Arredare l’ingresso con oggetti belli e funzionali, si può!

Le case degli abitanti devono soddisfare sempre più funzioni, garantendo livelli di comfort sempre migliori in sempre meno metri quadri. Una sfida impossibile? Non del tutto. Arredare in modo funzionale ma gradevole l’ingresso di casa è un buon primo passo per sfruttare al meglio gli spazi di casa propria, e magari riservare qualche cortesia per gli ospiti.

Secondo i dati raccolti nel report dell’Osservatorio sulla Casa nel 2018 il 50% degli intervistati ha realizzato attività di abbellimento degli spazi interni della propria abitazione, e il 42% ha in programma attività di abbellimento per la propria casa per il 2019 ormai alle porte. Tra queste attività rientra a pieno titolo abbellire e arredare l’ingresso in modo che sia un gradevole biglietto da visita e che sia funzionale.

Come cambia la funzione delle abitazioni

Alle abitazioni degli abitanti italiani viene chiesto sempre più spesso di essere multitasking, non più solo un luoghi per soddisfare i bisogni primari, ma luoghi che svolgono più funzioni nell’arco delle 24 ore: un luogo per riposare, ma anche per lavorare, un luogo intimo ma anche aperto e social a prova di Instagram, un luogo per se ma anche per intrattenere gli altri trasformandosi nella cucina di MasterChef o nella sala di un cinema per invitare gli amici e guardare insieme una delle celebri serie su Netflix.
Grazie alle app di intrattenimento, per gli abitanti la casa è diventata il centro del tempo libero. Secondo l’ Osservatorio sulla Casa infatti, il tempo che le generazioni più giovani passano in casa è aumentato proprio grazie all’utilizzo delle app per ordinare cibo e per guardare programmi TV, che invogliano a ospitare amici.
L’ingresso di una abitazione è uno spazio filtro tra l’esterno e l’interno che può svolgere una funzione molto utile sia nell’utilizzo quotidiano della casa che nell’agevolare l’accoglienza degli ospiti.
Vediamo allora qualche accorgimento utile per organizzare e arredare l’ingresso di una abitazione.

Lo svuotatasche, piccolo grande alleato
Avete presente quei piccoli oggetti contundenti, tipo le chiavi di casa e dell’auto, che si hanno sempre in mano insieme ad altre mille cose come le buste della spesa, la posta appena ritirata e magari il guinzaglio del cane? Quante volte capita di lasciarle cadere in malo modo sul primo piano d’appoggio che troviamo, per poi magari dimenticarcene subito dopo?
Se volete evitare di graffiare le superfici delicate, come quelle laccate o in vetro, e volete essere sempre certi di sapere dove avete lasciato le chiavi e altre chincaglierie, uno degli oggetti indispensabili per arredare l’ingresso è lo svuotatasche.

Attenzione però, dimenticatevi la bomboniera anni ‘90 degli zii poggiata sul centrino della nonna. No, lo svuotatasche è un oggetto che ha acquisito una sua dignità e ha assunto un Design straordinariamente gradevole che potrà arredare l’ingresso aggiungendo gusto e carattere coerentemente con lo stile di casa vostra.
Ecco qualche esempio per tutte le tasche:

Stockholm di Ikea, perfetto come svuotatasche, portafrutta, centrotavola .
Ikea

SJÄLVSTÄNDIG, dalle dimensioni un po’ generose è uno svuotatasche capiente o un vaso

Svuotatasche nero con foglie dorate di Maison du Monde

 

Ring, di Paola Paronetto

L’appendiabiti, il brutto ma buono…e nemmeno tanto brutto
Quando si ricevono ospiti, dopo i saluti di benvenuto, scatta immediatamente la domanda di rito :” dove posso lasciare borsa e cappotto?”, e se non è stato predisposto un guardaroba o un attaccapanni all’ingresso al padrone di casa non resta che caricarsi cappotti e borse degli ospiti in spalla e riporli in una stanza da letto (stiamo ovviamente parlando di abitazioni in cui non esista una stanza guardaroba predisposta ad hoc).

Durante la stagione invernale poi la quantità e la pesantezza di capispalla, sciarpe e cappelli aumenta. Considerate inoltre che riporre le giacche in una stanza da letto o in uno studio potrebbe mettere in difficoltà gli ospiti…non capita di rado infatti che un ospite possa avere bisogno di accedere al proprio cappotto o alla propria borsa, e se questi fossero stati chiusi in una stanza privata, quali sono per esempio le stanze da letto, sarebbe costretto a chiedere al padrone di casa di accompagnarlo. Se invece borse e cappotti restano a disposizione riposti in buon ordine all’ingresso potremmo togliere i nostri ospiti dall’imbarazzo.
Alcuni sono restii ad arredare l’ingresso con un attaccapanni, pensando che una volta sommerso di giacche possa acquistare un aspetto disordinato, ma bisogna prendere atto del fatto che sia un complemento molto utile e vale quindi la pena prenderlo in considerazione. Ecco qualche idea:

Dress Up, su Architonic

Cyriaque, Maison du Monde

Ferm Living.
Pinterest

TJUSIG di Ikea
CasaFacile

Lo specchio, per una controllatina veloce
Gli ingressi delle normali abitazioni di solito non sono esattamente ampi e luminosi. Come tutti sanno lo specchio è un complemento molto utile per arredare l’ingresso o altri spazi della casa che sono angusti o poco illuminati di luce naturale.
Nel caso dell’ingresso poi uno specchio può essere utile per potersi controllare prima di uscire di casa, o potrebbe essere utile e gradito anche agli ospiti che riceviamo, che mentre si spogliano di cappotti, sciarpe e cappelli possono rassettarsi velocemente dopo i saluti.
In questo caso la scelta è davvero infinita. Industrial, esotico, scandinavo o classico, ecco qualche idea molto accessibile:

Brooklyn di Maison du Monde

Exotique di Maison du Monde

Stockholm di Ikea

Hemnes di Ikea

 

Pillole di curiosità- Io non lo sapevo, e tu?

Le grucce vengono anche frequentemente chiamate “ometti”.  “Ometto” si riferisce alla forma “a spalle” della gruccia, dove appendere giacche, camicie, cappotti o gonne e pantaloni, se con gancetti. Se piantato a terra, c’è chi lo chiama anche  “servomuto”.

Dal 1900 al 1906, negli Usa, vengono brevettati circa 190 modelli di grucce, ma una su tutti passerà alla storia, quella inventata da Albert Parkhouse, un disegnatore di paralumi, che un bel giorno prende un filo di ferro, gli dà la forma delle spalle e nel mezzo lo finisce con un uncino per soddisfare le lamentele dei colleghi, infastiditi dal fatto che in ufficio non ci fosse abbastanza posto per riporre i soprabiti.

L’invenzione della gruccia viene attribuita anche a Thomas Jefferson (1743 – 1826).

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