Fridays For Future, oggi lo sciopero contro i cambiamenti climatici

Venerdì 15 marzo in tutto il mondo si tiene una Marcia Globale per il clima, sulle tracce della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, candidata al Premio Nobel per la Pace che dalla scorsa estate ha iniziato a scioperare dalla scuola ogni venerdì per chiedere al governo del suo Paese e ai potenti di tutto il mondo di muoversi immediatamente per porre un rimedio alla terribile crisi climatica in corso.

E se il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato (in Italia e in Europa il più caldo di sempre), con la temperatura media in gennaio più alta di 1,1 gradi rispetto al 1900, ormai è certo: uno studio su Nature ha stabilito con una certezza del 99,9999 % che la causa sia dovuta al comportamento dell’uomo. Una possibilità di una su un milione, ovvero di 5 sigma, decretato attraverso l’analisi di dati satellitari degli ultimi 40 anni.

Sono nati così i  Fridays For Future, cioè i Venerdì per il Futuro: giorni in cui Greta Thunberg da mesi ormai protesta, scioperando da scuola, di fronte al Parlamento svedese con un cartello che recita “Sciopero scolastico per il clima” (Skolstrejk för klimate) per ribadire, una volta alla settimana, la sua battaglia contro gli sconvolgimenti climatici che stanno devastando il nostro Pianeta e che sono provocati dall’inquinamento di cui noi siamo responsabili.
La 16enne svedese è intervenuta anche alla COP24 e al World Economic Forum: prendendo la parola di fronte alle persone più potenti del mondo li ha invitati ad aprire gli occhi su quanto sta succedendo, spiegando che a causa dei cambiamenti climatici “la nostra casa sta andando a fuoco”.  

Per questo abbiamo intervistato il  dott. Guido Nigrelliricercatore presso la sede di Torino dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR. Si occupa di studi sulle relazioni fra clima e ambiente.

 

Il clima sta realmente cambiando? Cosa dice la scienza?

Direi proprio di si. Forse quello che più allarma è la velocità con cui questo avviene (Nota stampa CNR: 7 gennaio 2019). Le ragioni di questo veloce ed evidente cambiamento climatico sono da ricercarsi nelle attività umane industriali, che hanno modificato molti ambienti del nostro pianeta ed hanno causato danni in certi casi irreversibili. Per chi vuole approfondire l’argomento consiglio questa lettura: I cambiamenti ambientali indotti dall’uomo e le sfide della ricerca.

La scienza dice che l’argomento è complesso e allo studio devono seguire il recepimento dei risultati e la messa in campo di fatti e di azioni concrete. In ambito politico, la volontà di affrontarlo e risolverlo, o per lo meno mitigarlo, sembra però appartenere ancora al regno delle parole. I cittadini di tutto il mondo ormai hanno capito la gravità della situazione, soprattutto i giovani e cercano di sensibilizzare i governi a fare qualcosa. Il “Global Climate Strike for Future” ovverosia lo sciopero mondiale sul clima per il futuro che oggi viene fatto in molte città del mondo ne è la conferma.

 

Cosa sta facendo in concreto il CNR per la salvaguardia del pianeta?

Le attività che il CNR porta avanti sono molte e si può proprio dire che vengono fatte dal Polo Nord al Polo Sud. Per queste finalità, il CNR ha un apposito dipartimento, il Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSSTTA). Le attività di Ricerca sono condotte da ben 12 Istituti e sono equamente collocate nelle scienze della terra e dell’ambiente. Queste comprendendo lo studio dell’atmosfera e dei sistemi acquatici e terrestri e l’osservazione del sistema Terra. L’analisi dei dati e il loro inserimento in modelli matematici contribuiscono alla comprensione dei processi fisici, chimici e biologici che regolano il nostro Pianeta e che servono per prevedere l’evoluzione dell’ambiente nelle sue diverse componenti, anche nell’ottica di fornire nuove soluzioni alle sfide globali in campo ambientale (CNR-WebTV).

 

 Quali sono i siti su cui documentarsi?

Il sito di riferimento a livello mondiale sui cambiamenti climatici e sulle ripercussioni che questi hanno su tutti gli ambienti terrestri è quello dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). In questo sito è possibile trovare una dettagliata analisi dello stato del clima mondiale, effettuata dai massimi esperti in materia a livello mondiale. Per avere un’idea di cosa succede in Italia, anche in termini di previsioni future è possibile consultare il sito del CNR-ISAC, che da anni produce mappe climatiche sulla base di una banca dati climatologica storica. Infine, il sito del World Meteorological Organization (WMO) molto utile anche per approfondire le conoscenze sulla meteorologia e sulle risorse idriche.

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.