Burning Man: il festival nella città che non esiste

Burning Man è il nome del festival che gli organizzatori stessi definiscono come “esperimento in comunità, radicale espressione di sé e radicale fiducia in sé”. Questo meraviglioso evento, divenuto a tutti gli effetti un vero e proprio movimento culturale, nasce nel 1986 nella metropoli temporanea di Black Rock City. Questa cittadina nello stato del Nevada, nasce e muore in otto giorno lungo una striscia del deserto adiacente alla città, il Black Rock, concludendo la sua opera il giorno della festa nazionale americana del Labor Day.

Il Burning Man prende il nome dal rituale eseguito sin dalla prima edizione, ovvero dare fuoco ad un enorme fantoccio di legno a conclusione dell’evento.

Il Post

Le curiosità del festival Burning Man

A renderlo unico nel suo genere, il festival del Burning Man ha la caratteristica di offrire la libertà di espressione ad ogni partecipante. Si parla di 130 esibizioni musicali; le prestazioni non sono offerte da nomi altisonanti, ma si narra di avvistamenti di celebrità. Ci sono mostre d’arte di ogni tipo, dalla pittura alla scultura. Installazioni artistiche surreali.

Al Burning Man si fanno fatica a contare le esibizioni. Vengono organizzati giochi e workshop. Chiunque è libero di partecipare e organizzare la propria performance, avendo la possibilità di comunicare (oppure meno) la stessa agli organizzatori dell’evento. Non ci sono esibizioni pubblicizzate. Al Burning Festival cammini e rimani a bocca aperta dalla meraviglia che si pone di fronte ai tuoi occhi.

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Svolgendosi per otto giorni nel deserto, ogni partecipante dovrà organizzare la propria permanenza pianificandola con attrezzatura da campeggio, generatori di elettricità, cibo e acqua. Gli unici beni possibili da acquistare in città sono ghiaccio e caffè. Questo per far si che le sole forme di passaggio di proprietà siano il baratto e il dono. I valori che il festival vuole trasmettere sono la libera espressione di sé e la responsabilità civica e dell’arte.

Questo museo d’arte a cielo aperto è arrivato a raggiungere la bellezza di 68.000 partecipanti massimi per ogni edizione. Il costo d’iscrizione è di circa 400 dollari. Naturalmente il Burning Man, unendo così tante persone, è organizzato curando ogni minimo dettaglio. Basta pensare che all’arrivo in citta tutte le macchinette fotografiche e tutte le videocamere devono essere registrate; se le si vuole utilizzare per riprese volte a fini commerciali bisogna richiedere un permesso speciale agli organizzatori e non tutti gli eventi possono essere ripresi.

Tutto ciò rende il festival ancor più misterioso, tant’è che tutte le testimonianze di chi ha vissuto quegli otto giorni nel deserto, portano ad una sola conclusione: si capisce la magia del Burning Man solamente quando la si vive. I partecipanti vivono un’esperienza di vita che va oltre se stessi, in un contesto tanto spirituale quanto creativo da risultare irreale, ma dove il rispetto e la gentilezza vigono al primo posto. Il Burning Man è un viaggio dentro se stessi.

Becoming SuperHuman

Nel deserto si va incontro a tempeste di sabbia e i cellulari non funzionano. Inoltre durante il giorno le temperature possono toccare i 40° C per poi abbassarsi vertiginosamente durante la notte scendendo di diverse decine di gradi. Questo è il motivo per il quale la maggior parte degli eventi chiave si svolgono al tramonto, anche se durante le giornate vengono organizzati party selvaggi. E’ infine sconsigliato portare i bambini all’evento.

Curiosità del Burning Man è la forma a semi cerchio che ogni anno visitatori da tutto il mondo creano con i loro accampamenti e le loro installazioni. Arrivano con auto truccate a tema, vestiti di una moda fuori dal comune e in alcuni casi scegliendo nomi da playa (nomignoli) da utilizzare solamente durante l’evento, rendendo sogno quello che in fin dei conti è reale.

Se la vostra anima è quella di un artista in cerca di un’ispirazione, allora non vi resta che fare un salto al Burning Man.

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