Arte Liberata in mostra a Palazzo Litta

La Mostra di Arte Liberata – dal sequestro al museo è stata prorogata sino al 2 dicembre a Milano. L’esposizione trova sede nella splendida cornice di Palazzo Litta, a due passi dalla “Cappella Sistina” del capoluogo, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore.

La rassegna ha voluto rendere pubbliche 69 opere che sono state confiscate nel 2008, per gravi reati finanziari in Lombardia, al fine di veicolare un messaggio di ottimismo e di valori generati dalla collaborazione tra Forze dell’Ordine ed esperti d’arte. Ecco dunque che i loro interventi hanno restituito al patrimonio culturale italiano tele, installazioni e sculture di inestimabile valore.

Presso le ricche sale di Palazzo Litta si possono ammirare capolavori dell’arte contemporanea firmati da grandi artisti: Arp, Castellani, Christo, Yan Pei-Ming, Reinoso, Vasarely, Vedova, Warhol.

Da settembre l’affluenza del pubblico all’esposizione gratuita è stata inaspettata, un segno positivo della sensibilità dei milanesi e non verso il patrimonio culturale nazionale.

 

La mostra temporanea permette non solo di mettere in luce la responsabilità di ognuno verso la conservazione, ma si distingue per ben valorizzare il patrimonio stesso. Per questo si è scelto di aprire Palazzo Litta, nel cuore di Milano, per ospitare l’evento culturale. La cornice storica nobilita le opere contemporanee, le quali si trovano, così, a dialogare con gli affreschi dei soffitti e ad essere riflesse nelle numerose specchiere delle consolle rococò al primo piano.

arte liberata milano

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Le indagini hanno dimostrato come tutte le opere in mostra siano autentiche. In gran parte sono dotate di un certificato d’acquisto o di provenienza e per alcune si hanno le dichiarazioni stesse dell’autore.

Per l’uniformità della collezione, la curatrice Beatrice Bentivoglio-Ravasio e il professor Campiglio dell’Università di Pavia hanno ipotizzato che le acquisizioni siano state effettuate su precise commissioni di esperti del settore, secondo un disegno mirato e raffinatissimo. Le documentazioni rinvenute testimoniano che gli acquisti illeciti sono avvenuti tra gli anni ’80 ed i primi anni del 2000.

La collezione, di ampio respiro internazionale, ci permette di ripercorrere i passi dell’arte contemporanea con rara facilità di lettura.

Durante il percorso espositivo ci si può confrontare con le sculture di Arnaldo Pomodoro e di Jean Arp, con un precoce empaguetage di Christo, prima di trovarci davanti ad una brillante serigrafia su carta di Warhol che ritrae Giorgio Armani nel 1981, come se si trattasse di un idolo. Gli oggetti d’arte legati al movimento dell’Arte Povera realizzati da Pier Paolo Calzolari e da Giuseppe Penone volutamente contrastano con la briosa tela di Emilio Della Vedova che si trova poco più avanti nel percorso.

opere arte liberata

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Al termine della mostra, dove andranno a finire le opere confiscate?

Se non farete in tempo a visitare la mostra presso Palazzo Litta, non disperatevi. A brevissimo sarà possibile ammirare le 69 opere presso la GAMEC – Civica Galleria di Arte Moderna di Bergamo. L’istituto d’arte bergamasco si è dischiarato disposto ad accogliere temporaneamente la collezione, nell’attesa che si costituisca il Polo dell’Arte Liberata a Milano, magari proprio in una struttura sottratta alla malavita. La proposta è stata inoltrata dal Segretario Regionale per il Ministero dei Beni e delle attività culturali per la Lombardia all’Agenzia Nazionale.

Di una cosa si può star certi: il nucleo collezionistico non verrà smistato, visto che, altrimenti, il suo valore andrebbe irrimediabilmente disperso.

Il maltolto dimostra la felice vittoria dello Stato sulla malavita. Ci auguriamo solo che non rimanga un caso isolato.

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Storia di una collezione confiscata in Lombardia
a cura di Beatrice Bentivoglio-Ravasio
Milano, Palazzo Litta, Corso Magenta, 24
28 settembre- fino al 22 novembre 2018

Orari di apertura
Entrata libera Giovedì dalle ore 12 alle 22
Venerdì/sabato/domenica dalle ore 12 alle 19
Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Sito web: www.lombardia.beniculturali.it
Informazioni: sr-lom.comunicazione@beniculturali.it

 

 

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