Kuki Gallmann: onore alla sua causa

Kuki Gallmann purtroppo non gode di una grande fame. I mass media preferiscono parlare di calcio e notizie spazzatura. Eppure, da qualche parte nel mondo, c’è una nostra concittadina che ha fatto la storia grazie alla sua determinazione e al suo talento. Kuki Gallmann, nata a Treviso nel 1943, vive in Kenya dagli ormai lontani anni ’70.

Naturalizzata keniota, è una scrittrice e ambientalista. La sua causa è quella di combattere contro i bracconieri, difendendo il patrimonio naturale e gli animali a rischio. Tra i suoi numerosi libri, il più famoso è “Sognavo l’Africa” dal quale successivamente è stato tratto il film di Hugh Hudson e interpretato da Kim Basinger “Sognando l’Africa”.

Gallmann Memorial Foundation

DiLei

 

La sua vita è una lotta continua, ma il suo coraggio e la sua resilienza meritano di essere menzionati. Arriva in Africa seguendo il suo amore e secondo marito Paolo Gallmann, svizzero appassionato di agraria e con un grande sentimento per il continente africano. Con loro c’è Emanuele, il primogenito di Kuki, nato dal suo primo matrimonio. Kuki e Paolo Gallman acquistano la grande tenuta di Ol Ari Nyiro, vicino la Rift Valley (300 km da Nairobi). Si tratta di una grande tenuta che si estende tra savane, boschi, colline, foreste ed è abitata da numerosissimi animali selvatici tra cui rinoceronti, bufali ed elefanti.

Kuki ama la sua casa e la vita che conduce. Ama la causa che ha sposato e si integra perfettamente con l’habitat in cui vive. Scopre questo fantastico mondo che le appartiene inconsciamente sin dalla nascita, impara la lingua del posto e vive a stretto contatto con gli indigeni. Purtroppo nel 1980 il marito muore in un tragico incidente stradale e nel 1983 perde anche il figlio, Emanuele, a causa di un morso di vipera dalla quale il giovane stava estraendo del veleno. La sua prima parola fu nyoka, serpente.

Kuki Gallmann non si arrende e continua a battersi per la causa impartita con il marito. La tenuta Ol Ari Nyiro diventa una riserva naturale e successivamente Kuki fonda la Gallmann Memorial Foundation, oggi un centro studi e di educazione ambientale per i giovani kenioti che imparano a prendersi cura e a difendere l’ambiente in cui vivono.

Purtroppo l’aiuto che Kuki da al Kenya è per molti uno scomodo problema. I bracconieri vedono in lei e nei suoi straordinari collaboratori, un ostacolo ad introiti ricavati tramite i traffici e la caccia illegale. Inoltre si sono aggiunti gli attacchi da tribù nomadi, che in periodi di grande siccità non trovano pascoli liberi per i loro animali e combattono una disperata battaglia per la sopravvivenza del loro bestiame.

kuki gallmann contro bracconaggio

La Stampa

Kuki, in un attacco alla sua tenuta, fu ferita allo stomaco da colpi di kalashnikov. Non sono bastati per fermarla. E’ tornata più forte di prima e continua a combattere le sue battaglie a testa alta. Partecipa a numerosi azioni umanitarie tramite l’Associazione Aresina Maisha Marefu e a ridosso della tenuta di Ol Ari Nyiro sono stati fondati quattro centri di prima medicina. Tra le ultime iniziative c’è quella di un’apertura di una scuola per bambini volta all’insegnamento dell’uso del computer.

Il coraggio e le fatiche di Kuki meritano di essere conosciute.