Magritte. La Ligne de vie

Se volete calarvi anima e corpo nel mondo surreale di René Magritte, allora non potete perdervi la mostra intitolata Magritte. La Ligne de vie, un autentico caleidoscopio di colori, un vortice di forme originali, accostamenti irrazionali e cromie seducenti che sprigionano in noi un’irrefrenabile creatività.

mostra Magritte Lugano

Luca Placci

L’esposizione è visitabile fino al 6 gennaio 2019 a Lugano presso il nuovissimo MASI, Museo d’Arte della Svizzera Italiana. Sono circa 90 le opere del virtuoso maestro belga temporaneamente esposte, un’occasione unica per poter sondare le sue visioni enigmatiche.

Magritte pare essere riuscito a rendere speciale l’ordinario, o meglio, l’assurdo e il nevrotico per sfuggire alla routine quotidiana.

L’originale titolo scelto per la temporanea su René Magritte intende omaggiare l’intera produzione del pittore belga, ossia ‘La Ligne de la vie’, tematica ripresa da un suo famoso intervento del 1938. La mostra comprende non solo dipinti e sculture irriverenti, ma anche esempi di grafica, fotografie, lettere ed appunti inediti per ripercorrere interamente la sua carriera da un punto di vista originale.

Infatti, proprio nei generosi spazi del prestigioso museo elvetico, i curatori hanno scelto di omaggiare l’artista, nato esattamente 120 anni fa, e ci hanno donato un regalo prezioso, perché, non appena si varca la soglia della prima sala, ci si trova faccia a faccia con paesaggi e ritratti completati durante il periodo pre-surrealista negli anni venti. Possiamo chiaramente dedurre le influenze e le suggestioni ricevute dal giovane artista, tra cui si individuano accenni ai dipinti di Balla, Duchamp, De Chirico, Ernst e Sironi. Tra loro le opere dialogano, così è curioso notare la somiglianza tra un autoritratto di Magritte del 1924 e l’immagine del volto di Sironi di nove anni prima.

L’incontro con questi protagonisti della Storia dell’arte contemporanea è stato fondamentale per René Magritte e così lo sarà per noi, dato che, solo dopo una manciata di passi lungo la sala, ci troviamo immersi nell’atmosfera onirica scaturita dalle sue opere, assieme alla poetica che lo ha reso un mito nel mondo.

Attraverso il colore questo menestrello dell’assurdo è stato capace di raccontare con estremo pudore i suoi sogni, i quali, in molti casi, risultano pacati e congeniali, come se vagasse per un mondo parallelo lontano dagli orrori della guerra.

Per una straordinaria forza sprigionata dai dipinti esposti, anche noi ci sentiamo privati dell’effetto della gravità, alla stessa maniera delle nuvole dei cieli turchesi ricorrenti nelle sue opere. Solo in tal modo possiamo ‘accedere’ a ‘castelli sospesi per aria’ e veniamo ‘invitati’ ad indossare bislacche calzature a forma di piede!

opere mostra Magritte. La Ligne de vie

agendalugano.ch

opere Rene Magritte

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Insomma, una vera galoppata nell’immaginifica scena surrealista. Ossimori e paradossi visivi caratterizzano la produzione sino agli anni sessanta, come dimostra il ritratto di un uomo in bombetta (presumibilmente un autoritratto) collocato tra un rapace ed un pesce delle dimensioni degli altri due soggetti, oppure come gli amanti che cercano di baciarsi nonostante siano coperti da un panno. Li si possono spiare nel film prodotto dall’artista e proiettato per l’occasione al MASI di Lugano.

Ma lui ha saputo farci interessare ad oggetti del quotidiano decontestualizzati, per cui incanta e rallegra con estrema raffinatezza. Così, lo stesso percorso espositivo si snoda tra dipinti, sculture e installazioni di irresistibile ironia e di massima precisione tecnica.

Tuttavia, per completezza nella narrazione, si è voluta delineare l’intera “Ligne de vie” con un’intrigante spaccato sulla quotidianità di Magritte. Questa sezione ci consente di sondare le sue abilità nella grafica pubblicitaria, occupazione che lui stesso definì appartenente ad una serie di “lavori imbecilli” indispensabili per potersi sostentare. Locandine per alcolici e sigarette, réclame per celebri modiste ed alcuni manifesti comunisti sono appositamente ordinati lungo la sala che prende luce dall’ampia vetrata che si riflette sulle acque del lago di Lugano.

mostra Rene Magritte

renatocorpaciphoto.com

Magritte è stato un maestro dotato della virtù camaleontica di cambiare stile qualora lo avesse voluto. Lo testimonia la varietà di opere accademiche, più che pittoriche in senso stretto e quelle appartenenti al “periodo Renoir”, ma anche gli esempi del cosiddetto “periodo vache”.

Insomma, ci sentiamo davvero spaesati nel carosello delle tele variopinte, ma, per fortuna, gli apparati didattici accorrono in nostro aiuto spiegandoci i pensieri maturati dall’artista che ci porta a porci domande: «abbiamo sognato ad occhi aperti o direttamente con lo sguardo di Magritte?». L’arte ci insegna proprio questo, a guardarci attorno con occhi nuovi, con una coscienza diversa in cui la fantasia ci conquista. E siamo proprio noi stessi ad interpretare tali fantasie.

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