Interior design: intervistiamo oggi la designer siciliana Martina Ciaccio

L’ambiente domestico è sempre stato una necessità dell’uomo, che lo trasforma in nido, luogo dove rigenerarsi e rifocillarsi. Ma anche luogo dove vivere i propri amori, desideri, paure e felicità. La bellezza è parte integrante del processo vitale di ogni individuo, e sapersene circondare migliora la qualità della vita.

Oggi Habitante conosce Martina Ciaccio, designer siciliana.

“I lunghi contatti con i committenti, la scrupolosa analisi delle richieste dei clienti, dimostrano che il lavoro di un designer non può limitarsi allo studio delle aree abitative, del progetto architettonico e degli impianti, ma deve tener conto anche degli oggetti che completeranno gli spazi pensati. Principio del contenuto e del contenitore come un’imprescindibile equazione”. È il modus vivendi che applica la designer Martina Ciaccio nel cercare di propendere all’armonia e alla bellezza. Conosciamola attraverso un’interessante intervista rilasciata ad Habitante.

Interior design: intervistiamo oggi la designer siciliana Martina Ciaccio

Martina Ciaccio

Martina, si descriva brevemente: ci racconti dov’è nata, gli anni della sua formazione, le sue esperienze professionali.

“Il mio nome è Marta Ciaccio, da sempre conosciuta come Martina. Sono nata a Sciacca, in provincia di Agrigento, nella splendida Sicilia. Ho frequentato l’Istituto d’Arte nel mio paese natale e successivamente ho frequentato L’Accademia Di Belle Arti a Palermo dove oggi vivo e lavoro. Terminati gli studi nel 1990 mi sono dedicata alla professione di Interior Design. La curiosità ha da sempre alimentato il mio personale percorso creativo, arricchendolo con numerosi viaggi che mi hanno formata dal punto di vista culturale, artistico, storico. L’istinto e l’amore per il bello, mi guidano da sempre alla scoperta di un mondo popolato da oggetti appartenenti ad epoche e culture diverse ma connesse tra loro. Nel corso della mia esperienza professionale, mi sono sempre occupata del processo architettonico, dall’idea iniziale alla realizzazione in cantiere. Dopo un’attenta analisi dei bisogni, ho sempre affrontato l’atto progettuale, come un percorso che non può prescindere dalla cura attenta verso ogni dettaglio mirando ad un’alta qualità dell’abitare e al benessere che ne ricava il fruitore finale”.

Ci parli un po’ del suo sito web.

“Il mio sito martinaciaccio.com è una vetrina che propone il mio lavoro e le mie creazioni. Sarebbe eccitante se da vetrine come il web, si potesse attingere per scoprire interessi e necessità che sono insiti nell’uomo, ma che non sempre sappiamo riconoscere. L’ambiente domestico è sempre stato una necessità dell’uomo, che lo trasforma in nido, luogo dove rigenerarsi e rifocillarsi. Ma anche luogo dove vivere i propri amori, desideri, paure e felicità. La bellezza è parte integrante del processo vitale di ogni individuo, e sapersene circondare migliora la qualità della vita”.

Come inizia la sua storia da imprenditrice? Quando e perché ha deciso di creare una linea di complementi d’arredo di design tutta sua? Come nascono le sue creazioni? 

“I lunghi contatti con i committenti, la scrupolosa analisi delle richieste dei clienti, mi dimostrano che il mio lavoro non può e non deve limitarsi esclusivamente allo studio delle aree abitative, del progetto architettonico e degli impianti, ma deve tener conto anche degli oggetti che completeranno gli spazi pensati. Principio del contenuto e del contenitore come un’imprescindibile equazione. È il modus vivendi che applico nel cercare di propendere all’armonia e alla bellezza. Come un incantesimo, rapita da questa scoperta, inizia un nuovo percorso lavorativo, da una parte il progettista, dall’altra la designer che simultaneamente producono per un unico fine. Nasce così lo studio di collezioni di complementi di arredo e oggetti per la casa che diventano manufatti preziosi e necessari all’interno di uno spazio abitativo. Non ci vuole molto a lasciarmi prendere la mano, in fondo la mia formazione è artistica, e questa nuova avventura ha finalmente liberato la mia parte creativa, producendo in soli tre anni di ricerca, un numero di progetti capaci di poter essere racchiusi in due distinte collezioni TANTICCHIA e FICURINNIA”.

Interior design: intervistiamo oggi la designer siciliana Martina Ciaccio

Interior design: progetto di Martina Ciaccio

Quali sono le materie prime utilizzate e perché ha scelto proprio quelle?

“Inesorabilmente la formazione ti plasma, affina gli interessi, sviluppa le conoscenze diventando fonte d’ispirazione. Nel mondo dell’arte, il marmo è sempre stato una presenza costante, utilizzato con estremo riguardo sia in architettura che in scultura, dando origine a veri e propri capolavori che hanno dettato le basi dei protocolli su cui ancora oggi tutto il mondo della creatività si fonda. L’idea di utilizzare un materiale antico, duttile, prezioso, naturale mi ha stuzzicata. Il pensiero è stato di rendere attuale un materiale che ci appartiene dai tempi dei tempi. Come sempre accade nel mio lavoro, ho trasformato un’idea in progetto”.

“Vissuta come una sfida, ho rivolto al marmo il mio percorso di ricerca, sviluppando quelle conoscenze che mi hanno consentito di applicare tecnologie e soluzioni capaci di far diventare un materiale naturale e mutevole in oggetti di design. L’attenzione per l’ecologia, il naturale, il biodegradabile, sono stati elementi che fortemente hanno contribuito ad approfondire la mia ricerca. Ricordo che una cliente, mi disse: “Martina, ricordi quella lampada da tavolo che mi hai disegnato anni addietro?  Peccato il paralume, si è invecchiato, impolverato, ingiallito”. La confidenza che mi era stata dichiarata, è stato una preziosa indicazione a farmi trovare rimedio affinché il problema dell’usura di un oggetto si potesse ridurre. Grazie all’amore che nutro per i miei clienti e per i miei lavori, ho continuato a pensare quale potesse essere una possibile soluzione, ed è da questa esigenza che ho ideato il paralume di marmo. Come ben sappiamo, il marmo è una superficie igienicamente lavabile. Il processo di prototipazione mi ha costretta ad affrontare innumerevoli difficoltà tecniche che hanno richiesto anni di lavoro. Dopo tanto impegno, sono riuscita ad assottigliare così tanto lo spessore del marmo che mi sono accorta di averlo reso trasparente. La meraviglia di quest’idea è che non sapevo di essere stata la prima in assoluto a realizzare paralumi in marmo. Il riconoscimento è arrivato quando sono stata selezionata per la BIAS 2018, la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credenze dell’Umanità, prima ed unica Biennale Transnazionale di Arte Contemporanea, presentata da WISH, World International Sicilian Heritage, evento collaterale presentato alla Cinquantasettesima Biennale d’Arte di Venezia 2017, che è stata ambientata tra poli museali, palazzi, chiese ed oratori nel centro storico di Palermo, con opere di 100 artisti internazionali appositamente selezionati”.

Da dove nasce l’idea di creare una linea di gioielli?

“Quando il lavoro è anche passione, non riesci a non accettare le sfide perché le vivi come opportunità. L’avere esposto al Museo D’Arte Moderna, mi ha dato una visibilità che non è stata ignorata dal Professore di design all’università di architettura di Palermo. Mi è stato chiesto di comunicare con gli studenti per trasferire loro la consapevolezza che oggi più che mai la nostra non può essere solo una professione, ma che deve essere interpretata come un’azienda. Accettata l’idea di confrontarmi con giovani futuri colleghi e volendo portare con me un mio oggetto da utilizzare come materializzazione di un pensiero, ho realizzato che diventava difficoltoso perché i miei complementi sono fragili e pesanti. Il percorso progettuale è uguale e applicabile sia ad un grosso volume che ad uno in micro scala, così mi sono detta “devo inventarmi un oggetto piccolo e resistente, lo metto in borsa e vado!” Nasce così DUCI, l’anello scultura da indossare. Non ho fatto altro che modificare la modellistica e la scala di DINDIA (scultura tra quelle esposte al museo) e senza rendermene conto ho creato un anello che fosse manifestazione contemporanea e di design del nostro territorio”.

“Da lì a creare tutta la collezione, il passo è stato automatico. La fatica e l’impegno necessari alla realizzazione di una collezione di gioielli è davvero inimmaginabile, mi ha portata a confrontarmi con l’applicazione di progetti in micro scala, con la reazione dei metalli durante le varie fasi di lavorazione, con il processo di incastonatura delle pietre, con la rodiatura dei metalli, tutte fasi che non conoscevo ma che grazie alla volontà di ottimizzare il mio progetto ho dovuto approfondire. E anche questa volta, la fatica è stata ripagata. Importanti eventi per la presentazione della collezione DUCI resi ufficiali dalla stampa, hanno fatto apprezzare la mia collezione. Grazie alla collaborazione dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia con la regione Lombardia ho aderito ad un bando di internalizzazione che mi ha portata a Milano durante la settimana della moda con il White a presentare la collezione di gioielli siciliani di design a Bayers internazionali. È stata un’esperienza importante, formativa, di grande confronto”.

Interior design: intervistiamo oggi la designer siciliana Martina Ciaccio

Martina Ciaccio indossa i gioielli della collezione DUCI

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Difficilissimo rispondere a questa domanda. Come imprenditore progettista, ho pianificato una strategia d’azione atta a sviluppare sempre più il mio lavoro.  Le collezioni mirano a luoghi più lontani e assetati del Design Italiano. La natura del mio essere, la voglia di scoprire nuove tecniche, stili e soluzioni sono per me linfa vitale, non posso pensare ad un domani senza vedermi impegnata in nuovi progetti. Il mio non è più solo un lavoro, è diventato anche parte integrante della mia vita e dei miei interessi”.

Ringraziamo la designer Martina Ciaccio per l’intervista concessa.

Written by

Designer e Dottoressa in Lingue Moderne per il Web