Domotica ed Ecobonus, qualche chiarimento

Abbiamo già affrontato l’argomento delle facilitazioni di cui il contribuente può disporre quest’anno grazie all’approvazione della Legge di Bilancio entrata in vigore lo scorso 1° gennaio. Tra le altre detrazioni, che comprendono anche il nuovo Bonus verde, la legge ha riconfermato e prorogato l’ecobonus domotica. Innanzitutto cerchiamo di capire cosa si intende quando si parla di domotica, poi capiremo come si applica il relativo Ecobonus analizzando la disciplina normativa ad essi sottesa.

Domotica, che cos’è?

Wikipedia sembra dare una definizione esaustiva del termine domotica, che deriva dall’unione della parola latina domus, che significa “casa”, e dal suffisso greco ticos, che indica le discipline di applicazione; dunque la domotica non sarebbe altro che quel ramo della scienza che si occupa dello studio delle tecnologie applicabili alla casa, tecnologie che hanno lo scopo di migliorare la qualità di vita della casa stessa e dei suoi abitanti. Di qui anche l’utilizzo dell’espressione “casa smart” o “casa intelligente” per indicare un ambiente tecnologicamente avanzato che consente all’utilizzatore  di avere a disposizione apparecchiature e sistemi in grado di svolgere funzioni programmate dallo stesso utente o in maniera parzialmente (e ormai quasi completamente) autonoma.

La “casa smart” rientra nei nuovi piani di sviluppo sostenibile delle città intelligenti, perché permette ai cittadini di diventare sempre più flessibili e controllori degli standard e qualità di vita.

In definitiva, una casa è considerata tanto più smart quanto meglio riesce a integrare sistemi informatici ed elettronici, automatizzando e ottimizzando le prestazioni di tutti gli impianti presenti, al fine di incrementare il livello di benessere, comfort e sicurezza all’interno degli ambienti.

Un esempio? Pensate alla gestione intelligente degli impianti di illuminazione, attraverso i quali è possibile ridurre gli sprechi di energia elettrica, o agli impianti di termoregolazione che aiutano a gestire il riscaldamento in modo dinamico.

Ecobonus Domotica, confermate le detrazioni al 65%

Buone notizie per l’abitante che ha deciso di rendere la propria casa più “intelligente”. La Legge di Bilancio 2018 ha infatti riconfermato e prorogato l’Ecobonus spese domotica consistente nella possibilità di ricevere una detrazione pari al 65% Irpef sulle spese effettuate per gli impianti di domotica. Il bonus di cui si può usufruire ha il medesimo meccanismo di funzionamento degli altri di cui il contribuente può beneficiare (vedi “Bonus verde” e “Bonus casa”): l’utilizzatore, in fase di installazione di impianti digitali per il controllo a distanza del riscaldamento, apparecchi di climatizzazione e di produzione dell’acqua nella propria casa, dovrà aver cura di farsi rilasciare dalla ditta installatrice la documentazione necessaria a comprovarne l’intervento e dovrà effettuare il pagamento tramite bonifico bancario o postale (o qualunque metodo di pagamento rintracciabile) riportante causale del pagamento, codice fiscale del contribuente che usufruisce della detrazione, codice fiscale o numero di partita Iva della ditta che effettua i lavori. Ultimo passaggio: il contribuente che intenda beneficiare della detrazione dovrà poi dichiarare le spese relative alla domotica nella dichiarazione dei redditi, tramite modello 730 o modello Unico. L’importo sarà poi suddiviso in dieci quote annuali di pari importo.

domotica casa 2018

Quali sono le spese ammesse ad ottenere la detrazione

Affinché il contribuente possa beneficiare del bonus, è necessario che vengano acquistati, installati e messi in funzione dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda.

É bene sottolineare che la detrazione spetta anche se questi dispositivi vengono acquistati, installati e messi in funzione dopo o senza interventi di riqualificazione energetica; se, invece, l’installazione dei dispositivi suddetti dovesse avvenire in concomitanza con un altro intervento di riqualificazione energetica soggetto a regime di agevolazione (pensiamo, per esempio, alla sostituzione di impianti di climatizzazione o all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda), allora l’intervento di installazione dei dispositivi sarà considerato connesso a quest’ultimo e la spesa sostenuta concorrerà al limite massimo di detrazione che spetta per i lavori a cui è associata.

I dispositivi multimediali devono:

  • Mostrare i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
  • Mostrare le condizioni di funzionamento e la temperatura di regolazione degli impianti;
  • Consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

Non sono considerate agevolabili le spese per l’acquisto di dispositivi multimediali come smartphone, tablet o computer, che permettono di interagire da remoto con questi impianti.

A chi spetta la detrazione ecobonus domotica?

  1. Persone fisiche, siano esse titolari di un diritto reale sull’immobile, condòmini (su interventi riguardanti parti comuni del condominio) e inquilini che abbiano l’immobile in comodato d’uso;
  2. Titolari di partite IVA esercenti atti e professioni;
  3. Contribuenti con redditi d’impresa
  4. Associazioni tra professionisti
  5. Enti pubblici o privati che non svolgono attività commerciale.

La detrazione Ecobonus domotica al 65% spetta anche ai familiari che convivono con la persona che detiene l’immobile oggetto della detrazione; pertanto sia il coniuge e i figli che i parenti entro il 3° grado e li affini entro il 2° grado possono effettuare e pagare le spese per l’installazione degli interventi di domotica, fruendo così della detrazione.

Eleonora La Rocca

Infografica a cura di Antonio Ippolito

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