Lavoratori stranieri, integrazione e forza lavoro

Integrarsi in un nuovo Paese significa anche trovare un lavoro, ma qual è la situazione dei lavoratori stranieri in Italia?

Il caso: a sud gli stranieri lavorano più degli italiani

I dati raccolti da Eurostat indicano che gli stranieri extra UE in Italia hanno un ottimo tasso occupazionale, che corrisponde al 62,2%, classificando l’Italia al terzo posto dopo Polonia e Regno Unito. Il dato curioso è che in Italia ci sono cinque delle sei regioni Europee nelle quali in proporzione i lavoratori stranieri sono in maggior numero rispetto a quelli nativi.

E sono: Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia. Con la Campania che sfiora addirittura il 16 punti percentuali di differenza tra occupazione italiana e straniera. Attenzione però, più lavoro non corrisponde necessariamente ad un adeguato compenso, infatti spesso i lavoratori stranieri percepiscono cifre inferiori agli 800,00 euro al mese.

report lavoratori stranieri

IL RAPPORTO ANNUALE “GLI STRANIERI NEL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA”

Il rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia” è uno strumento di raccolta, analisi e diffusione di dati relativi alla presenza straniera in Italia e all’importanza che i cittadini comunitari e, in particolare, extracomunitari rivestono nel sistema occupazionale italiano. Partendo dall’analisi di fonti di diversa natura, il rapporto stabilisce un quadro generale sulla situazione lavorativa dei cittadini stranieri in Italia.

Al 1° gennaio 2017 la popolazione straniera residente in Italia risultava essere di 5,047 milioni di persone, pari all’8,3% della popolazione complessiva, con popolazioni provenienti da Paesi extra UE provenienti dal Marocco (455 mila cittadini), dall’Albania (442 mila), dalla Cina (319 mila), dall’Ucraina (234 mila), dalle Filippine (162 mila) e dall’India (158 mila).  

Dai dati analizzati è emerso che negli ultimi anni la popolazione straniera presente sul territorio italiano ha dimostrato un ruolo centrale nel mercato del lavoro “non solo in ragione dell’importanza che i lavoratori stranieri hanno avuto e continuano ad avere nello svolgimento di specifiche mansioni, ma anche in virtù dell’effetto compensativo che hanno determinato: seppur con lievi incrementi, nel ciclo della crisi economica la forza lavoro straniera UE ed Extra UE ha controbilanciato, fino al 2015, la contrazione occupazionale che ha investito la componente italiana.” – dal rapporto annuale “gli stranieri nel mercato del lavoro in italia”

In sostanza emerge che durante il periodo di crisi economica, in cui presumibilmente i salari proposti erano molto bassi rispetto alla norma, i lavoratori stranieri hanno mantenuto attivo il bilancio occupazione continuando a ricoprire posizioni lavorative in condizioni che difficilmente erano accettate dai cittadini italiani.

Questo ha giovato al bilancio del sistema previdenziale italiano, tema più volte sottolineato dall’attuale presidente dell’Inps Tito Boeri, che ha dichiarato in diverse occasioni quanto sia fondamentale l’apporto dei lavoratori stranieri per mantenere in attivo il bilancio del sistema pensionistico italiano, un paese che vede invecchiare velocemente la popolazione senza poter attingere a risorse giovani che, non trovando occupazione, non contribuiscono a mettere in circolo il denaro necessario al suo mantenimento.

I dati più recenti riportano un miglioramento della condizione del mercato del lavoro vedendo un leggero aumento dello stato occupazione dei cittadini italiani, pur mantenendo stabile il livello occupazionale straniero.

Quali ruoli ricoprono i lavoratori stranieri in Italia?

Come abbiamo visto il ruolo dei lavoratori stranieri è molto importante per il sistema generale, ma quali lavori svolgono? I profili ricoperti sono principalmente operativi, è bassissimo il tasso di occupazione in settori manageriali o specializzati, pur avendo in molti competenze specializzate per ricoprire ruoli di maggior rilievo. La percentuale più alta risulta essere impiegata in settori definiti Altri servizi collettivi e personali nei quali la presenza di lavoratori stranieri è piuttosto elevata: nel 2017 l’incidenza è pari a 37,3 %, con una netta preponderanza della forza lavoro non UE.

A seguire trovano impiego in alberghi e ristoranti (18,5%), agricoltura (16,9%) e costruzioni (16,6%). Quasi tutti ricoprono mansioni di operai, in particolare il loro apporto è molto sentito nel lavoro agricolo, infatti dalle ultime  elaborazioni Coldiretti sui dati del Rapporto Immigrazione emerge che “in agricoltura trovano occupazione regolarmente oltre 346mila stranieri provenienti da ben 155 Paesi diversi che con 30.612.122 di giornate rappresentano ben il 26,2% del totale del lavoro necessario nelle campagne italiane.”

Così distribuiti: “Il 48,1% degli stranieri occupati in agricoltura si concentra in 15 province, quelle che di fatto registrano i numeri più alti di lavoratori stranieri: Foggia (5,8%), Bolzano (5,4%), Verona (5,0%), Latina (4,1%), Cuneo (3,8%), Ragusa (3,7%), Salerno (2,6%), Ravenna (2,6%), Cosenza (2,4%), Trento (2,3%), Ferrara (2,2%), Forlì-Cesena (2,2%), Bari (2,1%), Matera (1,9%) e Reggio Calabria (1,9%).“ I dati analizzati sono tutti riferiti al lavoro regolarmente retribuito e contrattualizzato, ed è evidente che in alcune aree e, in particolare per alcune mansioni, il contributo dei lavoratori stranieri è determinante per mantenere viva l’economia.