A volte torniamo a casa già stanchi dalla giornata di lavoro, dopo aver accumulato parecchie tensioni. Ma quando entriamo nel nostro living, non lo sentiamo come un rifugio. Non riusciamo a tirare quel sospiro di sollievo necessario per ricaricare le batterie.
Perché succede? Inizialmente ignoriamo il segnale, pensiamo che tutto sia dovuto alla nostra stanchezza personale. Ma gli spazi in cui viviamo possiedono una loro voce e una loro influenza diretta sul nostro stato d’animo.
Ogni oggetto che abbiamo, ogni angolo della nostra abitazione, emette un segnale. Quando questi segnali diventano troppi, confusi o legati ai ricordi stagnanti, il nostro rifugio si trasforma in una gabbia invisibile. Ecco perché vogliamo parlare di Space Clearing, una chiave di lettura per trasformare la casa in un alleato per la nostra evoluzione personale.
Cos’è lo Space Clearing
Possiamo definire lo Space Clearing come l’arte di fare spazio, di liberare l’ambiente da tutto ciò che è superfluo per permettere al nuovo di avanzare. Spesso lo confondiamo con le grandi pulizie di primavera, ma in realtà stiamo parlando di una disciplina che agisce su un livello più sottile.
È, di fatto, un processo che prevede una fase di “clutter”: dobbiamo dire addio a quell’accumulo di oggetti, carte, vestiti e ricordi che ostruisce il flusso vitale della casa e, di riflesso, della nostra esistenza.
Origini e principi di questa disciplina
Le sue radici sono antiche, ed è profondamente legato alle tradizioni di un tempo, con una parentela stretta con il Feng Shui cinese, l’arte millenaria di disporre gli spazi per favorire il benessere e la fortuna. Tuttavia, lo Space Clearing moderno, nato negli Stati Uniti e poi diffuso in Europa, sfrutta la saggezza orientale con un pragmatismo tipicamente occidentale. L’idea di base resta invariata: l’energia, il “Ch’i”, deve poter fluire liberamente. Quando accumuliamo oggetti inutili, creiamo dighe, blocchi che impediscono a questa linfa vitale di circolare.
Il principio cardine su cui si fonda questa pratica riguarda la corrispondenza tra interno ed esterno. La nostra casa diventa lo specchio della nostra interiorità. Pertanto, eliminare ciò che ingombra i nostri spazi diventa quindi una terapia che parte dal “fuori” per arrivare al “dentro”, un percorso inverso rispetto alla psicologia tradizionale, ma incredibilmente efficace nel muovere le acque stagnanti della nostra psiche.
Differenza tra pulizia fisica ed energetica
Non dobbiamo confondere le classiche pulizie (polvere e sporco visibile) con la pulizia energetica degli ambienti. Possiamo avere una casa immacolata, lucida e profumata, eppure avvertire un disagio inspiegabile stando seduti in salotto. Questo accade perché gli oggetti trattengono la memoria degli eventi e delle emozioni.
Lo Space Clearing si basa sull’osservazione che gran parte di ciò che possediamo – le statistiche parlano addirittura dell’80% – giace inutilizzato nei nostri cassetti e armadi. Questi oggetti, definiti spesso “cianfrusaglie”, non sono neutri. A volte bisogna avere il coraggio di guardare ogni singolo oggetto e chiederci: ci rappresenta ancora? Ci dà gioia? O lo abbiamo tenuto per anni per semplice abitudine?
Ambiente e benessere: una relazione profonda
Esiste un dialogo costante e silenzioso tra noi e le nostre case. Questa interazione plasma le nostre giornate molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. Vivere in un ambiente curato, dove ogni cosa ha il suo posto e, soprattutto, un suo senso, eleva la nostra frequenza vibrazionale. Al contrario, il disordine e l’accumulo generano un rumore di fondo, un brusio costante che affatica il cervello. Il benessere abitativo passa necessariamente da questo: armonizzare gli spazi equivale ad armonizzare noi stessi.
Come gli spazi influenzano emozioni e stato mentale
La psicologia dell’abitare ci insegna che l’ambiente esterno condiziona i nostri pensieri. Una casa straripante di oggetti inutili spesso riflette un approccio esistenziale confuso, una difficoltà nel definire le priorità o una paura latente del futuro. L’accumulo nasce sovente dal timore della mancanza: teniamo tutto perché “non si sa mai”, perché un domani potrebbe servire. Un atteggiamento che proietta un messaggio di sfiducia verso la vita.
Liberarsi delle cose superflue, invece, innesca un meccanismo opposto. Il gesto di lasciar andare, di buttare o regalare ciò che non serve più, è un atto di fiducia potente. Comunichiamo a noi stessi e all’universo che siamo pronti ad accogliere il nuovo.
Casa come luogo di equilibrio e rigenerazione
Per svolgere la sua funzione primaria, la casa deve essere un caricabatterie per la nostra energia vitale: quando rientriamo, dobbiamo sentire che l’ambiente ci abbraccia e ci nutre. Gli oggetti che rimangono sono solo quelli che amiamo davvero o che utilizziamo quotidianamente, e questa selezione crea un luogo in cui ci sentiamo in costante equilibrio.
Quando e perché praticare lo Space Clearing
Lo Space Clearing è una pratica utile sempre, ma lo è ancor di più in determinati momenti della nostra esistenza. Possiamo vederlo come un rito di passaggio, un modo per marcare il territorio del presente e chiudere i ponti con ciò che è stato.
Cambiamenti di vita e nuovi inizi
I momenti di transizione richiedono spazio, sia fisico che metaforico. Dopo una separazione, un lutto, un cambio di lavoro o anche solo quando sentiamo che una fase della nostra vita si è conclusa, la pulizia energetica diventa uno strumento potentissimo. È difficile costruire una nuova identità restando immersi nelle vestigia della vecchia.
Immaginiamo di voler iniziare una nuova relazione romantica, ma il nostro armadio è ancora pieno delle cose del partner precedente, o la camera da letto è invasa da foto del passato. Stiamo inviando un messaggio contraddittorio: diciamo di volere novità, ma lo spazio è occupato.
Per chi vuole scoprire maggiormente l’argomento e le dinamiche che rendono tanto interessante questa pratica con dei volumi ad hoc, abbiamo un suggerimento: approfondisci con il libro Space Clearing di Lucia Larese, una risorsa preziosa per comprendere i meccanismi sottili che legano i nostri oggetti al nostro destino.
Spazi di lavoro e ambienti condivisi
La pratica trova un’applicazione fondamentale anche negli ambienti professionali, dove una scrivania caotica è spesso sinonimo di una mente sovraccarica e poco produttiva. Applicare la pulizia energetica degli ambienti in ufficio, invece, aiuta a raggiugere una maggiore chiarezza mentale.
Conclusione
Con la filosofia dello Space Clearing, come abbiamo visto, smettiamo di essere custodi passivi di cose che non usiamo e diventiamo curatori attivi della nostra esistenza.
L’importanza di vivere in ambienti consapevoli
Vivere in un ambiente consapevole vuol dire riappropriarsi del proprio potere personale. Significa smettere di subire la casa e iniziare a viverla come un’estensione potenziante del proprio io.
Le discipline energetiche per la casa ci danno questa opportunità, quella di trasformare le mura domestiche da magazzino di ricordi impolverati a trampolino di lancio per i nostri sogni futuri.
