Alla scoperta della Sardegna, tradizioni e numeri della regione dallo splendido mare

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta della Sardegna: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa regione conosciuta da tutti per lo splendido mare, le sue spiagge e la macchia mediterranea, apprezzata anche per la sua cultura, la sua storia e l’ottima cucina.

Gli abitanti e le imprese della Sardegna

La Sardegna è al terzo posto per superficie tra le regioni italiane, la sua densità abitativa è di 68 abitanti per km² ed è composta da 377 comuni distribuiti in quattro province.

Tra le aziende sarde più famose nel continente la Birra Ichnusa, storico birrificio nato nel 1912, che racconta attraverso il suo prodotto il legame con territorio, e la Tiscali, azienda di telecomunicazioni. La Sardegna è grande produttrice di sughero, qui ci sono la metà delle imprese del sughero italiane, con 23 aziende industriali e 21 aziende artigianali (dati Ips 2017). Tra le aziende impegnate in questo settore il Sugherificio Peppino Molinas & Figli che produce tappi per l’enologia, isolanti, componenti per l’industria calzaturiera e rivestimenti per pareti e pavimenti. Qui si produce anche ottimo vino, con diverse cantine, tra le quali Sella&Mosca fondata nel 1899, e il sale. Tra le tante saline, l’azienda Sali di Sardegna che vanta un efficientissimo processo di lavaggio del sale grezzo.

Cagliari

Cagliari è la città più popolosa dell’Isola, affacciata sul Golfo degli Angeli, ha spiagge meravigliose e i suoi quattro quartieri storici custodiscono la sua storia millenaria che affonda le sue radici nella preistoria. Occupata prima dai Cartaginesi, poi dai Romani, contesa da Pisani e Spagnoli e governata per un lungo periodo dai Piemontesi, si leggono tracce di questa storia nelle chiese e nei palazzi costruiti in stili diversi. A dominare il quartiere Castello, cittadella fortificata, nucleo storico della città, con i suoi antichi bastioni attorniati da stradine su cui si affacciano i palazzi nobiliari. La città alta è collegata alla parte bassa tramite la scalinata del Bastione di Saint Remy, costruito tra il 1899 e 1902, che collega il quartiere Castello a quello Villanova. Da qui si può ammirare la vista sulla città, il porto e il promontorio della Sella del Diavolo che divide il Poetto, la spiaggia dei cagliaritani, dalla spiaggia di Calamosca. Due torri svettano sullo skyline, la torre dell’Elefante e la torre di San Pancrazio, costruite dai pisani agli inizi del XIV secolo per difendere la città. Tra gli edifici religiosi da visitare la Cattedrale di Santa Maria in stile gotico pisano, più volte rimaneggiata, presenta anche elementi barocchi e in stile romanico. Al suo interno sono custodite diverse opere d’arte e nella sua cripta si trova il santuario dei Martiri che conserva numerose reliquie. Poi il chiostro di san Domenico e la basilica di Nostra Signora di Bonaria, con il piccolo santuario, primo esempio sardo di architettura gotico-catalana, che fu ampliato con la costruzione della basilica e del convento per ospitare i pellegrini che numerosi si recano in visita alla Vergine di Bonaria. Poco distante la basilica di san Saturnino, il santuario paleocristiano più antico dell’Isola. Ai piedi del Castello la Marina, luogo di pescatori e mercanti, simbolo di una città multietnica. Qui splendidi edifici come il Palazzo Civico e la chiesa di sant’Eulalia, con preziosi resti di epoca romana. Nel quartiere di Stampace la piccola chiesa di Sant’Efisio, il protettore di Cagliari che ogni anno, dal primo al quattro maggio, si celebra con la processione della Sagra di Sant’Efisio in cui sfilano costumi tradizionali provenienti da ogni angolo della Sardegna. Tra i luoghi da visitare, poco distanti dal centro storico, l’Anfiteatro, una delle maggiori testimonianze romane della Sardegna, e l’Orto Botanico, che conserva piante rare provenienti da tutto il mondo e testimonianze di epoca romana. Fuori dal centro il castello di san Michele e Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo. Città di cultura, qui ha sede anche l’Università degli Studi di Cagliari, segnalata tra le eccellenze nazionali per il suo il Dipartimento di Scienze economiche e aziendali. Se si vuole conoscere la storia della città bisogna visitare la Cittadella dei Musei, il più grande complesso museale della Sardegna che si trova in punto panoramico del quartiere Castello e che comprende il Museo archeologico nazionale, il Museo delle Cere Anatomiche di Clemente Susini, il Museo d’Arte Siamese “Stefano Cardu” e la Pinacoteca nazionale. Ma Cagliari è anche spiagge e natura, con la sua laguna e i paesaggi da percorrere in mountain bike o passeggiando lungo gli otto chilometri della spiaggia del Poetto per arrivare a Calamosca e alla Sella del diavolo. E poi il parco di Molentargius-Saline, dove ammirare i fenicotteri rosa che hanno scelto questi luoghi come loro habitat insieme a numerose altre specie protette.

Nei dintorni di Cagliari spiagge meravigliose di sabbia finissima, che si alternano a scogliere, arricchite dalla macchia mediterranea, ed un mare trasparente. Luoghi da sempre apprezzati in tutto il mondo e riconosciuti per la loro bellezza, come Costa Rei,  Cala Sinzias, tra le più spiagge incontaminate, Cala Pira, uno dei più bei tratti del litorale e Piscina Rei con le sue piscine naturali. Ed anche Mari Pintau, Solanas, Porto Giunco dalle sfumature rosa, Is Canaleddus e, sulla Baia di Chia, la spiaggia di Su Giudeu con sabbia bianca e circondata da dune dove crescono ginepri secolari. Ed anche Villasimius, da qui si può raggiungere l’isola dei Cavoli che fa parte, insieme all’isola di Serpentara, dell’area marina di Capo Carbonara, sede delle ricerche botaniche e zoologiche della Facoltà di Biologia di Cagliari. Raggiungibile con imbarcazioni private o escursioni organizzate, è un’isola disabitata, un luogo meraviglioso dove ti avvolge il profumo delle erbe selvatiche, con piccole insenature attorniate da massi granitici con fondale di sabbia bianca, habitat di molte specie marine. Ed ancora le Saline Conti Vecchi, area naturalistica, affidata in concessione al FAI Fondo Ambiente Italiano dalla Ing. Luigi Conti Vecchi nel 2017. Un luogo affascinante dove natura e archeologia industriale danno vita ad un percorso unico all’interno di un impianto tuttora produttivo, tra vasche naturali, montagne di sale e fauna selvatica. E il sito archeologico di Nora, antico luogo commerciale fondato dai Fenici, poi divenuto la capitale romana dell’isola, qui si possono ammirare il teatro Romano, i bagni Romani e gli splendidi mosaici.

Nuoro

Nuoro si trova nell’entroterra dell’isola, su un altopiano granitico ai piedi del monte Ortobene. Fu prima insediamento nuragico e successivamente cadde sotto il dominio romano, per passare poi sotto il controllo dei Vandali, dei Bizantini e degli spagnoli, e diventare capoluogo sotto i Piemontesi. Terra di artisti e letterati come Salvatore e Sebastiano Satta, Francesco Ciusa e Grazia Deledda che l’hanno resa famosa in tutta Europa. Il suo centro è percorso da vicoli stretti ricoperti di ciottoli, antiche case in pietra, cortili, portici e piazzette. Quartieri storici sono la Séuna, un tempo abitato da contadini e artigiani, e santu Pedru, che invece ospitava pastori e proprietari terrieri. Qui si può visitare il Museo Deleddiano che ha sede nella sua casa natale, dove sono esposti manoscritti, fotografie, documenti e oggetti personali appartenuti alla scrittrice premio Nobel. Tra gli edifici religiosi da visitare l’antica chiesa Madonna delle Grazie, uno dei più antichi monumenti di culto della città, e la cattedrale di santa Maria della Neve, centro spirituale di tutto il Nuorese durante le celebrazioni dedicate a Santa Maria della neve nella settimana tra la fine di luglio e gli inizi di agosto. Qui vicino l’ex Tribunale di Nuoro, posto in un punto panoramico, ospita il Museo Ciusa, dedicato a Francesco Ciusa, grande artista ritenuto l’iniziatore della scultura moderna nell’Isola, premiato dalla critica alla Biennale di Venezia nel 1907. E il MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, dedicato ai linguaggi visivi contemporanei e alla storia dell’arte dal XIX al XXI secolo, con una collezione d’arte sarda dal Novecento a oggi. Per conoscere la vita e le tradizioni popolari bisogna visitare il Museo del Costume, il maggiore museo etnografico della Sardegna che conserva circa 8.000 reperti, tra abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili e strumenti domestici e di lavoro risalenti in gran parte al periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e il primo cinquantennio del Novecento. Per vedere dal vivo i costumi tradizionali bisogna partecipare alla Sagra del Redentore, che si tiene l’ultima domenica di agosto, con la sfilata dei gruppi folk provenienti da tutta l’isola che sfilano in pellegrinaggio fino alla statua del Cristo Redentore sull’Ortobene. Qui si possono anche seguire i sentieri segnati attraverso fitti boschi, passeggiare per i prati nel sottobosco abitati da mammiferi, rapaci e altre specie. E ritrovare testimonianze prenuragiche, come le tre domus de Janas di Maria Frunza, sas Vrighines e Janna Ventosa. Oppure i ruderi delle chiese di sa Itria e santu Jacu. Sulla vetta Cuccuru Nigheddu da dove ammirare il paesaggio circostante.

Nel Nuorese ci sono alcuni dei luoghi più belli dell’Isola, con le stupende spiagge che lasciano il posto alle montagne più alte della Sardegna, in un continuo variare di luoghi e paesaggi. Un paesaggio montano ricco di foreste, cascate e fiumi con aria buona, buon cibo dove dedicarsi al trekking sul Supramonte per scoprire la sorgente carsica de Su Gologone, istituita come monumento naturale nel 1998, e Su Gorropu, un profondo canyon alto più di 500 metri con una larghezza che varia da poche decine a 4 metri. O visitare la valle di Lanaittu, la Grotta di Ispinigoli o il lago Cedrino perfetto per chi ama le escursioni, a piedi o in barca, canoa o kayak, ma anche per fare un pic-nic in tutta tranquillità immersi nella natura. E poi gli antichi villaggi come quello nuragico di Tiscali, custodito da un’ampia grotta, o il complesso di Santa Sabina dove poter visitare un nuraghe, un villaggio, una tomba di giganti e un pozzo sacro. Qui si scopre il mondo antico dell’isola, dove le tradizioni testimoniano le profonde radici della cultura sarda che si celebrano ogni anno con la manifestazione Autunno in Barbagia che si svolge da settembre a dicembre, un’intera stagione dedicata a raccontare il territorio, l’artigianato, la cultura e la cucina tipica. Quando in inverno cade la neve ed imbianca il Gennargentu, un’altra tradizione vede accendere i falò in onore di Sant’ Antonio, mentre a febbraio si festeggia il Carnevale con il rito antichissimo che vede protagoniste le famose maschere dei Mamuthones e degli Issohadores alle quali è dedicato anche il Museo delle Maschere , Museo della Cultura e del Lavoro.

Oristano

La città di Oristano ha una storia molto antica, nasce dalla fusione di tre città: Tharros, la città fenicia sul mare, Neapolis ed Othoca. Si trova nell’alto Campidano, al centro del golfo omonimo, nata in una posizione protetta dagli attacchi dei pirati, conserva tracce delle sue mura che spesso sono state inglobate in costruzioni successive. Ha recitato un ruolo da protagonista nella storia della Sardegna, conquistò la maggior fama in epoca medievale. Il centro città è abbellito da palazzi, fortificazioni, torri ed edifici religiosi. Il suo simbolo della città è la Torre di Mariano II o San Cristoforo, il monumento della Giudicessa Eleonora, promotrice della Carta de Logu, uno de primi codici di leggi scritte in Europa. Tra gli edifici religiosi le chiese di San Francesco, in stile neoclassico, la chiesa di Santa Chiara, raro esempio di stile gotico in Sardegna, e la cattedrale di Santa Maria Assunta, del 1130, la chiesa più antica di Oristano e la più grande di tutta la Sardegna. Da visitare anche il Museo Archeologico e Storico Artistico Antiquarium Arborense, all’interno del palazzo Parpaglia, dove sono custoditi reperti provenienti dagli scavi di Tharros. Anche qui si festeggia il carnevale con la famosa giostra medievale della Sartiglia, con i cavalieri mascherati e vestiti in eleganti abiti di foggia sarda e spagnola su cavalli bardati.

La provincia di Oristano ha una vasta pianura, spiagge meravigliose, le montagne del Montiferru e due lagune, Cabras e Santa Giusta, dove risiedono numerose specie di uccelli migratori. Tra i luoghi da visitare il borgo di Bosa con le tipiche case variopinte del quartiere storico di sa Costa, sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina. Qui si trova il Temo, l’unico fiume navigabile in Sardegna. Questo borgo era famoso in tutta Italia per la produzione di pellame di alta qualità, a testimoniarlo il Museo delle Conce che racconta la storia di questa produzione attiva dalla fine del ‘700 fino al 1962, anno in cui chiuse l’ultima attività. Poco distante il piccolo paesino di Tinnura, un museo a cielo aperto con monumenti, statue di artisti sardi e murales dipinti sulle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Qui si producono anche i cestini di asfodelo, canna e salice. Sulla costa le spiagge di s’Abba Druche, Portu Managu, Turas e Compoltitu, mentre per gli appassionati di trekking e birdwatching, si può visitare il parco biomarino di capo Marrargiu e la riserva naturale di Badde Aggiosu e Monte Mannu. Nel comune di Paulilatino c’è un Santuario Nuragico con un villaggio nuragico, la chiesa campestre di Santa Cristina,  un uliveto secolare e un tempio a pozzo, che raccoglie acque considerate medicamentose. Da visitare anche il maestoso nuraghe Losa, edificato con blocchi di basalto, e l’area archeologica di Tharros. Poi il Parco di San Leonardo di Siete Fuentes, a Santu Lussurgiu, con le sue sette sorgenti, San Salvatore di Sinis, paese abbandonato che si anima una sola volta all’anno durante le celebrazioni in occasione della festa di Cristo Salvatore. Poi Predas de Cubas, un centro termale romano, e le Terme di Fordongianos. In questo territorio così legato alle sue tradizioni si fa anche innovazione, infatti nei centri di Arborea e Milis, l’azienda Tolo Green ha iniziato la produzione della spirulina una microalga a forma di spirale definita “il supercibo del futuro”.

Sassari

Sassari, una città attorniata da campi e uliveti, fondata nel Medioevo, il suo centro è ricco di edifici signorili e religiosi di grande valore. Tra gli edifici religiosi spiccano la cattedrale di san Nicola di Bari, che custodisce opere pittoriche e scultoree di artisti dal XVI al XIX secolo. La chiesa di santa Maria di Betlem, con elementi romanici, gotici, barocchi, rococò e neoclassici, e di Sant’Apollinare, la più antica della città. Da vedere anche la suggestiva piazza d’Italia, la Fontana di Rosello e il parco di Monserrato, un’oasi verde in periferia. Per conoscere la storia più antica della città da visitare il Museo Sanna, dove è custodita una ricca collezione archeologica e artistica. Nella Pinacoteca Nazionale invece è possibile vedere quattrocento opere prevalentemente pittoriche di diverse scuole ed artisti italiani ed europei dal medioevo alla metà del Novecento, compresa una significativa rassegna di artisti sardi del primo Novecento ed una ricca sezione di grafica. Per conoscere la storia della prima guerra mondiale bisogna visitare il museo della Brigata. Per chi preferisce passeggiare all’aria aperta l’ideale è trascorrere del tempo al parco di Monserrato, un’oasi verde in periferia. Tra gli eventi da non perdere la Cavalcata Sarda, sfilata in costumi tradizionali che si svolge la penultima domenica di maggio. A Ferragosto invece si celebra la Discesa dei Candelieri, inserita dal 2013 nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Durante la celebrazione si portano in processione monumentali ceri di legno, portati a spalla lungo le vie per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che salvò la città dalla peste. In città ha anche sede l’Università di Sassari che conta su oltre 40 centri di ricerca interdisciplinari e 12 biblioteche, e rapporti di cooperazione con circa 500 Università che partecipano al Programma Erasmus.

La provincia di Sassari, a nord dell’isola, possiede un patrimonio ambientale e storico eccezionale. La costa nord­est della Sardegna è famosa per la qualità dell’offerta turistica. La Costa Smeralda ha coste frastagliate che si aprono sul mare, con piccole calette e arenili di sabbia sottilissima. Tra i luoghi più conosciuti Porto Cervo, il porto turistico di Santa Teresa Gallura, e l’Arcipelago de La Maddalena, tesoro naturalistico inestimabile con Spargi, Cala Corsara, Budelli e la sua spiaggia rosa. Ed anche Capo Testa, nella spiaggia di Santa Reparata e nella baia di La Colba, e la spiaggia di Rena Bianca e Rena Majore. Davanti all’Arcipelago de La Maddalena, a Palau, si può ammirare la roccia a forma di orso che domina la baia. L’isola di Caprera non solo offre fondali trasparenti, ma qui si può anche visitare la casa di Giuseppe Garibaldi, dove visse gli ultimi anni della sua vita.

Per gli amanti di escursioni in barca, diving e snorkeling, il luogo perfetto è l’isola di Tavolara, area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, che si estende per 76 chilometri sul litorale di Loiri Porto San Paolo, Olbia e San Teodoro e per 15 mila ettari su acque cristalline, insenature e calette, da Capo Ceraso fino a Punta s’Isuledda. Ne fanno parte anche le isolette di porfido rosso di Molara e Molarotto, l’isolotto di Proratora, Isola Piana e Isola dei Cavalli e le piccolissime isole dei Porri, dei Topi, del Drago e l’isolotto Rosso, in ultimo Capo Coda Cavallo, lembo di terra granitica che si estende in un tratto di mare riparato. Tra le città da visitare Alghero, con le sue torri e i suoi bastioni e la Cattedrale di Santa Maria, risalente al XVI secolo. E i borghi di Cargeghe, Osili, Nulvi, Castelsardo e Sedini. Da vedere anche il nuraghe Santu Antine, uno dei più maestosi di tutta l’isola, l’Antiquarium di Porto Torres, nell’area archeologica di Turris Libisonis e la Necropoli di Anghelu Ruju. Tra Alghero e Stintino, nel Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna dichiarato dall’Unesco il primo Parco della rete mondiale dei geositi-geoparchi, si possono visitare le gallerie scavate dai minatori, le case e i vecchi edifici, della Miniera dell’Argentiera, in un’atmosfera unica. Nella parte nord-occidentale dell’Isola, si trova Santissima Trinità di Saccargia spettacolare chiesa medievale con la facciata bicromatica, bianca e nera, data da conci di calcare e basalto, che contrasta con il verde attorno.

 

Sud Sardegna

Capoluogo di questa provincia è Carbonia, una città nata nel 1938 col boom minerario, costruita in due anni per per garantire alloggio ai lavoratori del bacino carbonifero Sirai-Serbariu. Ha larghe strade alberate che convergono in piazza Roma, dove si trovano gli edifici pubblici più importanti, come il Municipio e la Torre Civica e la chiesa di san Ponziano con il suo campanile che svetta sugli altri edifici. Sorta a ridosso della grande miniera, attivo tra 1937 e 64, che aveva nove pozzi e cento chilometri di gallerie, qui lavoravano minatori provenienti da tutta l’Italia. Oggi la miniera è stata trasformata nel Museo del Carbone. Qui convivono archeologia industriale, preistorica e storica, da visitare infatti anche il Museo Archeologico Villa Sulcis, il Parco Archeologico di Monte Sirai-Nuraghe Sirai, il Parco Urbano di Cannas di Sotto e il Museo del Palaeoambienti Sulcitani “E.A.Martel” dove sono esposti fossili di cinquecento milioni di anni, scheletri di piccoli animali, dinosauri, scimmie e Mammuth nani.

Quest’area geografica è chiamata Sulcis Iglesiente, un territorio antico e ancora selvaggio, scelto dai Fenici e dai Cartaginesi che per primi scoprirono i ricchi depositi minerari presenti nel sottosuolo e iniziarono a sfruttarli. Questi giacimenti oggi costituiscono un’importante testimonianza di archeologia industriale tanto da essere inseriti nella Tentative List dell‘UNESCOSulla Costa Verde quasi 50 chilometri di ampie spiagge, calette rocciose, fondali bianchi e sabbia dorata, lontani dai grandi flussi turistici. Poi la spiaggia di Piscinas, l’unico deserto in Europa ospita il cervo sardo, che all’alba si spinge fino al mare. Ed ancora Buggerru, le miniere di Porto Flavia e di Montevecchio, i cui ruderi dei villaggi minerari, e la spiaggia di Masua, davanti alla quale si staglia il Pan di Zucchero, un faraglione calcareo alto 133 metri. In queste aree nasce la prima Via del Sale della Sardegna con le splendide saline di Sant’Antioco, dove si produce ancora il sale, da scoprire attraverso percorsi di trekking, piste ciclabili o per trattamenti di bellezza grazie alla riconversione di vecchi percorsi trasformati in piste ciclabili che dalle saline arrivano ai vigneti del Carignano. Da vedere anche il nuraghe Su Nuraxi, a Barumini, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, unico nuraghe della Sardegna completamente scavato, ha un piccolo villaggio Nuragico di circa 50 case.

I parchi della Sardegna

In Sardegna ci sono tre parchi nazionali, il parco nazionale Arcipelago di La Maddalena, il parco nazionale dell’Asinara e il parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu e cinque aree marine protette l’area marina protetta Isola dell’Asinara, l’area naturale marina protetta Capo Caccia – Isola Piana, l’area naturale marina protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, l’area marina protetta Penisola del Sinis – Isola Mal di Ventre e l’area naturale marina protetta Capo Carbonara.

Le eccellenze della Sardegna

Per raccontare le eccellenze sarde sicuramente si deve partire dallo stilista Antonio Marras, nato ad Alghero, la sua terra segna profondamente la sua cifra stilistica. Stilista famoso in tutto il mondo che continua a vivere in Sardegna, nella sua casa-laboratorio, dove nascono le sue collezioni, con la sua famiglia che partecipa attivamente al lavoro creativo. Poi l’artigianato sardo, con le sue ceramiche, come quelle prodotte nel quartiere di Villanova a Cagliari, quelle di Assemini e di Oristano, oggetti di uso quotidiano, come anforette per il vino, piatti o brocche per l’acqua. I coltellini sardi dai manici finemente lavorati realizzati a Pattada, Santulussurgiu, Arbus e Guspini, le maschere tradizionali del celebre carnevale e le sedie impagliate, realizzate in noce o rovere e decorate a tinte rosse e verdi. E poi i tessuti, realizzati a mano al telaio con motivi tipici dell’arte bizantina.Tappeti, scialli o arazzi, come quelli realizzati a Nule, in provincia di Nuoro, fatti su telai a cui lavorano anche sei tessitrici  contemporaneamente. A Morgongiori i tessuti tipici ornati di motivi floreali e geometrici. Ad Armungia, un piccolo villaggio tra gli altipiani del Gerrei, all’interno del museo etnografico di Armungia si trova il laboratorio di Casa Lussu, nelle case minime adiacenti all’area archeologica del Nuraghe. Qui l’Associazione Casa Lussu si occupa di studiare le tecniche di tessitura a mano, e propone seminari, corsi e workshop. Mentre a Sant’Antioco è possibile trovare le tipiche bisacce sarde, ma soprattutto il Museo del Bisso di Chiara Vigo, ultima maestra vivente esperta nella lavorazione del bisso, una fibra tessile di origine animale, che assomiglia alla seta, ottenuta dai filamenti secreti da una specie di molluschi bivalvi marini. Qui Chiara Vigo continua a tramandare questa antica arte e intanto studia da sempre l’animale e le sue caratteristiche, collaborando con la Facoltà di Chimica di Bologna e il Max Planck di Berlino, oltre al Dipartimento di Biologia Marina di Cagliari.

La cucina locale

La cucina sarda ha una forte tradizione pastorale, preparazioni a base di pesce e influenze di altre culture. Tra i piatti tipici spaghetti con bottarga e carciofi, la burrida, a base di gattuccio di mare e noci, e la fregula. Il pane più famoso è il carasau, introdotto dagli arabi nel IX secolo, e i formaggi, pecorino e fiore sardo, freschi o stagionati, cremosi o affumicati, sono la specialità sarda per eccellenza. Tra i primi piatti anche i malloreddus, gnocchetti di semola e zafferano conditi con pomodoro e formaggio, e i culingionis, ravioli ripieni di pecorino, patate, aglio e menta conditi con salsa di pomodoro.. Di derivazione iberica sono, invece, la cassola, zuppa di pesce, e le panadas, calzoni farciti con carne o verdure. E il porceddu, maialino da latte cotto allo spiedo. Tra i dolci le pardulas, dolcetti a base di formaggio, le candelaus, palline di pasta di mandorla all’arancia, le seadas, ravioloni ripieni di formaggio, fritti e ricoperti di miele.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il sardo è una lingua neolatina che ha mantenuto le sue caratteristiche originarie grazie alla posizione geografica dell’isola. Più isolata e meno sottoposta a influenze straniere, ha potuto mantenere nella sua lingua elementi di greco e di punico, ma anche di spagnolo. Dal 1327 al 1720 la Sardegna è stata infatti dominata alla Spagna e lo spagnolo era lingua ufficiale nei tribunali e nelle scuole. Vocaboli come ventana (“finestra”) o calentura (“febbre”), tutt’ora in uso, sono stati adottati dal sardo proprio in quel periodo.

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