Benvenuti nel Castello di Neve più grande al mondo!

Un ‘caldo’ benvenuto nel più famoso Castello di Neve! Chissà quanti di voi hanno sognato, o tutt’ora sognano, di costruire un castello di neve entro cui inscenare fiabesche rappresentazioni in stile disneyano. D’accordo darsi al teatro per qualche attimo, ma… dormireste mai su un letto di neve in una stanza-igloo in Lapponia?

A quanto pare i più coraggiosi osano dimorare, e non sono nemmeno pochi, a giudicare dalla difficoltà di prenotare una stanza tra ottobre e la metà di aprile di ogni anno nel castello di Neve a Kemi.

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La stessa situazione ripetuta da più di vent’anni, quando a Kemi, cittadina portuale affacciata sul Baltico sulla costa finlandese all’estremità settentrionale del Golfo di Botnia, si decise di dar vita ad un progetto più che ambizioso, che sfiorava l’assurdo.

La sinergia tra spirito pionieristico, aspettative di successo ed una necessaria spinta onirica ha generato uno dei più originali monumenti effimeri della contemporaneità, completamente realizzato con la neve compattata. Il Lumi Linna (lumi= neve; linna= castello in finlandese) viene ricostruito ogni autunno ed aperto al pubblico sino alla metà di aprile, sempre che la stagione sia particolarmente rigida e, dunque, ‘clemente’ per il mantenimento in sicurezza della struttura. Capita sovente, però, che le visite siano interdette già nelle ultime settimane di marzo, qualora in Lapponia si registrino temperature che potrebbero minare lo stato di salute del fiabesco castello.

L’UNICEF supporta questo progetto stravagante, diventato un appuntamento fisso in grado di attirare turisti da ogni dove proprio a Kemi. Insomma, l’equivalente dell’Effetto Bilbao, solo spostato a quelle latitudini estreme.

Gli stranieri di solito accorrono anche per galleggiare sull’acqua del mare (dopo aver appositamente forato lo spesso strato di ghiaccio), solo dopo aver indossato ermetiche mute stagne a poca distanza dalla rompighiaccio Sampo, attraccata nel porto di Kemi e prima di proseguire la trasferta verso Rovaniemi a conoscere Babbo Natale, che, come risaputo, abita sul Circolo Polare Artico, il Napapijri.

Le attrazioni attorno a Kemi sono tante, ma quella più impressionante è, ovviamente, il celebre Castello di Neve.

Ogni anno una giuria seleziona diversi artisti e scultori del ghiaccio provenienti da tutto il mondo, perché essi possano progettare il palazzo glaciale per la stagione invernale dell’anno successivo. Con l’avvento della primavera e con l’innalzamento delle temperature non solo il Baltico tornerà al suo stato liquido, ma anche la stessa struttura realizzata interamente con blocchi di neve compattata scomparirà.

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Non è solo un gelido monumento poeticamente provvisorio, bensì si presta ad accogliere i visitatori di tutte le età in maniera ogni anno originalissima, se si pensa che gli artisti sono invitati ad elaborare opere scenografiche con il solo uso della neve e della luce a led colorata, su un tema prescelto. Un anno il castello è stato abitato da cavalieri, re e regine che si contrapponevano a mostri incatenati nelle carceri e che, di tanto in tanto, evadevano dopo aver ‘dilatato’ le sbarre delle proprie gabbie di neve, senza bisogno di alcuna lima.

Per questo quando si percorre il corridoio principale del complesso sul quale si aprono le diverse stanze da letto, complete di tutti i comfort del caso (purtroppo) fatti di neve, si deve stare accorti. Ci si sente osservati da imperscrutabili occhi di giganti, guardiani e civette infestanti che paiono essere reali, solamente fossilizzati sotto allo strato di neve come dopo un’improvvisa bufera artica. Allo stupore di questa creazione unica nel suo genere, classificata come il più grande castello di neve al mondo, si deve abbattere il pregiudizio secondo il quale l’interno debba essere caratterizzato da un freddo glaciale. È presto detto: gli ambienti in cui circolano i turisti, non toccano quasi mai i -5 gradi, mentre all’esterno si possono raggiungere con facilità i -30. La sapevano lunga gli inuit del Polo Nord!

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Vi verrà la pelle d’oca non soltanto per il clima, ma anche per il realismo delle sculture che animano l’intero percorso, costellandolo di incontri con orchi, orsi, civette, chiromanti, guerrieri a riposo che sorseggiano enormi boccali ghiacciati, scranni per ignoti reali, gogne pronte ad infliggere pene terribili ai traditori del regno di ghiaccio. Ad ogni angolo ci si aspetta di imbattersi in un dragone, ma ben presto ci ricordiamo che non può sputare fuoco, altrimenti affogherebbe anche lui…

Tuttavia, una volta superato l’asse centrale protetto da queste creature ibernate, ci troviamo nell’ampia corte dove è possibile scivolare con appositi ciambelloni da una lunga rampa, prima di ristorarci al bar di ghiaccio, ben illuminato da candelieri in ghiaccio, a degustare una cioccolata calda o un drink, rigorosamente servito in un calice scolpito al momento dal barman!

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Ah, se volete fare colpo sulla vostra dolce metà, prendete seriamente in considerazione di sposarvi nella cappella che si trova nel castello, ma… organizzatevi per tempo, visto che la lista d’attesa è di qualche anno!

Luca Placci

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