Nelle terre di Antonio Canova

Il Veneto, terra di cultura e di vini pregiati, rivela sempre autentiche sorprese. Infatti, protetto tra i colli Asolani ed il Monte Grappa, si trova Possagno, un borgo di circa 2000 anime, i cui abitanti sono i custodi di un tesoro artistico ed architettonico di indiscusso pregio e di elevato interesse.

E’ tra questi verdi paesaggi che nel 1757 trovò i suoi natali Antonio Canova, pittore, architetto, da sempre celebrato come il massimo esponente della scultura neoclassica.

La sua storia, l’amore per la scultura, l’affetto verso la propria terra d’origine sono svelati all’interno del Museo e della Gypsotheca a lui intitolati, che, assieme al Tempio Canoviano, sono gli spazi in cui potrete entrare nel suo mondo, immergendovi nell’atmosfera casalinga, nella sua arte e dove potrete comprendere appieno il suo modus operandi.

Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus – Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno

La Gypsoteca e la Casa Natale

Pochi anni dopo la morte di Antonio Canova (1822), Giovanni Battista Sartori, fratellastro nonché unico depositario dell’eredità artistica dello scultore, predispose il trasferimento del materiale artistico (terrecotte, calchi, gessi, strumenti, marmi) da Roma proprio a Possagno.

Ma che tipo di ambiente avrebbe potuto progettare per conservare e valorizzare il prezioso patrimonio?

La risposta fu ovvia, in quanto si pensò ad un spazio dignitoso per la messa in sicurezza dei beni, la Gypsotheca, disegnata, naturalmente, in forme neoclassiche.

Procedendo nella parte adiacente a quest’area, troviamo l’Ala Scarpa, l’ampliamento museale affidato all’architetto Carlo Scarpa (1906-’78) nel 1957: qui egli creò uno spazio innovativo che mantenesse il dialogo armonico con l’ala ottocentesca.  Il veneziano, disegnatore anche della vicina Tomba Brion ad Altivole, innalzò la luce naturale ad indiscussa protagonista della scena, utilizzata per esaltare i caratteri stilistici delle sculture presentate.

In questo contesto potrete osservare gli splendidi bozzetti in terracotta, fondamentali per dar voce al genio canoviano nella fase sperimentale della sua produzione artistica, ma sono presenti anche i gessi, tra i quali le celeberrime Tre Grazie che coronano la struttura a cannocchiale.

A fianco della Gypsotheca si trova la Casa Natale a cui accediamo per mezzo di un percorso ricco di passaggi e di ampie sale, in cui sono esposti bozzetti, tempere, disegni, incisioni, marmi, ma anche attrezzi da lavoro, abiti, medaglie e tante altre curiosità tutte da scoprire durante la visita condotta dalle esperte guide del museo.

Saranno proprio loro a ricordarci di prendere parte alla Canova Experience, uno spazio multimediale immaginato per rispondere alle esigenze del nostro tempo. La stanza è dotata di un tavolo touch-screen da cui ottenere informazioni più dettagliate sulle statue grazie alla visualizzazione 3D. Un pannello interattivo permette la consultazione di alcuni documenti d’archivio scansionati e digitalizzati, altrimenti non disponibili al pubblico. Infine, le postazioni con visori oculus accompagnano e coinvolgono il visitatore nel tour virtuale.

Al termine del percorso vi sarete di certo appassionati alla figura di Antonio Canova, quindi, prima di incamminarvi verso il Tempio Canoviano che si erge sul colle di Possagno, ricordatevi di informarvi sulle mostre temporanee organizzate dal museo e sui numerosi convegni e manifestazioni dedicati alla figura maestosa del Canova.

Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus – Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno

Il tempio

Sebbene il complesso museale sia l’attrazione principale, l’imponente Tempio di Possagno, ultima e significativa opera di Canova architetto, non può mancare nel vostro percorso nelle terre della marca trevigiana.

Un viale vi condurrà sul sagrato della parrocchiale pavimentato con cogoli bianchi e neri del Piave in disegni arditissimi e da cui si potrà accedere al loggiato prospicente la facciata della chiesa circolare, ‘cugina’ veneta del Pantheon.

Non vi preoccupate, l’ingresso è gratuito!

Una volta varcata la soglia, verrete catturati dalla forma circolare della struttura e lo sguardo sarà sospinto verso la cupola decorata con cassettoni in legno, ognuno dei quali contenente un rosone dorato.

Di grande valore artistico sono alcune opere. La Pala sull’altare maggiore è dello stesso Antonio Canova, così come la Pietà in bronzo deriva da un modello in gesso non ultimato dal maestro. E ancora, l’Autoritratto dello scultore è davanti alla sua tomba, mentre il ritratto del fratellastro è opera di Cincinnato Baruzzi.

La storia della costruzione trova origine nel 1818 quando Canova, rispondendo alla richiesta dei suoi compaesani, decise di costruire a sue spese, dopo una lunga serie di vicissitudini, una nuova chiesa parrocchiale e sarà ultimato nel 1832.

Sarà una delle rare volte nella storia dell’arte in cui un artista, al culmine della carriera, deciderà di compiere un gesto generoso nei confronti della propria terra, diventando allo stesso tempo committente ed artefice.

Solo al termine della visita di Possagno potrete dire di essere diventati veri espetti della scultura neoclassica e di aver avuto il privilegio di entrare in comunione con… Antonio Canova!

Ilaria Venezian e Luca Placci

 

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