Estate 2018, calo delle presenze in Salento

Negli ultimi anni la Puglia ha goduto del trend positivo legato al turismo che ha interessato in particolare le province Leccesi. Ma l’estate 2018 ha visto un calo delle presenze in Salento.

Per avere conferma dell’andamento delle presenze turistiche in Puglia bisognerà attendere la fine della stagione e la pubblicazione dei dati riportati nell’annuale rapporto di Pugliapromozione, ma dai primi riscontri ottenuti da albergatori e ristoratori si riporta un calo delle presenze in Salento. Secondo il presidente provinciale di Federalberghi della provincia di Lecce, Mimmo De Santis, in particolare il calo di presenze si riscontra nelle strutture ricettive medio-basse, come B&B e case vacanza, mentre strutture alberghiere e ricettive di lusso non hanno registrato cali nelle presenze.

 

Calo di presenza in Salento, Gallipoli – 40%

In particolare un sensibile calo delle presenze è stato riscontrato sul versante Ionico e nella città di Gallipoli che conta addirittura il 40% di presenze in meno rispetto agli anni precedenti. Gallipoli negli ultimi anni era diventata meta di giovani in cerca di divertimento, soprannominata l’Ibiza del Salento, per la presenza di locali e strutture come Parco Gondar, discoteca le Cave e il Samasara. Il sequestro di alcuni di questi locali o il controllo per il rispetto delle norme messo in atto dalle forze dell’ordine, anche in merito agli affitti illegali e al numero crescente di strutture ricettive non autorizzate, ha evidentemente privato Gallipoli dell’attrattiva che l’aveva resa famosa fino ad oggi.

 

Bene famiglie e lusso

Nonostante il calo di presenza in Salento, famiglie e fasce extralusso restano fedeli al Salento, come anche resta invariato il numero di presenze nella città di Lecce. Da quanto emerge il calo delle presenze in Salento è perlopiù legato alla mancanza di servizi adeguati nelle aree periferiche. I turisti cercano servizi adeguati alla spesa e spesso il costo non corrisponde all’offerta. Molte aree del Salento non sono ben attrezzate ed organizzate, sono difficilmente raggiungibili anche in automobile e mancano servizi di trasporto pubblici.

Per poter attirare un maggior numero di turisti, e soprattutto fidelizzarli per far sì che ritornino in Puglia, è fondamentale ampliare e migliorare la qualità dei mezzi di trasporto pubblico, specie per quanto riguarda i treni, ma anche trasporti locali come bus e navette. È necessario investire per rendere migliore e diversificare l’offerta turistica, lavorando anche sulla pulizia e sulla qualità delle spiagge e delle aree pubbliche. Come anche lavorare per creare un’offerta turistica volta alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio storico e naturalistico che attira i turisti nelle terre Salentine e più in generale in Puglia.

 

Chiuse le Grotte della Poesia

Un esempio viene dalla recente notizia che riporta la chiusura delle Grotte della Poesia. “Considerata l’affluenza record riscontrata nella settimana di Ferragosto presso la Grotta della Poesia, una delle dieci piscine naturali più belle al mondo incastonata nell’area archeologica di Roca Vecchia, l’amministrazione comunale di Melendugno si è vista costretta ad adottare dei provvedimenti eccezionali al fine di preservare lo stato dei luoghi“.

Le Grotte della Poesia sono un importante sito naturalistico, che costituiscono un complesso carsico che si snoda nel sottosuolo nei pressi di una fonte di acqua dolce. La zona è soggetta al crollo della falesia e l’Amministrazione ha dovuto interdire l’area ai bagnanti per ragioni di sicurezza e tutela dell’importante sito situato nell’area archeologica di Roca. Questo luogo magico negli ultimi anni ha riscontrato un grandissimo successo e un imponente afflusso di turisti che però ha messo in pericolo il delicato equilibrio di un luogo così fragile.

 

Le due facce del Salento

Le due facce del Salento vedono luoghi dall’indiscutibile fascino, ricchi di storia e di beni architettonici, con paesaggi e spiagge degne delle più famose località esotiche, che devono fare i conti con un’offerta turistica che negli anni non ha investito nella pianificazione di opere dedicate a soddisfare le richieste dei turisti, né nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio e nello sviluppo di servizi capaci di moltiplicare e fidelizzare le presenze in favore di un’offerta interessata al “tutto e subito”. C’è ancora tempo per cambiare.