Andare in montagna da soli: ecco come organizzarsi e quali sono i vantaggi

Si dice che “in montagna non si va in solitaria”, ma è davvero così? Non proprio. La solitudine acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni. Ecco come organizzarsi per andare in montagna da soli e quali sono i vantaggi.

Andare in montagna da soli

Andare in montagna da soli vuol dire conoscere i propri limiti. Significa studiare la morfologia, il suolo, gli strumenti che servono alla scalata. Vuol dire saper preparare un percorso preciso e conoscerlo dettagliatamente. È necessario essere preparati al pericolo e all’avventura.

Prima di andare in montagna da soli, è fondamentale iniziare ad aggregarsi a dei gruppi organizzati o rivolgersi alle Guide locali.

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Andare in montagna da soli: quali sono i vantaggi?

Ci sono diversi aspetti positivi nell’affrontare un percorso in montagna in solitaria.

  • Una forte componente emotiva e un contatto particolarmente intimo, profondo, personale con la natura.
  • Una sensazione di soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo personale.
  • Libertà assoluta: nessuna distrazione se non il ritmo del proprio corpo e del proprio spirito.
  • Massima autonomia nell’organizzazione, negli orari e nei percorsi. Non solo. Le decisioni possono essere prese più velocemente perché non ci si deve confrontare con nessun altro se non con se stessi.
  • Maggiore percezione del rischio. In gruppo è facile distrarsi o abbassare la guardia.
  • Maggiore responsabilità delle proprie scelte e acquisizione della fiducia in se stessi.

Andare in montagna da soli: come organizzarsi?

Per andare in montagna da soli occorre prepararsi ed organizzarsi al meglio in modo da non incorrere in situazioni di pericolo. È necessario:

  1. Imparare a leggere una cartina e dotarsi di bussola e altimetro analogici, di un GPS o localizzatore satellitare o radio ricetrasmittente e cellulare.
  2. Scegliere una località conosciuta.
  3. Studiare a fondo il percorso prima dell’escursione.
  4. Controllare le previsioni meteorologiche prima dell’uscita (nel caso di rischio maltempo, rimandare la partenza).
  5. Pianificare gli orari.
  6. Informare della partenza e rivelare il tragitto ad una persona fidata.
  7. Non modificare il percorso pianificato una volta in montagna.
  8. Dotarsi di un abbigliamento adeguato, di un kit di pronto soccorso, alimenti e acqua.

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Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu?

  • Secondo l’indagine di Confturismo – Confcommercio sulla propensione a viaggiare da parte degli italiani, nell’estate 2020 post emergenza Covid-19, le vacanze saranno brevi: più montagna e meno città d’arte.
  • Prende quota la montagna perché probabilmente percepita come spazio aperto e quindi più sicura: il 23% contro il 18% di maggio 2019.

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Designer e Dottoressa in Lingue Moderne per il Web