Lo specchio della terra: il mare a quadretti delle risaie a Vercelli

Il paesaggio tra Vercelli e Novara che diventa un “mare a quadretti” è uno degli spettacoli naturali più belli che caratterizzano l’Italia e in particolare la Pianura Padana. Parliamo dell’allagamento delle risaie della zona agricola di circa 82mila ettari di terreno nei pressi di Vercelli: un vero e proprio fenomeno poetico quello delle risaie in primavera, divenuto ormai un magico rituale per chi vive nel Vercellese. Negli anni si è instaurata come una tradizione che tutti aspettano: la terra dopo esser stata arata e concimata viene completamente allagata, coperta d’acqua. Si riconoscono solo i contorni di questi appezzamenti di terreno che riflettono il cielo e gli arbusti che li circondano come un leggero e delicato contorno.

Credits: Associazione culturale La Rucola

“Si fa così, si allaga per un motivo – ricordano gli esperti -: è per proteggere il chicco dagli sbalzi termici, dal giorno alla notte”. Secondo una recente stima di Ente Risi, sono 82 mila gli ettari dedicati alla coltivazione del cereale nelle sole province di Vercelli e Biella. Tra le regioni italiane il Piemonte detiene il primato con oltre 120 mila ettari. Mentre il 51% della produzione di riso «made in Italy» arriva proprio dai tre territori che da sempre si dedicano al chicco: Vercelli, Biella e Novara. A cui si aggiunge un altro produttore di eccellenza, ovvero Pavia (e la Lomellina).

E’ proprio nella Lomellina che questo spettacolo naturale viene condiviso e vissuto dai viaggiatori e appassionati di passeggiate all’aria aperta dove gli italiani trascorrono il loro tempo libero: vengono organizzati percorsi in bicicletta “sospesi” tra acqua e cielo.

Credits: Reti Comuni Italiani

Ma cos’è la risaia e come si creano questi quadretti d’acqua?

La risaia è natura fatta dall’uomo: luogo di incontro di ciò che con cura e delicatezza l’uomo lascia nascere e scorrere nel tempo. E’ la poesia del cielo che si riflette nello specchio d’acqua, ma è anche minuziosa opera ingegneristica; è attesa, speranza, cura e meraviglia, ma è anche architettura del paesaggio sostenibile.

L’unicità di questi posti sta nel fatto che ogni ‘camera’ – ovvero lo spazio di una risaia – è divisa dall’altra da arginelli di terra. A loro volta queste camere vengono poste tra loro in continuità e non alla stessa quota, così da consentire il lento fluire dell’acqua. I germogli di riso restano quindi in immersione per oltre un mese per difendersi dagli sbalzi di temperatura e dar vita alle piantine che arriveranno a maturazione a fine estate.

Credits: absolutviajes.com

Ogni camera della risaia, che vediamo percorrendo l’autostrada o dalla vista aerea di un drone, è studiata accuratamente: non può avere alcuna pendenza per evitare che l’acqua scorra via senza essere trattenuta sul posto, perciò risulterà perfettamente pianeggiante. Per fare questo nel tempo si sono adottate tecniche sempre diverse, fino ad arrivare alle livellatrici al laser che garantiscono una quota pianeggiante su tutta la camera.

Altresì per avere una distribuzione uniforme dell’acqua evitando che quest’ultima ristagni, nella camera della risaia non devono esserci buchi o avvallamenti: la superficie interna deve essere completamente piatta. Pratica non di facile risoluzione visto che siamo in presenza di acqua, ma gli esperti del settore hanno da sempre utilizzato l’antica tecnica del terrazzamento, usato fin dagli albori dell’agricoltura in tutti i terreni collinari e montuosi. Ne risulta quindi un paesaggio che sembra completamente piatto, ma uno sguardo più attento noterà un consecutivo terrazzamento con differenza di quote tra le varie camere della risaia.

La risicoltura come motore economico

Agli inizi del Novecento la produzione del riso costituiva l’attività agricola maggioritaria nel Vercellese, dove circa 44 centri su 55 che ne fanno parte coltivavano quasi esclusivamente riso. Le risaie venivano coltivate “a vicenda”, cioè a rotazione: con questa procedura la coltivazione si è diffusa in centri come Costanzana, Rovasenda e Palazzolo, ma ancora di più a Desana, Asigliano, Rive, Stroppiana. E da qui in poi diventò la tecnica più diffusa, rendendo quindi Vercelli capitale italiana del riso nel Novecento.

Attualmente la risicoltura a Vercelli è un settore in cui convivono tradizione e innovazione, preferendo l’utilizzo delle nuove tecnologie correlate all’antico sapere agricolo.

Credits: Atlantide Phototravel /Corbis

Il riso vercellese è presente nei mercati di tutto il mondo conquistando anche piazze d’onore delle grandi capitali come New York, Parigi e Londra: è presente nelle vetrine delle gallerie più famose come Eataly, Harrods e i magazzini Lafayette.

Riscontriamo sempre il valore del territorio italiano nel mondo e ci sentiamo estremamente fortunati a poter vivere a pochi passi da casa uno spettacolo naturali che tutti ci invidiano.

Serena Giuditta