Gioielli incastonati tra le vette: tre chalet minimalisti

Lo chalet di montagna è la costruzione architettonica che forse il di ogni altra richiama alla nostra mente l’idea di rifugio, calore, comfort. È probabilmente il tipo di edificio occidentale più simile alla forma dell’archetipo architettonico della capanna, prima idea di riparo dalle forze della natura selvaggia ed impervia.
Oggi questo rifugio dalle caratteristiche primitive diventa spesso oggetto di un radicale restyling, sempre in bilico tra rispetto della tradizione e stravolgimento.
Ecco tre chalet minimalisti, progetti che si sono fatti notare.

Lo chalet, una architettura dalle umili origini

Quando pensiamo ad uno chalet di montagna, associandolo magari a qualche struttura alberghiera, immaginiamo immediatamente il tepore di un bel camino, tendine e tappezzerie in tessuti tradizionali, arredi in legno massello, parquet, rivestimenti in pietra e maiolica e magari una sostanziosa colazione montanara, corroborante prima di una lunga giornata sulle piste da sci.

Nonostante il fatto che oggi queste strutture siano diventate vere e proprie abitazioni o hotel popolati soprattutto d’inverno per ospitare i turisti accorsi per la stagione sciistica, in realtà l’origine dello chalet di montagna è molto umile.
Essi erano infatti edifici costruiti come basi di appoggio per le attività agricole svolte dagli abitanti montani durante la bella stagione.
Erano edifici molto rustici, non concepiti come abitazioni ma piuttosto come granai o fienili. Al mutare delle metodologie del lavoro agricolo, queste semplici architetture hanno catturato l’attenzione di privati ed investitori, spesso attirati dal loro meraviglioso posizionamento, incastonati in scenari a dir poco suggestivi. Così questi vecchi fienili con interventi di ristrutturazione sono diventati residenze.
Talvolta i proprietari degli chalet hanno voluto commissionare ad affermati studi di architettura dei progetti di riqualificazione che andassero un po’ fuori dagli schemi, e che rivisitassero questi edifici in stile minimalista, mantenendo gli elementi architettonici fondativi di questa tipologia, degli chalet minimalisti insomma.

Un piccolo rifugio svizzero

Il primo progetto di cui vi parliamo è una chicca di architettura nelle Alpi svizzere del Jura realizzata dallo studio Frundgallina Architectes.

Precedentemente al suo posto si trovava una vecchia costruzione rurale degli anni ‘60, e il progetto ha dovuto confrontarsi con la sfida di rispettare in modo ortodosso l’ingombro volumetrico dell’edificio preesistente.
Questo piccolo rifugio si trova immerso in un paesaggio mozzafiato, un elemento così totalizzante da dover essere reso protagonista. Questa baita in stile minimalista è disposta in quattro volumi sfalsati, gli ambienti si succedono intervallati da soglie marcate incastrandosi intorno a due assi centrali e da ogni punto della piccola abitazione (che ospita comunque 7 vani) le aperture sull’estero fanno “entrate” il paesaggio circostante, reso protagonista assoluto grazie agli interni uniformi e minimalisti.

Elle decor

Elle Decor

Lo stile wabi sabi ad Aspen

A migliaia di chilometri da qui, in Colorado, sorge la rinomata località sciistica di Aspen. Qui, lo studio svizzero Oppenheim Architecture si è occupato della progettazione dello chalet La Muna, una perla tra gli chalet minimalisti. Gli architetti sono intervenuti restaurando ed ampliando il vecchio edificio originale aggiungendo al corpo preesistente ulteriori volumi progettai in uno stile assolutamente contemporaneo, con l’utilizzo esclusivo di materiali del luogo spesso di recupero, come legno, metalli (acciaio e rame) e pietra.

Sia all’interno che all’esterno dominano superfici rivestire da materiali raw, pieni cioè di imperfezioni ed irregolarità, fortemente materici.

AecCafe

Fresh Palace

Un granaio contemporaneo in Catalogna

Gli chalet minimalisti tuttavia non si trovano solo nelle zone montane più famose.

In Spagna, in un piccolo villaggio della Val d’Aran della Catalogna gli architetti Eduardo Cadaval e Clara Sola Morales hanno messo mano ad un vecchio granaio, che hanno restaurato e soprattutto ampliato, creando un edificio dal carattere contemporaneo e minimalista che si fa decisamente notare tra le altre case tradizionali in pietra del paesino.
Il nuovo edificio si distingue senza però essere fuori luogo. Il vecchio granaio in pietra è diventato il pian terreno dell’abitazione, destinato alla zona notte, e il basamento per il secondo livello, caratterizzato da linee modernissime e ampie vetrate cesellate dalla copertura spiovente.

ArchDaily

Living Corriere Corriere della Sera

 

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