Il Giardino dei Tarocchi: un grande viaggio in un piccolo mondo

In questo nostro ultimo pomeriggio di luglio, prima del malinconico agosto (il mese che precede la fine di un’estate intensamente vissuta ha dato origine al fenomeno noto come august blues: malinconia/tristezza di agosto), iniziamo con il porvi una domanda: «Qualcuno di voi conosce il Giardino dei Tarocchi, in provincia di Grosseto?».

È una domanda non scontata perché chi scrive, ad esempio, fino all’anno scorso non ne era affatto a conoscenza…un peccato aver vissuto 26 anni senza il piacere di posarvi lo sguardo!

Che dite dunque? A tutti coloro che non avessero avuto la fortuna di conoscerlo prima, potrebbe far piacere un breve racconto in merito?

Forza allora! Se vi va, seguiteci virtualmente fin nei pressi di Grosseto, non costa una gran fatica e una lettura di dieci minuti finisce per essere quasi sempre stimolante.

Quando il viaggio cambia chi lo compie (e ridefinisce sé stesso)

opere giardino dei tarocchi

www.ilcampeggiodeibambini.it

Una vera meraviglia questo Giardino dei Tarocchi, per l’inusuale e colorito stile con il quale si presenta e, soprattutto, per l’aiuto offertoci nel ridefinire il concetto di viaggio.

…In che modo? Come potrebbe aiutarci in tal senso?

Quando pensiamo o progettiamo i nostri viaggi, ad esempio, abbiamo in mente o famosissime località storico-artistiche oppure lunghe escursioni naturalistico-paesaggistiche…ci abbiamo preso? Crediamo di sì. Eppure a ben guardare il mondo è ben più vario, offre molti più spunti…basta saper cercare negli angoli meno conosciuti, quelli un po’ più fuori mano e, inaspettatamente, si viene prima o poi ben ricompensati.

Il Giardino dei Tarocchi è proprio questa strana ricompensa inaspettata, un habitat artistico che, per il fatto di riuscire a fondere il materiale con lo spirituale e l’arte con il design, la natura e l’architettura, ridefinisce il concetto di viaggio inglobando al suo interno innumerevoli e differenti viaggi: il che è semplicemente grandioso!

Il viaggio arricchisce, il viaggio forma, il viaggio fa crescere: soprattutto per il senso delle possibilità che offre ai pensieri del viaggiatore (o divagatore, che è molto più bello proprio per la sfumatura oziosa che regala al concetto) quando si imbatte nell’insolito e lo fa proprio; quando, con questo troppo breve e non solo triste agosto alle porte, (il viaggiatore/divagatore) può decidere di dedicare due o tre giorni al Giardino dei Tarocchi e sperimentare l’attimo in cui lo spirituale si fa materia e prende dimora nella natura.

Il piccolo mondo di Niki de Saint Phall 

Niki de Saint Phalle

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Il giardino dei Tarocchi è davvero un piccolo mondo (chiuso in sé stesso e separato dal paesaggio circostante) e, soprattutto, fu un vero e proprio microcosmo per l’artista Niki de Saint Phalle che, in questi luoghi e in compagnia della propria vita e delle proprie opere, passò un numero considerevole di anni.

Questo particolarissimo luogo, che sicuramente richiama il più noto Parco dei Mostri di Bomarzo, nasce, in forma di sogno/progetto, nel 1955, quando una giovanissima Niki de Saint Phall trova ispirazione in seguito a una visita al Parc Güell di Gaudì a Barcellona. Gli anni passano e il decennio a cavallo tra il 1960 e il 1970 vede l’artista francese alle prese con l’affinamento e la messa in opera delle cosiddétte Nanas, grandi e policromatiche sculture raffiguranti la leggiadria della forza femminile (la Hon e la Tête, ad esempio, rappresentano le due Nanas più famose). Questi dieci anni rappresentano la fucina entro la quale Niki può sperimentarsi e sperimentare mettendo alla prova sé stessa e la propria arte, arte che sarà pienamente realizzata nel Giardino dei Tarocchi, complesso iniziato nel 1979. È infatti proprio sul finire di questo decennio consacrato al rock che l’artista, grazie alla donazione del terreno da parte dei Caracciolo, i proprietari, inizia la realizzazione di questo microcosmo femminile che oggi possiamo ammirare nella località di Garavicchio (GR).

Inizia dunque con il marito, lo scultore Jean Tinguely, un lavoro immane che, grazie all’apporto di famosi artisti e architetti di fama internazionale quali Mario Botta, porterà avanti fino alla propria morte, avvenuta nel 2002 mentre stava progettando un labirinto da inserire nel Giardino dei Tarocchi.

La morte di Niki de Saint Phall arrivò alla fine di una lunga ed estenuante lotta contro una malattia che da tempo la stringeva in assedio e che, inevitabilmente, lasciò il proprio segno sull’intera sua produzione di Garavicchio: un insieme di sculture in cui a dominare è la figura femminile, colta nella forza delicata della propria sopportazione.

Con lo spezzarsi di una vita si interruppe così un’opera unica nella sua particolarità che, su volere della stessa artista, rimase incompiuta.

Ma, alla fine, perché chiamarlo Giardino dei Tarocchi? Che significano queste strane carte nell’economia del complesso artistico?

Possiamo dire che i tarocchi, il famoso mazzo di carte da gioco originario del Nord Italia, rappresentino i protagonisti indiscussi dell’opera di Niki, in quanto, a questo giardino artistico, regalano i propri soggetti principali: gli arcani maggiori o trionfi, i simboli più carichi di significato dell’intero mazzo.

Quando la fine è solo un nuovo inizio

All’inizio di questo articolo ci siamo soffermati sulla sensazione di finitudine e, in parole molto povere, di tristezza che lascia il mese che ci apprestiamo ad abbracciare: questo dolce-amaro agosto, una manciata di giorni vissuti come una domenica, solo un pochino più lunga. E in effetti proprio così è; solo che, in realtà, possiamo decidere come viverli, questi giorni: o subendoli come una fine poco voluta e, dunque, trascorrerli senza viverne nemmeno la metà (la fine di un’estate, ai tempi della scuola, torna in mente quale efficace esempio) oppure decidendo di respirarli a pieni polmoni, come l’inizio di qualcosa di nuovo.

Che questo agosto possa essere per voi Habitanti un mese di viaggi e di esplorazioni; un periodo fecondo nel quale dar libero sfogo alla vostra insaziabile voglia di novità e in cui audacemente guardare a ciò che deve ancora avvenire.

In altre e sintetiche parole:

Che sia un semplice istante, solo maggiormente disteso nel tempo, dove una divagazione presso il Giardino dei Tarocchi possa essere solamente uno degli infiniti e meditati passi che compirete, da qui al vostro domani.