Quante case ci sono in Italia?

Vi siete mai chiesti quante case ci sono in Italia? Conosciamo il preciso numero di case/abitazioni presenti sul territorio italiano.

Quante case ci sono in Italia?

Spesso si tende a considerare i termini casa e abitazione sinonimi. Non è proprio così. Difatti esiste una differenza tra le definizioni di “prima casa” e “abitazione principale“. Se da un lato è vero che i due termini possono coincidere è anche vero che possono non indicare la stessa cosa. Le differenze sono da ricercarsi sostanzialmente nei requisiti e nei benefici fiscali di cui è possibile usufruire per una o per l’altra.

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Il termine prima casa fa riferimento al possesso dell’immobile e implica determinate condizioni dal punto di vista fiscale, definite appunto “agevolazioni prima casa”. Quando si parla di abitazione principale, invece, ci si riferisce a quell’immobile in cui si ha propria residenza. La legge ci dice che si deve essere residenti nel comune della prima casa ma non è detto che quest’ultima coincida con l’abitazione principale, definita appunto come dimora abituale. In definitiva “prima casa” e “abitazione principale” possono coincidere, essere quindi la stessa cosa, oppure no.

Chiariti questi concetti di base, quante case ci sono in Italia? In Italia ci sono 74,3 milioni di immobili, ma solo 64,5 milioni producono rendite catastali. Cosa significa questo?

Quante case ci sono in Italia

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Classificazione degli immobili

Gli immobili vengono classificati in categorie catastali definite con le lettere A, B, C, D, E, F a cui segue uno slash e un numero. Le categorie catastali indicano la destinazione d’uso degli immobili, la rendita e, di conseguenza, la tassazione applicata. Quindi le classi catastali consentono di conoscere sia la destinazione di un edificio che la sua rendita (quest’ultimo è, per esempio, un dato molto importante per il calcolo dell’IMU). Ecco in sintesi una descrizione dei vari gruppi catastali:

  • Gruppo A, alloggi e uffici privati.
  • Gruppo B, scuole, uffici pubblici e ospedali.
  • Gruppo C, attività commerciali o artigianali che appartengono a privati.
  • Gruppo D, stabilimenti industriali, alberghi, cinema e teatri.
  • Gruppo E, aeroporti, porti, stazioni autobus, stazioni ferroviarie, edicole e chiese.
  • Gruppo F, lastrici solari e fabbricati non abitabili o agibili.

Vien da sè che i gruppi più numerosi sono A e C che rappresentano circa il 90% degli immobili accatastati la cui rendita catastale è del 66% del totale. Mentre il 28% della rendita catastale italiana è rappresentata dagli immobili appartenenti al gruppo D.

A questo punto per comprendere la cifra finale dobbiamo sottrarre al numero di immobili presenti nel nostro paese (74,3 milioni) alcune particolari categorie. Parliamo di immobili che non producono reddito, ovvero i beni comuni non censibili, che sono circa 6 milioni, e di immobili che appartengono alla categoria catastale F (come i ruderi), circa 3 milioni. Arriviamo, in questo modo, al numero totale di immobili dichiarati dal Catasto, 64,5 milioni.

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Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu?

  • L’Italia conta una popolazione di circa 60,2 milioni di abitanti su una superficie di 302.072,84 km².
  • Il nome “Italia” nasce come toponimo, ovvero come nome proprio di un luogo geografico. L’origine di tale denominazione è alquanto controversa. Secondo un’interpretazione alto-medioevale il nome “Italia” sarebbe stato portato da navigatori provenienti da Attàleia (oggi Adàlia) città marittima della Panfilia, a sua volta fondata, in epoca ancora più antica, da coloni greci provenienti dall’omonima città della Lidia, regione questa dell’Anatolia Occidentale.

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Biologa