Sostenibilità e sviluppo sostenibile, Italia fanalino di coda

Sostenibilità: Norvegia, Danimarca e Svizzera nella top 10 della classifica semestrale sulla sostenibilità dei paesi Ocse elaborata da Degroof Petercam Asset Management, l’Italia dov’è?

Che cos’è la sostenibilità e sviluppo sostenibile

La sostenibilità è la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Implica un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e preferibilmente crescente e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale. In ambito ambientale, economico e sociale, essa è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo. – (enciclopedia Treccani)

Il principio che guida la sostenibilità è lo sviluppo sostenibile che si riferisce agli ambiti ambientale, economico e sociale, mentre i settori culturale, tecnologico e politico sono considerati sotto settori. Il raggiungimento della sostenibilità è un percorso che coinvolge la società, è un insieme di molti fattori che includono il diritto internazionale e nazionale, il sistema urbanistico e dei trasporti, gli stili di vita locali e individuali e il consumo critico.

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Sostenibilità paesi

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Come raggiungere la sostenibilità

Per raggiungere l’obiettivo della sostenibilità è necessario avere una visione ampia, chiara  e lungimirante delle strategie da adottare, sviluppando piccoli e grandi cambiamenti per raggiungere un unico traguardo.  È necessario che il cambiamento sia sociale, che sia portato avanti in parallelo sia dalle forze politiche che dalla popolazione.

Il percorso per raggiungere la sostenibilità passa attraverso la riorganizzazione delle condizioni di vita, ad esempio le città, sarà necessario sempre più pianificare lo sviluppo urbano considerando gli aspetti ecologici e sostenibili, dalle piste ciclabili, ai trasporti fino all’efficientamento energetico. Bisognerà effettuare una revisione dei settori economici e delle prassi lavorative, supportando lo sviluppo delle attività rivolte allo sviluppo sostenibile e concentrarsi sull’utilizzo delle scienze per lo sviluppo di nuove tecnologie.

E soprattutto, il processo per la sostenibilità, passa attraverso la revisione degli stili di vita individuali. Non è più accettabile un approccio alle risorse naturali che le consideri infinite.

La classifica di sostenibilità – Come funziona

La classifica dei Paesi OCSE viene elaborata analizzando oltre 60 indicatori di sostenibilità, che possono essere influenzati dal governo di una nazione e i cui dati devono essere quantificabili, comparabili ed essere forniti da fonti ufficiali internazionali attendibili (es. World Bank, FMI, UNDP, Freedom House, World Economic Forum). Tali indicatori vengono raggruppati in cinque pilastri:

  • Trasparenza delle Istituzioni e Valori Democratici,
  • Tutela dell’Ambiente,
  • Popolazione, Salute e Distribuzione della Ricchezza,
  • Istruzione e Ricerca & Sviluppo
  • Economia.

Gli indicatori utilizzati per elaborare la classifica sono stati recentemente aggiornati, assegnando un peso maggiore a fenomeni di crescente importanza quali i fenomeni migratori, l’istruzione e la biodiversità.
Oltre a questi, viene preso in considerazione anche un indicatore di tendenza, che tiene conto dei progressi attuati da ciascun Paese nel tempo in tema di sostenibilità, in modo da “premiare”, contemporaneamente, i Paesi che sono risultati più virtuosi e anche quelli che hanno compiuto ragguardevoli passi avanti.

Classifica di sostenibilità dei Paesi Ocse

Classifica di sostenibilità dei Paesi Ocse di Degroof Petercam AM

La posizione dell’Italia per quanto riguarda la sostenibilità

In cima alla classifica della sostenibilità troviamo Norvegia, Danimarca e Svizzera, mentre l’Italia è fanalino di cosa, solo 29esima in classifica, appena un passo avanti alla Grecia.

Lo certifica la classifica semestrale sulla sostenibilità dei Paesi OCSE presentata da Degroof Petercam Asset Management, società di gestione del risparmio specializzata nel settore degli investimenti responsabili, che dal 2007 stila questa classifica per orientare l’operatività del fondo obbligazionario governativo SRI DPAM L Bonds Government Sustainable.

Guardando la classifica si consolida l’idea che i Paesi del Nord e del Centro Europa sono molto attenti allo sviluppo sostenibile e che probabilmente le politiche rivolte alla sostenibilità sono ormai consolidate e radicate nella società. Infatti nella classifica tra i primi dieci troviamo Norvegia, Danimarca, Svizzera, Svezia, Olanda e Lussemburgo.

La Francia rientra tra i 19 migliori grazie all’impegno sul tema del cambiamento climatico e della parità di genere ma resta comunque sotto osservazione perché non raggiunge a pieno tutti i criteri di sostenibilità.

L’Italia resta fuori dalla classifica per diversi motivi, e tutti molto significativi: corruzione, libertà di stampa, instabilità delle istituzioni, istruzione, innovazione, tasso di povertà ed equa distribuzione della ricchezza. Un barlume di speranza arriva da ambiti quali l’efficienza energetica, le emissioni inquinanti e il peso delle fonti di energia rinnovabili sul totale del fabbisogno nazionale.