OODI, un’ondata di cultura nel cuore di Helsinki

Lo scorso anno, in occasione del centenario dell’Indipendenza, la Finlandia aveva cercato di ottenere il proprio ‘posto al sole’ chiedendo alla Norvegia il permesso di spostare di qualche metro il confine nazionale, al fine di includervi una montagna dove poter dilettarsi con lo sci alpino, dinamica alternativa all’attività da fondo, praticato ovunque in tutto il paese.

Il diniego dei vicini di casa non fece demordere i tenaci finlandesi che non ottennero il loro ‘regalo’ per l’anniversario, ma quest’anno sono riusciti a stupire il mondo.

I doni, diciamo così, voluminosi sono una prerogativa dei solitari finlandesi, dato che proprio lo scorso giovedì si è inaugurata, in concomitanza con la festa nazionale, la nuova biblioteca centrale a Helsinki, la OODI.

Da qualche tempo a questa parte la ‘sonnacchiosa’ Finlandia ha fatto parlare di sé, per quanto riguarda l’innovazione in campo architettonico e del design: nel 2017 è stato ultimato il Thinking Corner per l’Università di Helsinki, a settembre, invece, l’Amos Rex è apparso sulle riviste d’architettura più eminenti e, a partire dal 6 dicembre 2018, si potrà usufruire dei generosi spazi dell’OODI, il modernissimo centro polifunzionale sito a pochi passi dalla piazza del Senato e dal porto sul Baltico.

Esattamente ad un secolo ed un anno di distanza dal momento in cui il Granducato di Finlandia divenne una Repubblica, si è inaugurato il complesso. Una buona soluzione per dimenticare la montagna in Norvegia, non trovate?

Per questo importante traguardo la Finlandia ha scelto di risparmiare sulle candeline ed ha deciso di investire nel progetto per la modernissima biblioteca. È un’ennesima perla di architettura nordica che intende fregiare ulteriormente la città baltica del già meritato titolo di ‘Capitale del Design’, assegnatole nel 2012.

«Che cosa di meglio di una biblioteca può simboleggiare il nostro modo di intendere la nazione come una società aperta, trasparente e ugualitaria che ha come valori l’istruzione, la cittadinanza attiva, la libertà d’espressione?» ha dichiarato il sindaco di Helsinki, Jan Vapaavuori.

Con tali premesse ne consegue che non poteva altro che essere un lavoro finissimo e superlativo, inteso come il risultato di sforzi protesi verso l’accessibilità della cultura, valore inalienabile per ogni finlandese: non a caso si tratta del popolo europeo più vorace di libri.

Ed anche la scelta del sito è simbolica. Infatti, OODI si trova nella centralissima area di Töölö, il distretto che sin dagli anni settanta fu sotto ai riflettori in quanto quartiere malfamato da risanare. Persino un maestro come Alvar Aalto si cimentò per trovare una soluzione definitiva attraverso il disegno di un piano urbanistico ambizioso, forse troppo per la modesta capitale e, dunque, aspramente criticato.

In un certo senso oggi si è recuperata l’eredità del concept aaltiano, in luce delle crescenti esigenze di spazi pubblici al coperto nel cuore di Helsinki, ma che non siano centri commerciali, situati a pochi passi dalla stazione, dalle aree museali e dalle sedi di numerose compagnie internazionali, oltre che dagli uffici dell’amministrazione statale.

OODI esterno

hs.fi

Infatti, dal lato est OODI affianca la ferrovia ed i restanti lati sono protesi verso l’ampio parco che si estende sino ai futuristici edifici della Casa della Musica, al Museo Kiasma di Steven Holl, alla Finlandia Hall di Aalto, il cui scintillio del marmo bianco contrasta con la scabrosità del monolitico volume in granito locale, dove si riunisce il parlamento. In effetti una perla non isolata, ma prossima alle sue simili, forse solo un po’ più vetuste di lei, ma non per questo meno eleganti.

È una caratteristica deliziosamente nordica quella di disegnare ampi spazi pubblici protetti dalle intemperie dell’inclemente clima scandinavo, entro cui si incoraggi la socialità e lo scambio tra individui. Aree riservate ai più piccoli, agli adolescenti, agli studenti, agli adulti, a seconda delle esigenze di chi frequenta l’edificio sono distribuite su tre piani su oltre 85.000 metri quadrati.

Così, a partire da questa settimana, i cittadini di Helsinki (e non solo) potranno trascorrere il tempo libero a consultare i moltissimi volumi ivi conservati, andare al cinema, assistere a conferenze e concerti, oppure bere un caffè e gustare un dolce ‘pulla’ in compagnia degli amici, godendosi il tepore in uno dei molti salotti arredati con sedie a dondolo, divani multicolori adatti anche ai bambini.

Un edificio per i cittadini, dei cittadini e, manco a dirlo, fortemente voluto e scelto dagli autoctoni, i quali sono stati invitati a prendere parte al progetto con incontri e votando il nome più appropriato destinato a rimarcare la colossalità dell’edificio. Per questo la piazza antistante la facciata caratterizzata da una ‘calda’ onda in legno prenderà il nome proprio dai cittadini stessi.

OODI non è una semplice biblioteca, bensì uno spazio polifunzionale dotato di tutti i comfort e gli strumenti più avanzati per chi lavora come freelance e deve stampare in 3D o per chi desidera registrare la propria musica in un apposito studio attrezzato anche per la registrazione dei video.

boy singing on microphone with pop filterUnsplash.com

Dilettanti, professionisti, studenti, tutti accorsi per godere della comodità degli arredi e per ammirare lo skyline di Helsinki da una prospettiva inedita e mozzafiato.

ALA Architects

Gli ALA Architects, autori dell’opera, hanno fondato il proprio studio di Helsinki nel 2005 e da allora si sono impegnati in molti progetti sociali. Per l’OODI hanno tenuto conto della tradizione plurisecolare delle biblioteche in Finlandia e degli innumerevoli fattori che avrebbero dovuto confluire nel progetto, vinto nel 2012: la multimedialità degli spazi sposa la mission democratica di una biblioteca ben fornita e con volumi in diverse lingue distribuiti lungo i 2800 metri lineari di scaffali italiani disegnati da Dante Bonuccelli. Orgogliosi che ci sia anche il ‘nostro’ zampino in questo bel progetto.

L’atelier di architettura finlandese aveva già registrato una certa eco internazionale grazie al Centro per le Arti e la Musica a Kristiansand, in Norvegia, il cui prospetto principale in legno e vetro riflette le onde del mare del Nord, proprio come se l’energica risacca avesse increspato la copertura in listelli di legno chiaro e ne avesse edulcorato le forme, un tempo meno organiche. In effetti vi si legge un velato rimando alla fluidità dell’open space e dell’organicità del Rolex Center nei pressi dell’università di Losanna, progetto dello studio giapponese SANAA, completato da quasi un decennio.

Allo stesso modo avviene con la facciata della biblioteca OODI in un’altra città ugualmente protesa verso il mare, come è Helsinki, letteralmente la ‘città del golfo’.

Se dunque noi italiani restiamo ammirati del fatto che OODI sia sorta grazie alla sinergia tra forza politiche e cittadini, evidenzia il desiderio di investire nel futuro della cultura, per formare cittadini capaci di espandersi, come un’onda libera da barriere, verso il mare della conoscenza.

Un autentico regalo dell’Indipendenza per essere davvero indipendenti intellettualmente, un’ode per le nuove generazioni.

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