del Nord, è un affioramento roccioso naturale composto da circa 40 000 colonne basaltiche formatesi a seguito di una eruzione vulcanica; il suo nome è dovuto alla suggestiva conformazione di queste rocce, che ha ispirato antiche leggende narranti gesta di giganti e titaniche battaglie. Le colonne più alte possono raggiungere i 12 metri di altezza e alcune, situate sulle scogliere, si innalzano anche per 28 metri sul livello del mare.

Source: lastampa.it

Flower Fields in Hokkaido, Giappone

Hokkaido è uno dei posti più belli per ammirare la bellezza della natura. Dopo un inverno caratterizzato da forti nevicate, la terra fiorisce e, tra gli altri, mostra tulipani in primavera, campi di lavanda in estate, cosmea in autunno e molti altri fiori. E’ una terra di meravigliosi scenari colorati.

Nazca, Perù

Le linee di Nazca costituiscono uno dei più grandi misteri irrisolti della civiltà passata. Le linee sono geoglifi, cioè linee tracciate sul terreno del deserto di Nazca, un altopiano arido che si estende per una ottantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa, nel Perù meridionale. Si ritiene che questi geoglifi siano stati tracciati da parte della popolazione che abitava la zona, i Nazca, tra il 300 a.C. e il 500 d.C.

Le linee sono tracciate rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto, lasciando così un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. Come si spiega la permanenza di queste linee a distanza di secoli? Il fenomeno si spiega considerando che si tratta pur sempre di disegni giganti che sono rimasti immutati grazie alle condizioni della terra in cui si trovano: la pianura di Nazca, infatti, non è ventosa e il clima è piuttosto stabile.

Source: Peruresponsabile

Fly Geyser, Nevada

Fly Geyser è con ogni probabilità l’unico geyser ad essere nato a seguito di un intervento effettuato dall’uomo per la realizzazione di un pozzo sotterraneo. La natura ha comunque fatto il suo corso e ha contribuito a creare un fenomeno unico nel suo genere. Il Fly Geyser si trova all’interno di una proprietà privata che risulta essere circondata da un alto recito, motivo per cui è possibile visitarlo soltanto chiedendo il permesso ai proprietari del ranch in cui è situato.

Source: Wikipedia

Salar de Uyuni, Bolivia

Il Salar de Uyuni è la più grande distesa salata del mondo, un enorme deserto di sale che rappresenta uno spettacolo unico: questo immenso mare bianco, nei suoi 10.582 km², contiene circa 10 miliardi di tonnellate di sale, e rappresenta un terzo delle riserve di litio del pianeta. Uno dei posti più sorprendenti del mondo per la particolarità del suo paesaggio.

Source: I like viaggi

Pamukkale, Turchia

Patrimonio dell’Unesco dal 1988, Pamukkale, che in turco significa “castello di cotone”, è un sito naturale della Turchia sud-occidentale. I movimenti tettonici di questa terra, se da un lato hanno causato frequenti terremoti, dall’altro hanno permesso la nascita di numerose fonti termali. Le caratterische dell’acqua che scorga, satura di ioni di calcio e di anidride carbonica,  ha contribuito a costituire spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l’area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio. Da qui l’origine del nome di questa preziosa parte del mondo.

Source: Turismo Turchia

Chamarel cascate e terra dei sette colori, Mauritius

La Terra dei sette colori sette terre colorate di Chamarel è una formazione geologica situata nei pressi del villaggio di Chamarel, nel sud-ovest dell’isola Mauritius.

Si tratta di un’area molto vasta caratterizzata dalla presenza di dune sabbiose che hanno sette diversi colori (rosso, marrone, viola, verde, blu, porpora e giallo). La cosa che più colpisce del luogo è che le differenti tonalità di colore delle sabbie, disposte in maniera naturale in sette diversi strati, creano una surreale colorazione a strisce. Se  in occasione del prossimo viaggio doveste decidere di optare per le Mauritius, provate a dilettarvi con un esperimento: mescolate una manciata delle sabbie dei diversi colori e poi scuotete il contenitore. Pare che le sabbie si separino in base al colore!

Source: meteoweb

Reed Flute Cave, Cina

La Reed Flute Cave è una grotta naturale calcarea che prende il nome dai numerosi canneti che crescono al di fuori di essa e che possono essere trasformati in flauti. Al suo interno lo scenario è magico: stallatiti e stalagmiti che sono state di recente dotate di luci multicolore per rendere il percorso della grotta ancora più suggestivo.
La grotta, che è lunga 240 metri, consta di formazioni rocciose dai nomi fantastici, il che rende ancora più forte l’impatto, presentandosi agli occhi dei visitatori come un palazzo sotterraneo fiabesco.

Source: Absolute China Tours

Parco Nazionale Tsingy di Bemaraha, Madagascar

Classificato anche questo come Patrimonio dell’Umanità, questo parco risulta di difficile raggiungimento: deve essere affrontato un viaggio di circa 8 ore di pista (si trova a nord est della città di Morondava), attraversando 2 fiumi a bordo di zattere. Lo spettacolo, una volta arrivati, è però sorprendente: un grande massiccio di origine carsica, frastagliato di guglie (in malgascio tsingy) alte centinaia di metri e, tra esse, profondi canyon.

I calcari di questa immensa foresta di pietra si sono formati in epoca giurassica quando l’odierno Madagascar era per la maggior parte sommerso dall’oceano. Gli studiosi stimano che circa l’80% della flora e della fauna in questa area sia endemica e si adattati a sopravvivere in condizioni incredibili.

Source: Wikipedia

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