Alla scoperta del Piemonte, tradizioni e numeri della regione più bella del mondo

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta del Piemonte: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti della regione più bella del mondo.

Ad incoronare con questo titolo la regione è stata la prestigiosa guida Lonely Planet 2019 che la inserisce al primo posto tra le mete da visitare nel mondo. Viaggiare in Piemonte significa perdersi tra degustazioni di vini, itinerari mozzafiato nelle Alpi Marittime, villaggi immersi nella natura e tra i laghi. Ma anche arte classica e contemporanea, monumenti, festival e grandi fiere. Un vero tesoro ricco di paesaggi, storia, cultura ed enogastronomia.

Gli abitanti e le imprese del Piemonte

Il Piemonte è al secondo posto per superficie tra le regioni italiane, la sua densità abitativa è di 172 abitanti per km² ed è composta da 1.181 comuni distribuiti in otto province.

La regione ha un ricco tessuto di imprese, qui sono nate la Fiat e l’Olivetti e nel settore dolciario il marchio più conosciuto al mondo è sicuramente la Ferrero. Fondata ad Alba, in provincia di Cuneo, dove ha ancora sede il suo stabilimento più grande. Poi ci sono Novi, fondata nel 1903, e Pernigotti nata 1868, entrambe a Novi Ligure. Balocco, Venchi, Maina e La Suissa, dalla storia più recente ma sempre specializzata nella produzione di cioccolato, grande tradizione Piemontese. Poi Gancia e Menabrea, il birrificio attivo più antico d’Italia. La tradizione enogastronomica è così radicata che proprio in Piemonte è nata Slow Food, che ha dato vita al Salone Internazionale del Gusto e a Terra Madre, e il primo Eataly.

Non solo food ma anche moda con Superga ed Invicta, Kappa, K-Way e Conbipel. Nel settore arredo e complemento Serralunga, specializzata nell’arredo da giardino e Gufram. Poi lo storico marchio di posate Sambonet, e Paglieri, che dal 1926 produce il famoso talco Felce Azzurra. Ed anche industria chimica con il Gruppo Mossi Ghisolfi leader nell’innovazione applicata al settore del PET e innovazione nella ricerca e nella produzione di bioplastiche biodegradabili e compostabili con Novamont che ha brevettato la famiglia di materiali MATER-BI. Queste solo alcune delle moltissime aziende presenti sul territorio.

Cittadella di Alessandria | shutterstock_Novikov Aleksey

Alessandria

Una città dalla storia antica, fondata nel XII secolo, divenuta poi importante centro militare e di difesa dall’avanzata di Federico Barbarossa in Italia e protagonista del Risorgimento d’Italia. Una città fortezza, caratteristica che si legge ancora tra gli edifici e nella pianta della città, e soprattutto nella sua Cittadella, uno degli esempi più importanti di architettura militare presenti in Italia. Costruita dai Savoia e separata dalla città dal fiume Tanaro, circondata dalla campagna, la sua struttura è ancora intatta, con la forma a stella e sei bastioni. Tra i palazzi da vedere in città ci sono il Palazzo Municipale, chiamato palazzo Rosso, con i suoi portici e l’orologio a tre quadranti che indicano i giorni delle fasi lunari, l’ora e, quello di destra, mese, data e il giorno della settimana. Poi il Palazzo delle Poste costruito negli anni quaranta, sulla cui facciata principale si possono ammirare i mosaici di Gino Severini, ed il Palazzo Ghilini sede della Prefettura, monumentale costruzione settecentesca. Tra gli edifici religiosi la Cattedrale di San Pietro che si trova al centro della città ed è costruita in stile neoclassico. Al suo interno è possibile ammirare le 24 statue dei Santi protettori delle città della Lega Lombarda, le sue vetrate istoriate e un coro settecentesco in legno intarsiato, su cui campeggia un dipinto di Callisto da Lodi. In città anche diversi musei, tra questi il Museo del cappello Borsalino, reso celebre in tutto il mondo dagli attori americani che hanno indossato questo cappello in numerosi film hollywoodiani. Nell’antica sede dell’azienda, temporaneamente chiuso per riallestimento, il museo racconta la storia della produzione dei cappelli. Poi le Sale d’arte, con alcune delle più importanti opere e oggetti d’arte appartenenti alle collezioni del Museo e della Pinacoteca civica che vanno dal Medioevo al novecento. Il Museo etnografico “C’era una volta”, che ricrea ambienti pubblici e privati della società contadina fra ottocento e novecento, e il Teatro delle scienze con il Museo di Scienze Naturali e Planetario. La città ospita anche diverse manifestazioni enogastronomiche, culturali e musicali, come il Salone Nazionale del Biscotto, dedicato ai tradizionali biscotti piemontesi e non solo. La città è anche sede dei dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali e Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale.

La provincia di Alessandria è ricca di borghi e castelli, spazi verdi, terme e vigneti che la rendono una destinazione perfetta per turismo enogastronomico. Per gli appassionati di storia e arte, a Sezzadio c’è l’abbazia di Santa Giustina, fondata dai Benedettini nel 1030, che conserva un magnifico pavimento musivo del IX-X secolo. Per immergersi in un cammino tra fede e natura bisogna visitare il Sacro Monte di Crea, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Un tracciato immerso in una riserva naturale istituita per tutelare l’ambiente naturale nel quale sono inserite le cappelle e i romitori che compongono il Sacro Monte. Un percorso che inizia dalla Basilica della Madonna di Crea e comprende 23 cappelle e i 5 romitori, e giunge alla Cappella dell’Incoronazione della Vergine.

Per godere di un po’ di relax alle terme la sosta è ad Acqui Terme, famosa località termale sin dall’antichità, dove visitare anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta. A Tortona invece, secondo le leggende, si troverebbe il Sacro Graal. Questa città ha ospitato per circa sessant’anni la sede dei templari e nel suo Duomo è custodito un pezzo della croce lignea che si racconta fu portato dai Templari dalla Terra Santa. Per chi ha voglia di esplorare il territorio si può scegliere di percorrere l’antica mulattiera che conduce alle pendici del Monte Antola e raggiungere il borgo di Reneuzzi abbandonato dal dopoguerra.

shutterstock_Olgysha

Asti

Asti si trova nel nel cuore del Monferrato, zona di colline e torrenti, vigneti e natura, una delle regine dell’enogastronomia del Piemonte. Città medievale, con torri, piazze ed edifici religiosi che caratterizzano il suo centro. Svetta il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, edificio gotico, realizzata in cotto e tufo, decorata con affreschi e mosaici. Mentre la torre più antica e più alta è la Torre Troyana che è anche la meglio conservata del Piemonte. E poi la Torre del Comentini, la Torre de Regibus e la Rossa di San Secondo. Da vedere anche la Cripta e il museo di Sant’Anastasio, sito archeologico e sede museale. Oltre ai reperti conservati nel museo, qui sono visibili tra le altre cose anche i resti della pavimentazione romana e degli insediamenti tardo-antichi con le tombe dell’VIII secolo. A Palazzo Alfieri si può visitare la Fondazione Guglielminetti, che oltre ad ospitare mostre temporanee, ha un percorso espositivo permanente con una collezione di scultura e scenografia dell’artista astigiano. Appena fuori al centro storico tra gli edifici da visitare il complesso monumentale di San Pietro, detto la Rotonda. Architettura medievale in stile romanico astigiano con una chiesa a pianta centrale. L’evento più sentito in città è il Palio che si svolge a Piazza Campo del Palio da otto secoli. Una corsa con cavalieri e fantini accompagnata da un corteo storico con oltre 1200 personaggi in costume d’epoca a cui è dedicato anche un museo. Ed anche il Festival delle Sagre, appuntamento dedicato alla cucina.

La provincia di Asti è un luogo adatto per chi ama il turismo sostenibile da vivere a piedi, in bicicletta e a cavallo, attraverso degli itinerari escursionistici a contatto con la natura. Sono tantissimi i percorsi da poter seguire tra Monferrato e Langa Astigiana per esplorare un territorio straordinario e vario caratterizzato dalla bellezza delle colline costellate dai vigneti e dai boschi impervi che diradano verso i bianchi calanchi. Ma anche arte e cultura, il romanico è lo stile più significativo di questa regione, tanto che nel 2019 è stata istituita la prima Giornata del Romanico. Dal 12 al 14 aprile ci saranno tre giorni di eventi, incontri, itinerari, mostre e visite guidate in oltre 60 chiese, abbazie e cappelle in tutto il territorio regionale. Esempi di chiese romaniche si trovano a Montiglio Monferrato, nella pieve di San Lorenzo e a Cortazzone, nella pieve di San Secondo. In provincia di Asti si possono visitare anche diversi castelli come a Piea, San Martino Alfieri, Castell’Alfero e Montiglio. All’interno del castello di Costigliole d’Asti è ospitato l’ICIF – Italian Culinary Institute for Foreigners, e poi nel borgo di Cisterna d’Asti, si può visitare il Museo di Arti e Mestieri di un Tempo, che ricostruisce antiche botteghe artigiane. Ad Albugnano invece si trova l’Abbazia di Vezzolano, in stile romanico-gotico, mentre Agliano è famosa per le sue terme.

Oasi Zegna | shutterstock_Marco Maggesi

Biella

Città dal cuore medievale, il cui centro si trova nel quartiere Piazzo, nella parte alta della città, raggiungibile con una funicolare. Qui Piazza Cisterna, antica sede del Comune e del mercato. Da visitare la chiesa romanica di San Giacomo e il Duomo dedicato a Santa Maria Maggiore e Santo Stefano, di stile gotico, con archi ogivali, volte a vela cordonate e cupola ottagonale. Il Battistero di San Giovanni Battista, splendido esempio di romanico piemontese, e la Basilica di San Sebastiano, un esempio di architettura rinascimentale rimaneggiata nell’800. Al suo interno opere di Rodolfo Morgari, Bernardino Lanino e Defendente Ferrari. Il museo della città è il Museo del Territorio Biellese che raccoglie testimonianze dell’intero territorio dalla preistoria fino al ‘900. Per gli appassionati di arte contemporanea da visitare il M.A.C.I.S.T. Museum – Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze e la Cittadellarte Fondazione Pistoletto dell’artista Michelangelo Pistoletto che ha creato questo luogo con l’obiettivo di ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società attraverso arte, idee e progetti creativi. Da visitare anche il Falseum Museo del falso e dell’inganno al Castello di Verrone, un museo dedicato al mondo delle bugie che racconta di come l’uomo, con il falso, abbia cambiato il corso della storia. La città di Biella è legata alle sue famose industrie tessili, diventata centro di eccellenza nella lavorazione, in particolare della lana, grazie alla presenza dei numerosi allevamenti. Tradizione ancora fiorente che vede la città tra i tre più importanti distretti tessili italiani, tant’è che il Polo Universitario Biellese, con sede nella Città Studi progettata dall’architetto Gae Aulenti, ha un centro di innovazione tessile gestito con oltre 80 imprese e istituti di ricerca e programmi con 16 Paesi stranieri per la formazione tecnica all’estero. In città anche la Fondazione FILA Museum, archivio d’impresa azienda laniera

La provincia di Biella è perfetta per chi ama passeggiare nella natura o ammirare la bellezza di antichi borghi e luoghi intrisi di spiritualità, come il Sacro Monte, riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e recentemente istituito Riserva Speciale della Regione Piemonte. Un percorso con dodici cappelle dedicate alla vita della Vergine e popolate di statue in terracotta policroma a grandezza naturale. A Bielmonte si trova l’Oasi Zegna, un luogo immerso nella natura creato da Ermenegildo Zegna negli anni Cinquanta. Un luogo dove dedicarsi agli sport come sci e mountain bike, e al trekking, ed anche per chi ama scoprire la natura in sella al cavallo. Per accedere all’Oasi o percorrere la Panoramica Zegna il punto di partenza è Trivero, dove si può visitare il Lanificio Zegna, in una palazzina anni Trenta, oggi centro culturale ed espositivo e sede dell’archivio storico Ermenegildo Zegna. Tra i luoghi da visitare in provincia anche il ricetto di Candelo una struttura fortificata di epoca medievale dove si conservavano i beni e provviste e dove ci si rifugiava in caso di attacchi esterni.

shutterstock_Claudio Giovanni Colombo

Cuneo

Cuneo è la tipica città piemontese dall’eleganza sabauda, qui si mangia bene e si respira aria di montagna. Circondata dalle Alpi Marittime e Cozie, il nucleo più antico della città è stato costruito seguendo un impianto a scacchiera che si muove lungo una via mediana, via Roma, che poi continua su Piazza Galimberti, il cuore della città. A rendere particolare queste vie i porticati, percorsi che si snodano per circa otto chilometri lungo il centro storico. Tra gli edifici religiosi da visitare la Chiesa di Santa Maria del Bosco, più volte rimaneggiata perché crollata e ricostruita in stile Barocco nel 1660 per poi essere restaurata nel Settecento, e completata con l’attuale facciata Neoclassica a metà dell’Ottocento. Al suo interno conserva un originale coro ligneo del ‘600. Numerose chiese barocche, tra queste anche Sant’ Ambrogio, dedicata ai milanesi che aiutarono la nascita della città alle sue origini, Santa Maria e Santa Chiara e la Chiesa di Santa Croce che custodisce la Cattedra Gotica di San Bernardino e la tela del Moncalvo che raffigura la Madonna col Bambino e Santi, dipinta tra Seicento e Settecento. Per conoscere la storia del territorio il Museo Civico oppure il Museo Casa Galimberti per scoprire attraverso la vita della famiglia Galimberti la storia tra Ottocento e Novecento.

La provincia di Cuneo è molto apprezzata per il turismo lento, tra i nobili vigneti e i percorsi enogastronomici delle Langhe. Alba, sulla riva destra del fiume Tanaro, è conosciuta in tutto il mondo per il Tartufo Bianco e la fiera internazionale ad esso dedicata, Il suo centro storico è caratterizzato da vicoli medievali, torri, case-forti, grandi chiese. Come abbiamo visto il tartufo è il re di queste terre tanto che a Roddi, c’è Università dei Cani da Tartufo, fondata nel 1880, dove i tabui, i fidi compagni del cercatore di tartufo, vengono addestrati per cercare il prezioso prodotto. Mentre nell’antico borgo di origine romana di Pollenzo, si trova l’Università di Scienze Gastronomiche, fondata nel 2004 su iniziativa di Slow Food con la missione di diffondere la cultura enogastronomica in tutto il mondo. La sua sede si trova nel Complesso Albertino dell’ex Agenzia Agricola del Parco Reale. A Barolo, oltre che assaggiare vini eccellenti e visitare botteghe e cantine, si trovano luoghi d’interesse storico e culturale come il Castello dei Marchesi Falletti di Barolo dove oggi ha sede il WiMu – Wine Museum e l’Enoteca Regionale del Barolo, che seleziona i vini locali più pregiati. E poi a Grinzane Cavour sorge l’antico Castello che ospitò Camillo Benso Conte di Cavour, a Serralunga D’Alba c’è la Tenuta di Fontanafredda e a La Morra la cappella policroma della Madonna delle Grazie.

Isola San Giulio | shutterstock_Luca Lorenzelli

Novara

Novara non è tra le prime mete turistiche del Piemonte eppure merita una visita. Il suo centro storico è abbellito da palazzi colorati con architetture ottocentesche. La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il complesso degli edifici monumentali composto da Battistero, Palazzo vescovile, Canonica e Chiesa della confraternita di San Giovanni Decollato costituiscono un nucleo di particolare interesse in città, sia dal punto di vista storico che artistico. Se si vuole ammirare la città dall’alto si può salire sulla cupola della Basilica di San Gaudenzio. Tra le opere dell’architetto Antonelli anche Casa Bossi, palazzo residenziale in stile neoclassico. Poi il Castello di Novara, immerso in un bellissimo parco, durante i secoli ha cambiato più volte forma e funzione ed oggi ospita mostre ed eventi culturali. E il complesso monumentale del Broletto una corte su cui si affacciano edifici medioevali con loggiati e affreschi quattrocenteschi racconta storie di poemi cavallereschi. Qui ha sede la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni. Nel centro della città il biscottificio Camporelli che dal 1852 produce i classici Biscottini di Novara. Novara ospita anche i dipartimenti di Scienze del Farmaco, studi per l’Economia e l’Impresa, Medicina traslazionale e Scienze della salute dell’Università del Piemonte Orientale.

Per spostarsi in provincia di Novara il mezzo migliore è la bicicletta. Qui si possono percorrere le tante stradine per scoprire chiesette, pievi e oratori affrescati, come l’Oratorio di Santa Maria a Garbagna Novarese. Oppure seguire gli itinerari dedicati al famoso architetto Alessandro Antonelli che in queste terre nacque e operò e vedere ad esempio Villa Caccia di Romagnano Sesia o il Santuario di BocaInvece la Riviera del Lago d’Orta, tra le province di Novara, Vercelli e il Verbano è il luogo ideale per chi ama i paesaggi, molto apprezzata anche dai pittori. Qui si può passeggiare lungo le rive e visitare anche Orta San Giulio, piccolo borgo, con un isolotto, sul Lago di Orta. Il suo centro è pieno di piccole viuzze e scorci caratteristici.

Torino | shutterstock_ZM_Photo

Torino

Una città che affonda le sue radici nell’antica Roma ma capace di rinnovarsi guardando al futuro. Il suo ruolo è stato centrale nel corso dei secoli, prima come centro del regno dei Savoia, poi nominata prima capitale d’Italia, e infine città dell’industria che oggi abbraccia una nuova missione quella di città di cultura. A dare una prima scossa al cambiamento della città i XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, da allora ha preso il via la riqualificazione degli spazi che raccontano la storia industriale della città. Qui convivono gli eleganti edifici nobiliari dei Savoia con le sue splendide piazze, il recupero delle aree industriali e le nuove architetture, come la Nuvola di Cino Zucchi, sede degli uffici direzionali Lavazza. Attraversata dal fiume Po e circondata dalle colline e dalle montagne. I palazzi lasciati in eredità dai Savoia oggi costituiscono un unico sito seriale, tutelato dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Nel centro della città undici residenze, tra queste Palazzo Reale, che con l’Armeria Reale, la  Galleria Sabauda, il Museo di antichità, i Giardini Reali, la Biblioteca  Reale, le Sale Chiablese e la Cappella della Sacra Sindone, costituiscono i Musei Reali di Torino.Poi l’Archivio di Stato, la Facciata del Teatro Regio e Palazzo Chiablese e Palazzo Madama,  intorno a Piazza Castello che raccontano quasi tutte le fasi architettoniche della città. Simbolo della città la Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, il Parco del Valentino è il più famoso e antico parco pubblico della città con il Castello del Valentino. Tra i musei da visitare anche il Museo Egizio, la GAM Galleria d’Arte Moderna, il più antico museo d’arte moderna d’Italia, il Museo dell’automobile di Torino. Una città viva e sensibile, aperta alle arti e allo sviluppo. Qui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fondazione Merz e le OGR, le Officine Grandi Riparazioni Ferroviarie. Una vera e propria fabbrica del contemporaneo proiettata verso il futuro. Ma anche città universitaria con l’Università degli Studi e il Politecnico di Torino.

La cultura e le bellezze vanno oltre i confini della città, circondata da giardini e vigneti, poco distante dal centro Villa della Regina, con splendidi giardini all’italiana con padiglioni, giochi d’acque e aree agricole nuovamente produttive. Il Castello di Rivoli, oggi sede di un museo d’arte contemporanea e la Palazzina di Caccia di Stupinigi, capolavoro rococò di Filippo Juvarra. E poi la meravigliosa Venaria Reale, antica palazzina di caccia, tra le residenze reali più belle d’Europa. A collegno invece la Lavanderia a Vapore, un polo regionale per la danza contemporanea. Ma anche borghi e castelli, come Usseaux, piccolissimo borgo di appena 191 abitanti, dove si possono visitare edifici che risalgono al 1700, con ad esempio il forno, il lavatoio ed il mulino. Il Castello Ducale di Agliè, il castello di Avigliana con il suo castello sulla sommità del monte Pezzulano e il Forte di Fenestrelle, costituito da tre complessi fortificati: il San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli, uniti da un tunnel.

Villa Taranto | shutterstock_elesi

Verbano-Cusio-Ossola

La zona di Verbania e tra i posti più belli del Piemonte, tra il lago d’Orta e il lago Maggiore. Qui la famiglia milanese dei Borromeo, gli asburgici e i savoia costruirono ville bellissime con giardini in riva al lago ancora visitabili. La più bella è Villa Taranto con più di 20000 varietà di piante ornamentali europee e piante tropicali ed esotiche. Poi villa San Remigio con un Hortus Conclusus, un orto medievale che insieme al frutteto e al giardino della Letizia e dei Sapori forma il parco di San Remigio. Al cui interno si trova l’oratorio costruito nel 1100 decorato con preziosi affreschi. Dal lungolago si vede l’isola di San Giovanni, dove sorge il palazzo Borromeo edificio barocco residenza estiva di Arturo Toscanini fino alla metà del ‘900. Anche qui esempi di architettura romanica come la chiesa Madonna di Campagna. Il palazzo Dugnani, in stile barocco, invece oggi ospita il Museo storico e artistico del Verbano e del Paesaggio.

Nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola si trova Vogogna, borgo la cui storia risale ai tempi dei Romani. Qui da visitare il Castello Visconteo, la Rocca e Palazzo Pretorio. Ed anche Baveno antica località di villeggiatura che accoglie i turisti sin dal 1700 con meravigliose ville. del ‘900, dell’800 e del ‘500. Come Villa Brandolini d’Adda, costruita nel XVI secolo, con un parco diviso in 4 aree il giardino all’inglese, il giardino all’italiana, alla francese e alla giapponese. La Valle Vigezzo, un altopiano di origine glaciale che si apre fra le Alpi Lepontine, a 800 mt. sul livello del mare tra l’Ossola e il Canton Ticino. Ed ancora la Val Formazza con la bellissima Cascata del Toce e il Sacro Monte della Santa Trinità. Con il porticato con la via Crucis, le tre cappelle e il santuario che si affaccia sul Lago Maggiore. E poi Omegna, con il centro storico ricco di chiese romaniche, un battistero ed una collegiata, e il borgo medievale di Domodossola.

shutterstock_Andrea Cherchi

Vercelli

Il centro storico della città custodisce chiese ed edifici di pregio e da qui passa anche la Via Francigena, l’antico cammino dei pellegrini che collegava Canterbury a Roma. La Basilica di Sant’Andrea, monumento simbolo di Vercelli costruita tra 1219 e 1227, un bellissimo esempio di fusione tra romanico lombardo e gotico. Poi la Cattedrale di Sant’Eusebio, più volte distrutta e ricostruita, il nucleo più antico è il campanile, che spicca accanto alla cupola. Qui vicino si trova il Museo del Tesoro del Duomo e la Biblioteca Capitolare.

E la Sinagoga costruita tra 1875 e 1878 con una splendida facciata in pietre arenarie bianche e grigio azzurre. Altro edificio di grande interesse è la chiesa di San Cristoforo che custodisce il ciclo di dipinti di Gaudenzio Ferrari, una delle testimonianze pittoriche più significative dell’Italia settentrionale. A Vercelli si può visitare anche il Museo Francesco Borgogna, una delle pinacoteche più importanti del Piemonte e il MAC – Museo Archeologico Città di Vercelli “Luigi Bruzza”, per conoscere la storia della città in epoca romana. Per assaggiare una specialità tipica la tappa è alla Pasticceria Follis, in attività dal 1904 specializzata nella produzione di bicciolani, biscotti fatti seguendo una ricetta del periodo rinascimentale che mescola alla pastafrolla una miscela di spezie, tra le quali la cannella. In città c’è anche la sede del dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale e ogni anno si svolge il Concorso Internazionale di Musica Gian Battista Viotti, uno dei più antichi concorsi musicali in Italia.

Le campagne tra Novara e Vercelli hanno il fascino delle risaie, il periodo più suggestivo per girovagare a piedi o in bicicletta è la tarda primavera. In questo periodo i campi sono allagati e le cascine sembrano isolotti che spuntano tra i quadri delle risaie. Il periodo migliore per conoscere la storia e le tradizioni di questa terra e assaggiare queste eccellenti produzioni, come l’Acquerello una particolare varietà di riso a cui è dedicato anche un museo nella Tenuta Colombara. Tra le più affascinanti testimonianze del territorio di risaia l’Abbazia E Principato di Lucedio, fondata nel 1123 dai cistercensi. Oggi è azienda agricola che ha saputo conservare gli ambienti medievali offrendo ai visitatori la possibilità di visitare la Sala dei Conversi, la Sala Capitolare, il Chiostro, il Refettorio e la Galleria. Oltre alla parte medievale, è anche possibile visitare l’Azienda Agricola di Lucedio e conoscere tutte le fasi della coltivazione e produzione del riso.

I parchi del Piemonte

Il territorio così ricco di aree verdi comprende 94 Aree protette per una superficie complessiva di 137.332 ettari. Oltre alle Aree protette regionali, la regione Piemonte conta due Parchi Nazionali: il Gran Paradiso­, istituito nel 1922, e la Val Grande­ istituito nel 1992.

Le eccellenze del Piemonte

Per raccontare le eccellenze regionali non si può che partire da quelle enogastronomiche, come il tartufo bianco, la nocciola tonda gentile e sicuramente anche i vini. La regione ha 45.000 ettari di vigneto che producono eccellenze rinomate anche all’estero, con 16 vini che hanno ottenuto il riconoscimento DOCG e 42 riconosciuti DOC. Tra questi i rossi come il Barolo, il Barbaresco, il Roero, la Barbera, la Freisa, il Grignolino, il Nebbiolo, il Dolcetto. E poi i bianchi l’Arneis, la Favorita, il Cortese, e gli spumanti come il Moscato e il Brachetto e i passiti come il Barolo chinato.

Non solo enogastronomia ma anche alto artigianato. La tradizione artigiana è così radicata che la Regione Piemonte ha istituito il marchio Piemonte Eccellenza Artigiana, insieme alle associazioni artigiane di categoria, e alla Commissione regionale per l’Artigianato. Alcune delle lavorazione tipiche più diffuse nella regione sono quella del legno e del restauro, dei metalli, della pietra e del vetro. Ci sono inoltre laboratori tessili in cui si eseguono ricami, arazzi e lavorazione di tessuti realizzati completamente a mano oltre che i famosi cappelli Borsalino di Alessandria. Biella ha un distretto tessile di eccellenza, qui si producono filati, tessuti e abbigliamento, specie in lana, ma anche produzione di macchine per l’industria. Qui si trova Vitale Barberis Canonico, il lanificio più antico d’Italia. E a Mondovì sono rinomate le ceramiche ornamentali e le stoviglie, mentre a Valenza l’oreficeria. Nel cuore della città di Biella, si producono calzature fatte a mano su misura. Barbera S. e Figli, è una bottega nata nel 1968 dove di padre in figlio si tramanda il mestiere di Maestro d’arte, coniugando tradizione e innovazione.

La cucina locale

La tradizione enogastronomica Piemontese è rinomata, molti i prodotti tipici di questa regione. Come la bagna caôda, ricetta invernale a base di acciughe sotto sale, olio e aglio, risultato di secoli di baratti e passaggi lungo le vie del sale. Ed anche la battuta, piatto tipico a base di girello di fassone piemontese, e i tajarin pasta lunga fresca al sugo d’arrosto. Tra i formaggi il Murazzano DOP raro formaggio prodotto principalmente da latte di pecora delle Langhe, considerata a rischio di estinzione e la Robiola di Roccaverano DOP, ottenuta con il latte crudo delle capre di razza autoctona e unico formaggio caprino storico d’Italia. Ed anche i dolci e i biscotti come krumiri, i biscotti di pasta frolla dalla forma incurvata simili ai baffi a manubrio del Re Vittorio Emanuele II e i baci di dama, delizioso impasto a base di nocciole e mandorle con cioccolata. E poi i brut e bon, pasticcini secchi di mandorle e vaniglia e gli  amaretti di Mombaruzzo, realizzati con mandorle, albumi, zucchero, armelline ricavate dal nocciolo delle albicocche e delle pesche. E il Cuneese al rum, un grosso cioccolatino formato da due cialde di meringa che racchiudono un interno di crema pasticcera mista a pepite di cioccolato fondente e rhum. Creato nel 1923 da Andrea Arione e protetto dal Brevetto per Marchio d’Impresa dallo stesso inventore.

 

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • In Piemonte non si parla solo l’italiano, ma vanta ben 5 lingue storiche riconosciute e tutelate come minoranze linguistiche: piemontese, occitano, francoprovenzale, francese e walser, la lingua germanica dei coloni alemanni.

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