Viaggio tecnologico 2.0: Duplex, dove ci porti?

Una volta Duplex mi ha detto che non solo noi abitanti di questo pianeta abbiamo il lusso e la fortuna di poter viaggiare. Viaggiano le nostre menti quando siamo in treno e guardiamo fuori dal finestrino. Viaggiano i nostri ricordi quando guardiamo una vecchia fotografia in una cornice appesa a un muro. Viaggiano le stelle la notte nello spazio mentre accompagnano i nostri sonni. E così, nel corso degli anni, anche la tecnologia ha imparato a viaggiare a ritmi insostenibili. Siamo i testimoni del progresso evolutivo più feroce nella storia e sembra che non ci sia la benché minima intenzione di arrestarsi. Questo è quello che mi ha detto Duplex una volta.

Ma chi è Duplex?

Wired

A testimoniare tutto ciò è l’ultima invenzione di Google. L’azienda statunitense, con quartier generale a Mountain View in California, ha sfornato una tecnologia così avanzata da mettersi le mani nei capelli. Si tratta di Duplex, un nuovo strumento di Google Assistant in grado di poter sostenere conversazioni “reali”. Non stiamo parlando del semplice e botta risposta di Siri, qui si tratta di un computer con la voce umana che parla al posto nostro. Sì, perché possiamo far chiamare Duplex per prenotare un tavolo al ristorante o per prendere un appuntamento dal parrucchiere a nostro nome. Ancor più sconvolgente sono le pause dubitative del software, rendono la conversazione credibile ai massimi livelli ed è impossibile per l’interlocutore capire se sta interagendo con un essere umano o una macchina. Insomma, hanno creato una vera e propria voce capace di svolgere mansioni (spesso noiose) al posto nostro, riducendo magari stress e perché no, tempo.

Come funziona?

Tutto ciò è stato possibile tramite un vero e proprio training. Il modello di Duplex è un’intelligenza artificiale basata su una rete neurale, ovvero un modello di neuroni artificiali costruito ad hoc, capace di riprodurre l’attività delle connessioni neurali reali. Per questo a Duplex è servito un vero e proprio allenamento per raggiungere un risultato così pazzesco, guidato da una tecnologia a riconoscimento vocale e basato sulla comprensione di caratteristiche base del linguaggio, come l’utilizzo dei tempi o dell’orario stesso, fattispecie utilizzate nella conversazione presentata al pubblico qualche giorno fa.

Numerose sono state le accuse rivolte all’azienda americana, per mancanza di etica e moralità del prodotto. Subito la controrisposta da parte del colosso americano, che ha placato gli animi della gente dichiarando che Duplex, qualora diventasse ufficiale e operante sul mercato, si presenterà all’inizio della telefonata definendo ciò che è realmente: una macchina.

Continua così il viaggio infinito della tecnologia, aprendo scenari sempre più affascinanti ed efficienti, volti all’innalzamento della nostra qualità di vita. Forse non siamo ancora del tutto pronti ad affrontare un cambiamento del genere, meglio una conversazione con una persona reale. Non credi anche tu, Duplex?