Fondazione Franco Albini, un gioiello nel cuore di Milano

A Milano, in Via Bernardino Telesio al numero 13, tra ville lussuose e palazzi d’epoca si nasconde la Fondazione Franco Albini. Si tratta di quello che fu il vero studio di uno dei più noti Architetti del XX secolo negli ultimi anni della sua carriera.

La Fondazione è nata a 30 anni dalla morte del maestro per celebrare il valore della sua opera, oggi vincolata dallo Stato Italiano come Patrimonio nazionale.

Con Franco Albini progettava Franca Helg, nota designer e architetto, anche lei portatrice di un modo di progettare “onesto ed etico” che la Fondazione si propone di divulgare: si tratta, infatti, di un metodo di lavoro e di una forma mentis progettuale che sono ad oggi ancora molto attuali.

All’interno della Fondazione è possibile scoprire l’intero archivio dello studio dal 1929 in poi. I progetti dell’artigiano – così amava essere chiamato Albini – contano un totale di circa 22.000 disegni; l’archivio fotografico più di 6.000 foto d’epoca e 2.500 diapositive; Arricchiscono il patrimonio artistico modelli, scritti, lettere, relazioni tecniche, libri e riviste appartenute alla biblioteca di studio nonché pezzi di design famosissimi.

Le attività della Fondazione Franco Albini

In primo luogo, potendosi avvalere di un Comitato Scientifico che conta nomi tra i più prestigiosi nel panorama culturale odierno, la Fondazione Albini realizza ricerche, mostre, convegni, seminari e progetti multimediali, nonché rilascia certificati di autenticità per i pezzi di design in circolazione.

In secondo luogo promuove iniziative culturali: spettacoli, progetti culturali e laboratori per bambini sono pensati per avvicinare il pubblico al mondo dell’architetto utilizzando un linguaggio semplice che stimola la creatività di adulti e bambini.

Lo studio dell’architetto, tutt’oggi operante (al suo interno lavora ancora un gruppo di architetti), è aperto al pubblico per visite guidate di gruppo o private.

Prenotando il vostro biglietto potrete trascorrere un piacevole pomeriggio sentendovi un po’ come a casa vostra! Suonando il citofono, passerete attraverso un rigoglioso cortile per poi entrare in un atrio affrescato. Al piano terra sarete accolti da una gentile guida che vi farà mettere comodi (all’ingresso c’è un piccolo attaccapanni proprio come a casa!) per iniziare il tour.

Potrete scegliere se farvi guidare o muovervi liberamente riservandovi le domande, i dubbi e le curiosità per la fine del giro.

Ospitando le persone nello storico appartamento, gli architetti creano un percorso che racconta la storia ed i progetti dello studio, partendo dalla tradizione e dal legame con la metodologia Albiniana, per far comprendere le applicazioni di un metodo che persegue i valori di modernità e innovazione tra passato, presente e futuro. Il visitatore sarà così introdotto al grande Razionalismo Italiano.

All’interno della fondazione Franco Albini potete intraprendere un viaggio tra le icone del design, i prototipi originali e i pezzi unici che hanno fatto la storia, tutti realizzati da due architetti che sono definiti i precursori dell’High Tech.

Vediamo insieme qualche esempio.

Poltrona Luisa Fonte: www.cassina.com

Entrando sulla destra vi si apriranno le porte della prima stanza dove potrete ammirare diversi esemplari, più o meno risalenti, della Poltroncina Luisa, Compasso d’oro nel 1955. Si tratta di un progetto durato ben quindici anni, in cui Albini ha apportato continue modifiche e miglioramenti alla ricerca della forma e della sostanza perfetta. Nella stessa stanza anche l’ultima versione con struttura in legno e seduta in pelle nera, venduta da Cassina, realizzata con una tecnica che consente una maggiore tenuta dello schienale.

Percorrendo il corridoio che porta alle altre stanze dell’appartamento potrete osservare alcune immagini di progetti dell’architetto corredate da frasi particolarmente significative sull’idea di architettura e progettazione per Franco Albini. Ad esempio, “E’ mia opinione che sono proprio i vuoti che occorre progettare, essendo aria e luce i materiali di costruzione” oppure ancora “La progettazione è un modo di comunicare con il mondo, un modo di realizzare la propria personalità…”.

Poltrona Margherita.
Fonte: The Saleroom

Potrete inoltre accomodarvi qualche istante sulla celeberrima Poltrona Margherita, prima di fare ingresso in un accogliente salottino arredato con i pezzi più famosi dell’artista. Due rosse chaise longue sono adagiate davanti ad una libreria in legno ed illuminate da due piantane. Non si tratta pero’ di oggetti d’arredo qualunque, bensì della famosa chaise longue PS16 (un dondolo ispirato agli oggetti in tubolare di acciaio degli anni 30 ma tuttora attualissimo), della libreria per eccellenza del midcentury design (la libreria Infinito) e delle lampade Mitragliera, realizzate in ottone e legno.

Poltrona Fiorenza.
Fonte: www.classicdesign.it

Di fronte un altro angolo di relax decorato da diverse icone disegnate da Albini. La libreria Veliero, che riflette la teoria Albiniana della contrapposizione tra instabilità visiva ed equilibrio effettivo dell’oggetto; un esemplare della celeberrima Poltrona Fiorenza, realizzata in tessuto e legno e servita dal famosissimo Cicognino.

 

 

design-franco-albini

Si tratta di un tavolino in legno simbolo della ricerca di Albini sul minimo dei punti di appoggio, al fine di ridurre al massimo sia l’ingombro sia lo spreco del materiale. La gamba del tavolinetto si allunga, così, per diventare un manico-becco che dà vita ad un oggetto talmente leggero da poter essere sollevato con una sola mano. Un bel siparietto è dato dalla dimostrazione della guida che vi farà vedere come, oscillando il tavolino nell’aria, un bicchiere d’acqua sopra di esso resterà perfettamente in equilibrio!

Sono tanti gli oggetti che potrei ancora raccontarvi, ma preferisco riservarvi qualche sorpresa!

Per info su prenotazioni scrivete a info@fondazionefrancoalbini.com.

Claudia Sgalambro

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