16 e 17 gennaio: ecco dove vedere i Falò di Sant’Antonio

Sono svariate le occasioni in giro per l’Italia che ci rammentano come le tradizioni siano vive, tutt’altro che dimenticate, ma ferventi come fiamme. Vogliamo parlarvi proprio del fuoco, della sua simbologia ancestrale e del potere ipnotico che ha su di noi, oggi come nel passato, quando ci si sentiva protetti solo dalle fiamme che illuminavano le notti.

La tradizione vuole che tra il 16 e il 17 di gennaio di ogni anno si celebri Sant’Antonio Abate (da non confondere con l’altro Antonio, il Dottore della Chiesa la cui ricorrenza cade in occasione dell’anniversario del suo trapasso, avvenuto il 13 giugno 1231 a Padova). Ecco dove vedere i Falò di Sant’Antonio.

 

Un po’ di storia dei Falò di Sant’Antonio

Sono numerose le manifestazioni in tutt’Italia che in questa settimana si preparano a ricordare il santo protettore degli animali domestici. Vi sarà capitato di ‘incontrarlo’ raffigurato nei dipinti o negli affreschi di molte chiese in compagnia di un cinghiale o di un maiale che reca al collo una campanella. Secondo un’ipotesi, la presenza dell’animale risale al Medioevo, quando era consuetudine allevare un maiale da destinare all’ospedale che, solitamente, era dove prestavano servizio proprio i monaci dell’ordine del santo. Tuttavia, esso poteva simboleggiare il trionfo dell’eremita egiziano sul Diavolo.

In alcune regioni settentrionali dello Stivale si credeva che in questa notte speciale gli animali acquisissero la facoltà della parola e comunicassero tra di loro, per cui sarebbe stato sconveniente ascoltare i loro discorsi. Chi si fosse lasciato prendere dalla curiosità avrebbe rischiato punizioni esemplari…

Fino a pochi anni fa, durante la mattina del 17 gennaio le stalle venivano benedette dai parroci e, solo dopo il tramonto, venivano accesi i falò.

In questo modo la notte veniva illuminata dai Falò che, oggi come allora, hanno il potere di allontanare il freddo e le tenebre di gennaio, e dovrebbero favorire l’arrivo della primavera. Una tradizione giunta sino al 2019!

In tutte le regioni italiane si accendono ancora i Falò, un’occasione davvero speciale non solo per ricordare il santo, ma anche per riscaldarsi assieme e per condividere un momento di socialità davvero pervasa di misticismo.

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Vi suggeriamo dove vedere i Falò di Sant’Antonio più spettacolari:

A Varese il mitico Falò verrà acceso il 16 gennaio alle 20.30. Sulla piazza Sant’Antonio si potranno bruciare tra le fiamme dell’alta pira i bigliettini sui quali sono espressi i desideri da chieder al nuovo anno, ma… guai a farli leggere a qualcuno prima di affidarli al fumo e ai lapilli! Sin da bambino ricordo l’attesa trepidante per questa manifestazione che gareggiava, in quanto a gioia, all’arrivo della Befana il 6 del mese. Ogni anno sono molti i genitori che reggono a cavalluccio i propri figlioli per poter far sì che godano appieno del potere ipnotico delle fiamme che illuminano la facciata della chiesa della Motta. L’appuntamento del 2019 si carica ulteriormente di un messaggio sentito da tutta la cittadinanza bosina, impegnata nelle ultime settimane a fronteggiare un vasto incendio divampato nei boschi prealpini a ridosso di Varese, emerso tra le notizie della cronaca nazionale che ha ricordato quello spaventoso di due anni fa.

Che la spensieratezza della manifestazione possa allontanare il ricordo dei canadair sul lago…

E se vivete in città, dove vedere i Falò di Sant’Antonio? Nonostante Milano sia una metropoli, nelle cascine e nel Parco delle Cave c’è la possibilità di partecipare a questo affascinante rito agricolo per ripetere insieme la famosa filastrocca: «Sant’Antonio dalla barba bianca, fa che io trovi quello che manca. Sant’Antonio dalla barba nera fammi trovare quel che prima c’era!». Sarà ancora più efficacie una volta cantata in dialetto meneghino.

In Irpinia, la Notte dei Falò di Nusco richiama gli abitanti dall’intera Campania per partecipare dei riti che sono considerati propiziatori. I santantuoni testimoniano come la tradizione popolare rivitalizzi la vita del magico borgo.

Foto di Andrea Fistetto in creative commons

Tra i luoghi dove vedere i falò di Sant’Antonio, il Salento emerge per essere la terra dei Falò di Sant’Antonio per eccellenza, anche se, probabilmente, il record in termini di spettacolarità è raggiunto dalla pira che viene accesa la notte del 16 gennaio a Novoli. La Fòcara è composta di fascine di vite portate a dorso di cavallo dalle famiglie della zona e raggiunge un’altezza vertiginosa di circa 30 metri d’altezza.

Da non credere che la preparazione di questa ‘montagna di sterpi’ richieda l’intervento di un centinaio di abili artigiani e volontari che si devono arrampicare dopo averla resa stabile, grazie ad una struttura di pali, frutto di secoli di innovazione ingegneristica popolare. Al suo culmine è riposta una carica di fuochi d’artificio, la quale, una volta accesa, inaugurerà la sagra e renderà ancora più spettacolare la manifestazione che richiama tantissimi curiosi nel cuore della Puglia, tanto che il National Geographic le ha dedicato un documentario. Cibo e vino ritempreranno gli instancabili danzatori e cantanti per tutta la notte.

Portocesareosalento.com

Anche la Sicilia si distingue per i Falò che vengono allestiti in diversi comuni dell’isola per dare vita alla pagghiara. Habitanti siculi, i luoghi dove vedere i falò di Sant’Antonio più belli sono ad esempio Troina ed Enna. Il culmine è raggiunto la sera del 16 gennaio nel paese dell’entroterra, dove vengono preparate lungo le strade del paese tavolate in cui si condividono le specialità culinarie locali, per confermare che la festa è un rito comunitario.

Ogni anno folklore, retaggi pagani, devozione ed il desiderio di lasciarsi le tenebre invernali (almeno per una notte) alle spalle vengono evocati per rendere indimenticabili tutti questi riti davvero curiosi e ben radicati nei cuori di chi vi prende parte con orgoglio sempre più ardente.

Non è esattamente il caso di dire che si tratti di un patrimonio senza uguali che non è da mandare in fumo…

Le tradizioni degli abitanti vi incuriosiscono? Scoprite le tradizioni più strane al mondo nel nostro articolo!

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